Page 1

IN PRIMO PIANO Format Morning News 4 OTTOBRE 2013 Dalle principali testate giornalistiche

www.formatresearch.com


Prime pagine


LAMPEDUSA, A MEZZO MIGLIO DELL’ISOLA DEI CONIGLI.

LAMPEDUSA, STRAGE SUL BARCONE DEI MIGRANTI A DECINE MUOIONO A BORDO, ALTRI ANNEGANO Si temono 300 morti. Il sindaco: «Non sappiamo più dove mettere i corpi». Il Papa:«Vergogna, simili tragedie non si ripetano» Il naufragio, l’incendio a bordo causato dal tentativo di segnalare la propria presenza dando fuoco, pare, a una coperta. Ed è stato l’inizio di una tragedia senza precedenti nel pur lungo elenco di drammi dell’immigrazione. Decine e decine di migranti, in gran parte di origine somala ed eritrea, erano ammassati su un barcone che si trovava a mezzo miglio dall’isola dei Conigli, al largo di Lampedusa. Circa 500 disperati, raccontano i sopravvissuti, tutti alla ricerca di un futuro. La gran parte di loro ha trovato invece una morte orribile. A bordo le fiamme si sono propagate in fretta. Molti si sono gettati in mare, ma pochi anche tra loro sono sopravvissuti. Il bilancio, terribile, potrebbe arrivare a 300 vittime. Una strage. Con l’orrore di immagini come quelle girate dalla Guardia Costiera, che mostrano corpi che galleggiano visti dall’alto, riprese da un elicottero. I soccorritori hanno recuperato 127 corpi, compresi quelli di una donna incinta e di due bambini, un maschio e una femmina, mentre molti altri sarebbero sotto il barcone. Le persone tratte in salvo sono 155. Secondo la ricostruzione il barcone, si è rovesciato a poca distanza dalla riva e ha preso fuoco. L’allarme è stato dato dall’equipaggio di due pescherecci che transitavano nella zona. … Fonte articolo completo http://www.corriere.it/cronache/13_ottobre_03/lampedusa-naufraga-barcone-migrantie0102320-2bf7-11e3-b674-51fbe6c64466.shtml


Alla vigilia della visita ad Assisi, Papa Francesco esprime dolore e sdegno per le vittime del tragico naufragio al largo di Lampedusa

UNA VERGOGNA CHE NON DEVE RIPETERSI E ai partecipanti alla commemorazione della «Pacem in terris» ricorda che giustizia e solidarietà sono vie della pace «È una vergogna». Per Papa Francesco non ci sono altre parole per definire l’ennesima tragedia del mare — consumatasi nelle prime ore di stamane, giovedì 3 ottobre, al largo di Lampedusa — nella quale hanno perso la vita numerosi immigrati. Il Pontefice ha espresso così il suo dolore e la sua profonda indignazione per il continuo ripetersi di queste sciagure nell’indifferenza della comunità internazionale.

«Preghiamo insieme Dio — ha detto rivolgendosi ai partecipanti alla commemorazione promossa dal Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace per il cinquantesimo anniversario dell’enciclica Pacem in terris, ricevuti in udienza questa mattina nella Sala Clementina — per chi ha perso la vita: uomini, donne, bambini, per i familiari e per tutti i profughi» E dopo il dolore il suo appello accorato: «Uniamo i nostri sforzi perché non si ripetano più simili tragedie. Solo una decisa collaborazione di tutti può aiutare a prevenire». Un richiamo alla solidarietà, unita alla giustizia, che il Santo Padre aveva fatto poco prima nel discorso, indicando le strade da percorrere per realizzare la pace per tutti gli uomini. Rileggendo l’enciclica di Giovanni XXIII Papa Francesco si era soffermato sull’indicazione del fondamento della costruzione della pace: «L’origine divina dell’uomo, della società e dell’autorità stessa, che impegna i singoli, le famiglie, i vari gruppi sociali e gli Stati a vivere rapporti di giustizia e di solidarietà». Giustizia e solidarietà: parole che, secondo il Santo Padre, vanno tramutate in «realtà», lavorando soprattutto per superare «egoismi, individualismi, interessi di gruppo», e avendo sempre di vista «la dignità di ogni essere umano». Tema, questo, particolarmente caro a Giovanni XXIII, che tra i diritti fondamentali indicati nell’enciclica includeva la possibilità per tutti di accedere ai beni essenziali per la sopravvivenza, in quello spirito di comunione e di fratellanza universale al quale proprio Papa Francesco andrà a rendere testimonianza domani, venerdì 4, ad Assisi. Ed è appunto in questa testimonianza che, alla vigilia della visita, il presidente della Repubblica italiana Giorgio Napolitano vede il tratto comune tra Papa Bergoglio e Papa Roncalli. Accogliendo l’invito della rivista «San Francesco», il capo dello Stato scrive tra l’altro che «entrambi i Pontefici hanno sentito in modo particolare la necessità di testimoniare al mondo la via della fratellanza e della pace in momenti diversi, accomunati da un alto bisogno di comprensione tra gli uomini, tra le nazioni, tra le fedi, traendo ispirazione da un santo che è stato un grande credente e un grande italiano». 4 ottobre 2013 fonte articolo http://www.osservatoreromano.va/portal/dt?JSPTabContainer.setSelected=JSPTabContainer %2FDetail&last=false=&path=/news/vaticano/2013/227q13-Alla-vigilia-della-visita-ad-Assisi---Papa-.html&title=Una %20vergogna%20che%20non%20deve%20ripetersi&locale=it


IL GIORNO DELLA GIUNTA, SILVIO NON VA«SARÒ ASSOLTO DA STRASBURGO» Veronica Passeri ROMA DOPO la crisi di governo (rientrata) e la fiducia (incassata) si torna dove tutto ha avuto inizio, alla Giunta per le immunità del Senato che oggi dovrà decidere della decadenza di Silvio Berlusconi. Si riparte dalla Sala Koch di Palazzo Madama dove a partire dalle 9.30 va in scena, trasmessa anche in tv, la seduta pubblica nella quale si ascolteranno le ragioni della difesa. Lui, il Cavaliere, non ci sarà, dunque non assisterà a quella che ieri ha definito una «sentenza politica». «Non possiamo considerare questi giudici imparziali e obiettivi — ha tuonato — Si tratta di una sentenza decisa per far fuori un leader del centrodestra». Oggi o al massimo domani — per la lunghezza delle procedure — si giungerà al voto, i tempi, dunque, sono contingentati. «Abbiamo preso per precauzione qualche panino e qualche bibita — è la battuta di un senatore Pd — ma credo che si voterà entro sera». Berlusconi intanto ieri si è recato al Senato — cosa abbastanza insolita visto che di solito è abituato a ricevere a Palazzo Grazioli — per incontrare il capogruppo Renato Schifani e ‘annusare’ un po’ l’aria alla vigilia della giunta. Tanto che il Pdl ha poi smentito in una nota la notizia di un colloquio con tutti i membri azzurri della Giunta. Proprio uscendo dal Senato Berlusconi si è detto assolutamente convinto di «ottenere dalla Corte europea la revisione del processo e l’annullamento della sentenza» di Cassazione. … Fonte articolo completo http://qn.quotidiano.net/primo_piano/2013/10/04/960163giorno_della_giunta_silvio.shtml


LA RASSEGNAZIONE DI BERLUSCONI"BASTA, LASCIO IL PARTITO AD ANGELINO" Nuovo faccia a faccia ieri mattina. "Dimettiti da senatore. Il Cavaliere offrela "testa" di Verdini e Santanché e i due guidano la rivolta dei cento "lealisti" di CARMELO LOPAPA ROMA - La tentazione di mollare tutto. Il crollo psicologico dopo la disfatta politica. La rassegnazione a cedere l'intera baracca ad Angelino, riconoscergli la vittoria. Dura due ore il faccia a faccia mattutino, l'ennesimo, che a sorpresa si consuma nella residenza dell'ex premier, nel day after della disfatta berlusconiana. Nel salotto dello studio al primo piano, ancora una volta Alfano. Il capo riconosce: "Ho commesso degli errori, mi sono fidato di persone sbagliate, vi offro la testa di Verdini e Santanché, ma adesso cerchiamo di restare uniti, voi siete ministri del Pdl e io ho dato fiducia a questo governo". Ammette di essere "molto stanco", travolto dagli eventi, tanto più alla vigilia del voto di giunta di oggi e della decadenza imminente. "Angelino, il partito deve restare unito e poi lo sai, sei il segretario, sei destinato a guidarlo tu". Discussione filata via molto sul filo degli affetti tra i due. Appare il segnale della resa, della ritirata dell'anziano leader. Al suo cospetto, il vicepremier non arretra, conferma la linea della fermezza, ma assicura a Berlusconi che loro non hanno alcuna intenzione di dar vita a gruppi autonomi "se non ce ne saranno motivi". E aggiunge: "Io ti suggerirei di dimetterti, di lasciare il Senato prima del voto di giunta (di oggi, ndr), sarebbe un segnale di distensione". Ipotesi, questa, che Berlusconi però scarta subito. Alfano dopo la vittoria di mercoledì in aula opta per la strategia dell'attesa, prevalsa del resto nel vertice della notte precedente tra i "diversamente berlusconiani" Quagliariello, Lupi, Cicchitto, Castiglione, Formigoni e altri. "Nuovi gruppi? Tutta da vedere" sostiene non a caso un Cicchitto di colpo più cauto. Non forzare la mano, dunque, non uscire per ora dal Pdl per dar vita a un gruppetto di 25 alla Camera e al Senato in stile Fli, attendere le prossime due settimane e gli sviluppi della decadenza del Cavaliere, l'inizio della pena restrittiva che ne depotenzierà comunque la leadership. I governativi decidono insomma di sedere in riva al fiume e attendere. Il punto sul quale tutti sono ormai d'accordo, come va ripetendo Castiglione, è che "Forza Italia a noi non interessa più, sarebbe un dannoso ritorno al passato, dobbiamo pensare al Ppe". E puntare a conquistare il partito nella sua interezza, intanto, cariche direttive comprese. A quel punto la decisione dei ministri di indire per mezzogiorno una conferenza stampa per confermare di voler restare nel partito e di Berlusconi di convocare per le 13 il gruppo per predicare appunto unità e compattezza. … (04 10 2013) fonte articolo completo http://www.repubblica.it/politica/2013/10/04/news/la_rassegnazione_di_berlusconi_basta_lascio_il_partito_a d_angelino-67852543/


Roma Il dato peggiore dal 1990

CROLLA IL POTERE DI ACQUISTO DELLE FAMIGLIE -4,7% Istat, propensione ai minimi da 22 anni, reddito disponibile in calo del 2%. Rivisto al ribasso il Pil 2012 (calo del 2,5%) rispetto alla stima di marzo (-2,4%) 03 Ottobre 2013 Il potere d'acquisto delle famiglie italiane lo scorso anno ha subito la peggiore caduta da sempre, scendendo del 4,7% rispetto al 2011. A certificarlo è l'Istat, nelle cui serie storiche, avviate dal 1990, un crollo non si era mai visto. La perdita segnata nel 2012 è stata quasi doppia a confronto con quella del 2009, segno che l'ultima crisi ha avuto come bersaglio principale le famiglie. Certo non è andata granché per il resto dell'economia: l'Istituto ha corretto al ribasso il calo del Prodotto interno lordo per il 2012, portando la variazione a -2,5% dal -2,4% della stima precedente. Resta invece fermo al 3% il rapporto tra deficit e Pil, almeno per l'anno passato. Insomma l'aggiornamento dei dati chiave sul 2012 restituisce il quadro di un Paese in recessione sotto tutti i fronti. Non solo scende il potere d'acquisto, ma anche il reddito disponibile a prezzi correnti registra una contrazione netta (-2%). E nonostante la spesa si riduca anche i risparmi languono, con la propensione a mettere da parte, considerata una delle virtù nazionali, ridotta ai minimi da ventidue anni. … Fonte articolo completo http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=182162


ESTERI 03/10/2013

AMERICA, TERZO GIORNO DI SHUTDOWN ALLARME TESORO SULL’IPOTESI DEFAULT:
“SAREBBE PEGGIO DELLA CRISI DEL 2008” Crescono la rabbia dei cittadini per il blocco di servizi. Il governo analizza l’ipotesi del fallimento: “Avrebbe un potenziale catastrofico” Cresce la paura in America. La paura che il muro contro muro politico che sta paralizzando il Paese possa portare al clamoroso fallimento dello Stato. A lanciare l’allarme è stato lo stesso Barack Obama: se entro il 17 ottobre in Congresso non ci sarà l’intesa sull’innalzamento del tetto del debito «si rischia il primo default della storia degli Stati Uniti». Le conseguenze - ammonisce il presidente Usa - sono inimmaginabili, «un disastro». Una «catastrofe», incalza il Tesoro americano, che potrebbe dar vita a una crisi finanziaria e a una recessione «come nel 2008, o peggio». Non c’e da scherzare, dunque. Obama - per un giorno tornato a parlare tra la gente a Rockville, in Maryland ha puntato ancora una volta il dito contro quella fazione dei repubblicani (vedi i Tea Party) che sta per ora dettando legge all’interno del partito repubblicano, impedendo il varo di una legge di bilancio. Per farlo, infatti, chiedono di rimettere le mani sull’odiata Obamacare, la riforma sanitaria del presidente entrata in vigore da tre giorni. Un capitolo che la Casa Bianca non vuole assolutamente riaprire. Il timore, però, è che l’infinito braccio di ferro impedisca l’intesa anche sul tetto del debito. A questo punto si aprirebbero scenari inquietanti. «In caso di default - spiega il Tesoro Usa - l’economia americana scivolera’ in una recessione che potrebbe essere peggiore di qualsiasi altra dalla Grande Depressione». Senza contare che «il dollaro e i Treasury sono al centro del sistema finanziario internazionale». «Siamo al centro dell’economia mondiale, e un nostro default colpirebbe l’intera economia mondiale. Tutto il mondo ne soffrirebbe», incalza Obama, tornando ad accusare i repubblicani di irresponsabilità. … fonte articolo completo http://www.lastampa.it/2013/10/03/esteri/in-america-terzo-giorno-di-shutdown-allarme-del-tesorosullipotesi-default-pu-essere-peggio-della-crisi-del-RclbFdZ2eQdefEo3Tci7DK/pagina.html


FMI: RISCHIO DI IMPATTO GLOBALE Gianluca Di Donfrancesco04 ottobre 2013

‌ fonte articolo completo http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-10-04/rischio-impattoglobale-064600.shtml?uuid=AbRRqjkI


MOODY'S: "BENE FIDUCIA A LETTA, ALERT SUL DEFICIT"MA FASSINA ANNUNCIA MISURE PER STAR SOTTO IL 3% L'agenzia di rating: il "miglior risultato possibile", ma il Belpaese non centrerà l'obiettivo europeo di un deficit al 3% nel 2013 NEW YORK - La fiducia al governo Letta è il "miglior risultato possibile" ma l'instabilità politica dell' Italia è negativa dal punto di vista del rating: le turbolenze dell'ultima settimana mettono in evidenza la fragilità del governo. Una fragilità che può ritardare le riforme di bilancio e strutturali, con ritardi che possono mettere a rischio la ripresa economica del paese. A scattare la fotografia della situazione italiana è Moody's, secondo la quale il Belpaese non centrerà l'obiettivo europeo di un deficit al 3% nel 2013. Un annotazione che fa scattare la reazione del governo italiano, che per bocca del viceministro dell'Economia, Stefano Fassina, annuncia misure per rispettare il parametro Ue. "Le dimissioni lo scorso sabato di cinque ministri del Pdl dalla coalizione del governo hanno innescato la crisi politica. I ministri si sono dimessi dopo il mancato accordo su una misura essenziale per portare il deficit nel limite del 3% previsto dall'Unione Europea" afferma Moody's, sottolineando che il governo Letta ha avuto difficoltà a raggiungere accordi sulle riforme fin da quando il suo partito ha formato una coalizione con il Pdl in seguito ai risultati elettorali di febbraio. Silvio Berlusconi "ha detto che le dimissioni" dei ministri "erano una reazione alla decisione di aumentare l'Iva al 22% dal 21%. L'aumento dell'Iva è stato ritardato da luglio perchè il Pdl aveva chiesto di cancellarlo. Le tensioni fra i partner della coalizione si sono intensificate all'inizio di agosto" ricostruisce Moody's. "L'Italia - ricorda l'agenzia nella sua nota - è uscita dalla procedura d'infrazione del deficit quest'anno, dopo aver ridotto il deficit al 3% del pil nel 2012 dal 5,5% del pil nel 2009. Il surplus primario italiano, uno dei più alti fra i paesi dell'area euro" è stato uno dei fattori che ha aiutato a sostenere il debito e offerto al governo tempo per far sì che le riforme economiche avessero effetto e la crescita si materializzasse. L'instabilità politica ha effetti negativi sulla capacità del governo di procedere con le riforme strutturali e di bilancio. Ci aspettiamo - conclude Moody's - che l'Italia non centri l'obiettivo di portare il deficit nel limite europeo del 3% del Pil nel 2013". … (03 ottobre 2013)

Fonte articolo completo http://www.repubblica.it/economia/2013/10/03/news/moody_s_bene_fiducia_a_letta_italia_ manca_obiettivo_deficit_3_-67775380/


CRISI: CONFCOMMERCIO LANCIA GUIDA PER RILANCIO NEGOZIO ALIMENTARE 03 19 2013 Milano, 3 ott. - Superare la crisi con l'innovazione, con l'idea giusta, anche ispirandosi all'estero. E' l'obiettivo della guida 'il negozio alimentare', che fa parte della collana 'Le Bussole', sviluppata dalla Confcommercio con la Fida, federazione italiana dettaglianti dell'alimentazione, presentato questa mattina a Milano, nella sede di Confcommercio. Il volume e' una vera fonte di ispirazione e idee per 'rinnovare' la propria attivita', si presenta come un manuale di business di un settore, quello appunto del dettaglio alimentare, caratterizzato da un sistema articolato in una molteplicita' di dimensioni e formule distributive. Reagire per evitare la chiusura. I numeri parlano chiaro. Gli ultimi anni hanno visto il comparto alimentare in sofferenza per un consistente calo dei consumi in questo settore che, nel 2012, hanno fatto registrare un -3% e oltre il -4% gia' nei primi sette mesi del 2013 (fonte Fida). "Con questa guida - ha spiegato Dino Abbascia', presidente della Fida - vogliamo dare un messaggio di speranza, fornendo spunti utili per orientare scelte e decisioni sul punto vendita. Inutile negare che la grande distribuzione ci ha decimato e ha interrotto il ricambio generazionale". Resta pero' che "il negozio di prossimita' e' un patrimonio da difendere - ha aggiunto -, a cui la gente si rivolge con fiducia. Siamo anche la loro banca: molti 'mettono sul conto'" invece di saldare subito. E in effetti, lo studio, come si legge nel primo dei tre capitoli in cui e' suddivisa la guida, conferma che i negozi tradizionali e di quartiere godono ancora di grande fiducia da parte degli italiani, che spesso sono loro clienti da molti anni. Laddove i clienti trovano una reale differenza e delle proposte interessanti il piccolo negozio continua ad avere successo. Parola d'ordine, dunque, e' l'innovazione, che passa attraverso la contaminazione e anche le alleanze. Gli esempi vanno dal successo dei due casi italiani piu' interessanti, Eataly e Eat's ad altre tendenze, come quella del negozio etico o biologico, ecosostenibile e a km zero. Di tutto questo si parla nel secondo capitolo, mentre nel terzo, arrivano i numeri: i conti economici. Non si puo' migliorare quello che non misuriamo: la cultura dei numeri deve crescere fra i negozianti. Questo studio consente ai commercianti di confrontare il proprio andamento con quello medio del settore, analizzato con 3 tipologie di dimensioni, e di comprendere meglio le possibili aree di miglioramento per rendere piu' redditizia l'attivita'. Le dinamiche del mercato stanno accentuando la polarizzazione fra grandi gruppi e catene di negozi e piccoli operatori. ‌ Fonte articolo completo http://www.agi.it/food/notizie/201310031105-eco-rt10078crisi_confcommercio_lancia_guida_per_rilancio_negozio_alimentare


ECONOMIA 03/10/2013

TELECOM, BERNABÈ LASCIA LA PRESIDENZA Le dimissioni comunicate durante il consiglio di amministrazione. Il titolo recupera in Borsa. Domani l’incontro tra l’ad e sindacati Franco Bernabè sale in macchina ed esce di scena. Il capo azienda ora è Marco Patuano, a lui spetta indicare le strategie, affrontare il nodo insoluto della separazione della Rete ma soprattutto trovare in tempi brevi la rotta giusta per riportare il rapporto tra debito ed ebitda a livelli sostenibili evitando il downgrade delle agenzie di rating. «L’azienda ha un forte potenziale e ci sono i presupposti per il rilancio», commenta Gaetano Micciché, direttore generale di Intesa Sanpaolo e «confido che il management attuale sia in grado di svilupparlo». E così mentre si cerca il nuovo presidente, si è fatto il nome di Massimo Sarmi, l’ad di Poste Italiane, ma un accordo non è ancora stato raggiunto, le deleghe e le attribuzioni organizzative che erano di Bernabè passano provvisoriamente a Patuano mentre al vice presidente Aldo Minucci viene affidata la presidenza del cda e la rappresentanza legale. Inoltre in Cda entra Angelo Provasoli, attuale presidente di Rcs, a sostituzione di Elio Catania. Bernabè cerca la riservatezza nell’addio, nessuna dichiarazione alla stampa uscendo dalla sede ma ai dipendenti lascia una lettera per spiegare il suo gesto. «Voi tutti sapete che non mi sono mai tirato indietro di fronte all’inevitabilita’ di un confronto anche aspro, nemmeno quando le probabilità di successo erano limitate - scrive Bernabè - ma in questa fase critica per il futuro di Telecom una spaccatura in seno al cda sulla strada da intraprendere avrebbe determinato una paralisi». … fonte articolo completo http://www.lastampa.it/2013/10/03/economia/telecom-bernab-lascia-la-presidenzaHB2ZvW6tHWoUvV80TPnr4N/pagina.html


L'EDILIZ IA SPINGE LA LEVA DELL'EXPORT Laura Cavestri03 ottobre 2013

‌ fonte articolo completo http://www.ilsole24ore.com/art/impresa-e-territori/2013-10-03/lediliziaspinge-leva-export-071605.shtml?uuid=Abdk1OjI


OLTRE QUATTRO MILIONI GLI ITALIANI NEL MONDO. ultimo aggiornamento: 03 ottobre, ore 15:50

Roma, 3 ott. (Adnkronos) - Dall'Italia si continua ad emigrare, l'Asia la più gettonata, mentre è la Lombardia la regione con più partenze. A gennaio di quest'anno i connazionali residenti oltreconfine sono 4.341.156, pari al 7,3% dei circa 60 milioni di italiani residenti in Italia. L'aumento, in valore assoluto, rispetto al 2012 è di 132.179 iscrizioni all'anagrafe, pari a +3,1% e +5,5% rispetto al 2011 periodo in cui, secondo l'Istat le cancellazioni di cittadini per l'estero sono state 50.057 (+10.512 rispetto al 2010), mentre le iscrizioni sono state 31.466 (+3.274 rispetto al 2010). Il numero degli espatri, quindi, è il più alto registrato dal 2000. E' quanto emerge dal Rapporto 'Italiani nel Mondo 2013' della Fondazione Migrantes presentato oggi alla Domus Mariae a Roma. Dunque, aumentano gli italiani che scelgono di andare in Asia dove, nel 2013, rispetto all'anno scorso, sono stati registrati più di 3.500 italiani residenti. Il paese maggiormente interessato da questi spostamenti di residenza è stato la Cina, con una comunità italiana costituita da oltre 6.700 persone (+905 italiani residenti nel 2013). La popolazione italiana residente in Cina nel 2013 è triplicata rispetto al 2006 (+239%), con un picco di trasferimenti nel 2009 (+25%). Non solo. Tra gli italiani che decidono di trasferirsi nel Paese del Sol Levante, si sta facendo strada una categoria particolare: quella dei "cinesi di ritorno", ovvero i cittadini cinesi nati o cresciuti nel Belpaese che, grazie ai titoli di studio acquisiti in Italia e alla padronanza della lingua italiana e cinese, si lasciano alle spalle la recessione in Europa per cavalcare l'ondata di crescita della Cina. … fonte articolo completo http://www.adnkronos.com/IGN/News/Cronaca/Oltre-quattro-mln-gli-italiani-nelmondo_32684093937.html


PER APPROFONDIRE LE NOTIZIE

IL SOLE 24 ORE: http://www.ilsole24ore.com IL CORRIERE DELLA SERA: http://www.corriere.it IL MESSAGGERO: http://www.ilmessaggero.it LA REPUBBLICA: http://www.repubblica.it LA STAMPA: http://www.lastampa.it AVVENIRE: www.avvenire.it IL GIORNALE: http://www.ilgiornale.it IL FATTO QUOTIDIANO: http://www.ilfattoquotidiano.it QUOTIDIANO NAZIONALE (GIORNO; NAZIONE, RESTO DEL CARLINO): http://qn.quotidiano.net/ IL TEMPO: http://www.iltempo.it IL VELINO: http://www.ilvelino.it/it TG LA7: http://tg.la7.it


SKY TG24: http://tg24.sky.it/tg24/ TM NEWS: http://www.tmnews.it/web/home.shtml ASCA: www.asca.it IL MANIFESTO: www.ilmanifesto.it L’UNITA’: www.unita.it RAI: http://www.rai.it IL GIORNALE: http://www.ilgiornale.it EURONEWS: www.euronews.com OSSERVATORE ROMANO: http://www.osservatoreromano.va IL GIORNO: http://www.ilgiorno.it SECOLO XIX: http://www.ilsecoloxix.it LIBERO: http://www.liberoquotidiano.it


In primo piano rassegna stampa 4 ottobre 2013 a cura di format research  

La strage dei migranti le notizie di politica e di economia a cura di Format Research con i link alle fonti e agli articoli completi

Read more
Read more
Similar to
Popular now
Just for you