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IN PRIMO PIANO A cura di FORMAT RESEARCH

RASSEGNA STAMPA 24 SETTEMBRE 2013 Dalle principali testate giornalistiche


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Nessun operatore Tlc presente in Italia è a controllo nazionale

TELECOM ITALIA DIVENTA SPAGNOLA, TELEFONICA SI PRENDE TELCO Accordo di Telefonica con Generali, Mediobanca e Intesa Sanpaolo per salire dal 46 al 65% di Telco che controlla il 22,4% di Telecom. Un'operazione che prevede un'opzione per gli spagnoli a salire a breve termine fino al 70% e sposta di 6 mesi la finestra per dare le disdette al patto Telco Roma, 24 Settembre 2013 Accordo di Telefonica con Generali, Mediobanca e Intesa Sanpaolo per salire dal 46 al 65% di Telco che controlla il 22,4% di Telecom. Un'operazione che prevede un'opzione per gli spagnoli a salire a breve termine fino al 70% e sposta di 6 mesi la finestra per dare le disdette al patto Telco. Telefonica offre 1 euro per azione e acquista parte delle quote Telco, la holding che controlla il 22,4% di Telecom da Mediobanca, Generali e Intesa Sanpaolo.L'accordo, secondo quanto si apprende raggiunto in nottata e che verrà ufficializzato prima dell'apertura di Borsa, valorizza le azioni Telco (e di riflesso Telecom) a 1 euro per azione mentre in Borsa il titolo ha chiuso in rialzo del 3,4% a 0,59 euro.Ieri una ridda di voci si sono inseguite ma con gli occhi puntati sul rilancio da parte del gruppo guidato da Cesar Alierta per il controllo di Telco e una girandola di incontri haavuto come perno Mediobanca, dove si è presentato anche Marco Fossati, che è stato aggiornato sul prospettato accordo in qualità di secondo azionista di Telecom, dopo Telco, con quasi il 5%. Piazzetta Cuccia ha riunito il comitato parti correlatementre Intesa ha affrontato la questione in un consiglio di gestione straordinario e anche Generali ha riunito un cda.Da Madrid nessun commento, ma oramai i giochi sono fatti e sarà rispettato il termine del 28 settembre per uscire dallo stallo. … Fonte articolo completo http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=181748


NAPOLITANO: "SI VEDE LA RIPRESA,
POLITICA AVANTI SENZA ROTTURE" Il presidente della Repubblica: "Governo e Parlamento facciano il loro lavoro senza incertezze, non sprechino questo momento favorevole". Epifani sull'esecutivo: "Legge stabilità nodo di Gordio" ROMA - Non siamo ancora usciti dalla crisi, ma i primi segni di ripresa si vedono. Giorgio Napolitano ospita la cerimonia di inaugurazione dell'anno scolastico al Quirinale e, parlando agli oltre tremila studenti che hanno preso parte all'evento, fa notare come l'istruzione sia uno "dei pilastri e degli assi portanti della nostra società". Segnali di ripresa. "Non siamo ancora usciti dalla crisi finanziaria, economica, sociale che ha colpito così duramente negli ultimi anni il nostro Paese e gran parte del mondo, dagli Stati Uniti all'Europa - continua il Capo dello Stato - sono ancora tante le famiglie che soffrono di difficoltà e di privazioni. Molti sacrifici si sono imposti ovunque nel nostro Paese. L'economia e l'occupazione tardano a riprendersi". Ma, sottolinea, "i primi segni di ripresa si vedono e si riaffaccia la speranza di un nuovo, più solido sviluppo, su basi più giuste, dell'economia e della società". La politica non sprechi il momento favorevole. La politica, esorta ancora il presidente, non sprechi dunque questo momento favorevole che fa sperare nella ripresa. "Dobbiamo fare tutti la nostra parte per far crescere i semi che appaiono e possono maturare di un miglioramento e cambiamento positivo della nostra situazione". "La politica - aggiunge - non sprechi questo momento più favorevole e faccia, attraverso il governo e il Parlamento, la sua parte, procedendo, senza incertezze e tantomeno rotture, nel compiere le azioni necessarie. Si mobilitino tutte le forze valide del Paese. Anche quelle della scuola". Più ricerca e istruzione, basta tagli. Per combattere la disoccupazione, prosegue Napolitano, occorrono più ricerca e istruzione. Basta con i tagli alla cieca alla scuola, per il presidente bisogna cambiare strada, occorre investire. "Bisogna rafforzare l'istruzione a tutti i livelli - spiega il Capo dello Stato - sviluppare la ricerca scientifica, rendere più elevata e moderna la formazione dei giovani attraverso tutti i canali, ciò è decisivo per superare la crisi, per combattere la disoccupazione per competere nel mondo di oggi". … Fonte articolo completo http://www.repubblica.it/politica/2013/09/23/news/napolitano_momento_duro_ma_si_vedono_i_pri mi_segni_di_ripresa-67124829/


24/09/2013 06:05

RINVIO DELL’IVA PIÙ VICINO SACCOMANNI RESTA SOLO Fassina conferma l’ipotesi di spostare l’aumento Il ministro dell’Economia sempre più in bilico La partita dei conti pubblici e delle coperture per evitare l’aumento dell’Iva resta aperta. Ma l’indiscrezione riportate da Il Tempo lunedì scorso sul presumibile rinvio del rincaro per un lasso di tempo da definire, in attesa di sciogliere il nodo delle risorse, ha preso sempre più consistenza anche negli ambienti di governo. A rafforzare questa tesi è stato ieri il viceministro dell’Economia, Stefano Fassina, che ha confermato che «l’ipotesi di rinviare l’aumento dell’Iva di tre mesi, è un’ipotesi plausibile a patto che si facciano altre scelte nel rispetto di risorse insufficienti». Insomma anche dal Pd, dopo il muro alzato dal Pdl contro l’aumento dell’aliquota dal 21 al 22%, arrivano segnali di scollamento con la linea del ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni. Che a questo punto resta sempre più isolato. Nei corridoi di via XX settembre si starebbero affilando le lame per la resa dei conti tra la struttura e il ministro. Secondo quanto risulta a Il Tempo ci sarebbe stato uno scontro al calor bianco tra i tecnici del Tesoro e il ministro sull’indicazione del valore del deficit rispetto al pil al 3,1% da indicare nel Documento economico e finanziario (Def). Secondo alcune simulazioni presentate dalla Ragioneria dello Stato, infatti, nel Def, nella stessa casella poteva essere messo con una relativa tranquillità il 3%. Una scelta che avrebbe rassicurato l’Europa e consentito al governo di prendere tempo, posticipando al consuntivo e dunque al 2014, l’eventuale aggiustamento. Nessun trucco contabile, ma solo una convenienza politica per non irritare Bruxelles e consentire comunque all’economia di riprendere un minimo di vigore, con benefici sul gettito fiscale. Qualunque fosse stato il risultato di fine anno il governo avrebbe ottenuto la merce più importante in questo momento: il tempo, e dunque un ulteriore elemento di normalizzazione e di stabilità. Semplice. Ma non è stato così. Sarebbe stato Saccomanni a insistere per impostare nel Def la certificazione dello sforamento. La giustificazione sarebbe stata quella di lanciare un allarme alle forze politiche per richiamarle alla linea del rigore. A non mollare la presa, proprio ora, a un passo dalla meta e dunque a convincerli ad accettare senza polemiche il rincaro dell’Iva. Strategia sbagliata. I partiti hanno rinviato al mittente l’alert di Saccomanni. Lui che è un tecnico, spiegano fonti vicine al dossier, ha fatto una riflessione «politica». Un po’ sulla scorta di quanto fatto dall’ex presidente del Consiglio, Mario Monti. … Filippo Caleri Fonte articolo completo http://www.iltempo.it/politica/2013/09/24/rinvio-dell-iva-piu-vicino-saccomanni-resta-solo-1.1174682


CAMUSSO: TROPPI ONERI SU SALARI E PENSIONI

CGIL IN PRESSING SU TASSE , LAVORO E SVILUPPO LEGGE DI STABILITÀ, LETTA CONVOCA LE PARTI SOCIALI La leader della Cgil: senza risposte non resta che la mobilitazione. Squinzi (Confindustria): Iva non prioritaria

L'invito al tavolo è stato richiesto ed è stato concesso. Prima di varare la legge di stabilità, il presidente del consiglio Enrico Letta ha promesso di convocare le parti sociali, come aveva caldeggiato con insistenza il segretario generale della Cgil Susanna Camusso, per discutere anche di redistribuzione del reddito e di riduzione del carico fiscale su lavoro dipendente e sulle pensioni. In caso contrario, aveva avvisato Camusso, «non si potrà procedere che con la mobilitazione unitaria». LA LEGGE DI STABILITA' - La legge di stabilità, aveva aggiunto Camusso, «o cambia il passo o siamo destinati a declinare. Nessun meccanismo che ragiona su Imu e Iva raggiunge l'obiettivo della redistribuzione del reddito». «Il dibattito che c'è non convince, per usare un eufemismo - aveva affermato ancora la Camusso - sembra ci sia uno schema di galleggiamento, non ci si sta confrontando con il profilo del Paese e le esigenze dei cittadini. E non si aggredisce il nodo fondamentale, che è quello dell'ingiustizia nella distribuzione del reddito e della sovrabbondante tassazione sul lavoro dipendente e sulle pensioni». CONTI PUBBLICI - «Dire la verità sui conti pubblici? Mi pare un buon proposito ma insieme alla verità sui conti bisogna anche dire che i nostri conti peggiorano in ragione delle politiche fatte fino a oggi che non hanno portato al risanamento e peggiorato la situazione di una parte degli italiani e al miglioramento per altri», ha detto ancora la Camusso, interpellata alla fine del direttivo sulle dichiarazioni del ministro dell'Economia Fabrizio Saccomanni. … 23 settembre 2013 | 21:16 Fonte articolo completo http://www.corriere.it/economia/13_settembre_23/camusso-giu-tasse-e-lavoro-omobilitazione_88cad3d6-245d-11e3-952d-4ca9735c4400.shtml


23/09/2013

BAGNASCO: "OGNI ATTO IRRESPONSABILE PASSERÀ AL GIUDIZIO DELLA STORIA" Il presidente della CEI contro la crisi di governo: "Non si vedono segni di ripresa,
 occupazione obiettivo urgente". E torna a chiedere il quoziente familiare ANDREA TORNIELLI CITTÀ DEL VATICANO «Ogni atto irresponsabile passerà al giudizio della storia». Lo ha detto questo pomeriggio il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, aprendo i lavori del Consiglio permanente. Nel paragrafo finale della prolusione, l'arcivescovo di Genova sembra dire il suo «no» a qualsiasi crisi di governo in questo momento. I tempi «continuano a essere duri e non se ne vede ancora la fine», ha osservato. «Non ci si può illudere che tutto sia nuovamente a portata di mano come prima: grande impegno viene profuso dai responsabili della cosa pubblica, ma i proclamati segnali di ripresa non sembrano dare, finora, frutti concreti sul piano dell’occupazione che è il primo, urgentissimo obiettivo. Ogni passo è benvenuto, ma l’ora esige una sempre più intensa e stabile concentrazione di energie, di collaborazioni, di sforzi congiunti senza distrazioni, notte e giorno. Ogni atto irresponsabile – da qualunque parte provenga – passerà al giudizio della storia». Il cardinale ha lamentato l'indice di disoccupazione giovanile che raggiunge il 37,3%, ricordando anche «quanti vivono nella paura di perdere il posto di lavoro a breve». «Da Pastori - ha aggiunto - non abbiamo ricette di ordine tecnico: ma sappiamo che la macchina del Paese ha un cuore e un motore. Ed è nostra ferma convinzione che sia la famiglia». Per questo Bagnasco è tornato ad auspicare il «fattore familiare», cioè un fisco che tenga conto delle famiglie, che «rappresenterebbe non una elargizione, ma un riconoscimento e una sorta di restituzione di quanto la famiglia “produce” in termini di benessere generale». «La gente guarda attonita - ha continuato - teme che i suoi sacrifici vengano buttati via, e ogni giorno spera ancora che appaia qualche spiraglio realistico che faccia intravvedere il nuovo giorno; ma questo deve essere visto da tutti, non annunciato da pochi. Il patrimonio umano, che è la famiglia naturale, è un bene insostituibile e incomparabile che deve essere custodito, culturalmente valorizzato e politicamente sostenuto». … Fonte articolo completo http://vaticaninsider.lastampa.it/news/dettaglio-articolo/articolo/28061/


L'ITALIA OSTAGGIO DI QUEL 3% CHE CI HA SPINTO NEL BARATRO La croce che portiamo del rapporto deficit/Pil imposto dall'Ue è troppo pesante e cancella le speranze di ripresa. Una moneta unica per mercati così diversi non poteva funzionare Ida Magli - Lun, 23/09/2013 - 11:40 Penso che siano molti gli italiani che oggi vorrebbero, come me, poter scrivere una lettera confidenziale ad Angela Merkel, alla «donna» Angela Merkel che ha in mano, con il potere politico, il destino presente non soltanto dei tedeschi, ma di tutti coloro che sono legati a Maastricht e alla moneta euro. Perché vorremmo scrivere alla donna Merkel, più che al capo del governo della Germania? Perché l'euro, Maastricht e la «dittatura del 3%» hanno portato terribili sofferenze a coloro che vi sono stati coinvolti; perché la crisi che ha investito l'Europa è dovuta, in modo diretto tanto quanto in modo indiretto, ai parametri di Maastricht e alla sua moneta; perché le migliaia di suicidi di Francia (chi potrà mai dimenticare i 57 suicidi dei dirigenti di France Telecom?), di Grecia, d'Italia, sono stati provocati da questa crisi, così come le migliaia di disoccupati, di imprenditori falliti, di aziende costrette a chiudere. Faccia un giro nella Lombardia, motore dell'economia produttiva italiana, cara Signora Merkel, e vedrà il risultato del grande mercato promesso da Maastricht e dalla sua moneta: le fabbriche sono tutte chiuse. Non creda ai politici che vengono a trovarla, inclusi quelli italiani, come Monti prima e ora Letta e i suoi ministri, Saccomanni e Zanonato, tutti a portare la croce del 3%, in ginocchio davanti a questo totem: lei lo sa bene che le loro verità non sono verità. Se dicono, come dicono, da oltre tre anni, che si comincia a vedere la luce in fondo al tunnel, è perché questo tunnel non è un tunnel, ma la realtà. Si affidi al suo cuore e capirà, sentirà quanta disperazione è accumulata dietro le macerie di ogni fabbrica chiusa, di un'Europa che era nel pieno della rinascita industriale, commerciale, culturale quando Maastricht e l'euro hanno spazzato via a poco a poco ogni speranza di vedere risorgere un grande mercato italiano ed europeo. … Fonte articolo completo http://www.ilgiornale.it/news/interni/litalia-ostaggio-quel-3-che-ci-ha-spinto-nel-baratro-952474.html


23 settembre 2013

CONFCOMMERCIO: «IVA È PRIORITÀ», MA SQUINZI DICE NO Roma - «Gli effetti recessivi e depressivi dell’eventuale aumento dell’Iva sono ormai certi: è già successo nel drammatico anno 2012 dopo l’incremento dell’aliquota standard dal 20 al 21% del settembre 2011. Ed è altrettanto evidente che le risorse necessarie si possono e si devono trovare attraverso un atteggiamento più coraggioso e determinato nel taglio della spesa pubblica che ancora oggi è molto timido». Così Confcommercio nel dibattito in corso sull’aumento dell’aliquota Iva, dal primo ottobre. «In una situazione in cui si registrano i primi timidi segnali di ripresa, per il momento solo annunciata, aumentare l’Iva significherebbe penalizzare ulteriormente la capacità di consumo delle famiglie, stremate da una crisi senza precedenti, e, soprattutto, incidere negativamente sul clima di fiducia». Confcommercio - conclude la nota - chiede al Governo e alla politica tutta un supplemento di impegno e responsabilità per evitare l’aumento dell’Iva perché oggi è più che mai necessario sostenere con ogni mezzo la domanda interna che è e rimane la vera priorità della nostra economia». Questa mattina, però, a margine dell’inaugurazione del Cersaie a Bologna, il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, ha replicato a chi gli chiedeva un commento su un possibile congelamento dell’aumento dell’Iva fino a dicembre: «Secondo me non è la cosa prioritaria. … Fonte articolo completo http://www.ilsecoloxix.it/p/italia/2013/09/23/AQZMVdTconfcommercio_squinzi_priorita.shtml


ECONOMIA 23/09/2013

DRAGHI: TORNATA LA FIDUCIA NELL’EUROZONAMA LA DISOCCUPAZIONE RESTA TROPPO ALTA Il presidente della Bce: ripresa lenta, sui tassi una politica accomodante MARCO ZATTERIN CORRISPONDENTE DA BRUXELLES Non ci sono sorprese, quindi va tutto bene. Mario Draghi conferma che la fine dell’anno si chiuderà con il pil europeo in accelerazione e senza colpi di scena, così che il 2014 potrà essere finalmente un anno senza recessione. Secondo il presidente della Bce «la lenta ripresa dovrebbe proseguire nel trimestre in corso nonostante i dati deboli dall’industria». Di qui a dicembre, inoltre, «l’attività economica beneficia di un graduale miglioramento della domanda interna sostenuta dalla politica monetaria accomodante della Bce» oltre che «dal rafforzamento della domanda per le esportazioni dell’Eurozona». Il problema resta la disoccupazione. «Troppo alta», ammette l’uomo dell’Eurotower: bisognerà che la ripresa si affermi con pienezza perché la tendenza cominci a cambiare in modo sensibile. … Fonte articolo completo http://www.lastampa.it/2013/09/23/economia/draghi-tornata-la-fiducia-nelleurozona-ma-ladisoccupazione-resta-troppo-alta-CUhXWCWSVW1lQLvjzFr4xN/pagina.h


ISTAT,
 RETRIBUZIONI FERME AD AGOSTO.MA CON IL +1,
5% ANNUO BATTONO L'INFLAZIONE Stipendi immobili rispetto a luglio, ma nel raffronto annuo la crescita di 1,5 punti percentuali è maggiore rispetto al +1,2% dei prezzi. I lavoratori in attesa di contratto sono 6,8 milioni, il 52,4% del totale

Lo leggo dopo MILANO - Le retribuzioni contrattuali orarie sono rimaste invariate ad agosto, rispetto a luglio. Lo segnala l'indice calcolato dall'Istat che sale invece dell'1,5% su base annua. L'andamento tendenziale è superiore al +1,2% registrato dal tasso di inflazione. Complessivamente, nei primi otto mesi del 2013, la retribuzione oraria media è cresciuta dell'1,5% rispetto al corrispondente periodo del 2012. L'Istat ricorda che alla fine di agosto, i contratti collettivi nazionali di lavoro in vigore per la parte economica riguardavano il 47,6% degli occupati dipendenti e corrispondevano al 46,1% del monte retributivo osservato. "Con riferimento ai principali macrosettori", aggiungono dall'Istituto di statistica, "ad agosto le retribuzioni contrattuali orarie registrano un incremento tendenziale dell’1,9% per i dipendenti del settore privato e una variazione nulla per quelli della pubblica amministrazione.

… (23 settembre 2013) Fonte articolo completo http://www.repubblica.it/economia/2013/09/23/news/istat_retribuzioni_ferme_ad_agosto_ma_con_il_1 _5_annuo_battono_l_inflazione-67081047/?ref=HREC1-7


IL SONDAGGIO LA7

LA PROFEZIA DI MENTANA: FORZA ITALIA PEGGIO DEL PDL, MA IL CENTRO-DESTRA RESTA IN TESTA Pd primo partito, ma non basterebbe per vincere. Bene il M5s: +1,4 per cento La rinascita di Forza Italia fa perdere voti al Pdl, regalandone ai partiti minori di centro-destra. Lo racconta il sondaggio settimanale condotto da Emg per il tg di La7 del direttore Chicco Mentana. Lo slittamento di preferenze vale un -1,3 punti percentuale: il Pdl aveva un 26,9 per cento dei voti, la settimana dopo Forza Italia ne ha il 25,6. A guadagnarci sono La Destra di Francesco Storace (+0,4), la Lega (+0,3) e Fratelli d'Italia del trio La Russa - Crosetto - Meloni (+0,2). Se Atene piange... - Il Pd, stando al sondaggio Emg, rimane il partito con piÚ voti: 27,4 per cento, con un +0,1 rispetto alla scorsa settimana. Ma l'area dei partiti di centro-destra, malgrado un calo complessivo, rimane la preferita degli italiani (33,8 per cento, -0,5). Il vantaggio sui partiti di centro-sinistra (che con il suo 33,4 pure registra un -0,1) si assottiglia. E Grillo se la gode - Dove finiscono i voti persi dalle due coalizioni? Nella plancia del Movimento 5 stelle. La formazione fondata da Beppe Grillo registra uno scatto in avanti da +1,4 punti percentuali. "Era da tempo che il M5s - commenta Fabrizio Masia, direttore Emg - non era protagonista di un risultato del genere". Ad avvantaggiare i pentastellati, prosegue Masia, "è l'impasse dei partiti di maggioranza sull'Iva". ‌ Fonte articolo completo http://www.liberoquotidiano.it/news/politica/1316537/La-profezia-diMentana--Forza-Italia-peggio-del-Pdl--ma-il-centro-destra-resta-in-testa.html


‌ fonte articolo completo http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-09-24/renzi-attaccaancora-064724.shtml?uuid=AbLsvWaI

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SET 2013

LA SIAE FA I CONTI DELLO SPETTACOLO: CONSUMI IN CALO Non sono dati rincuoranti quelli che vengono fuori dal nuovo annuario della Siae ma nemmeno un disastro totale come si poteva pensare: il 2012 ha visto un calo dei consumi generalizzato delle famiglie italiane e un complessivo andamento negativo per i vari settori dello spettacolo, ad eccezone di lirica e balletto. Ecco il prospetto della Siae. Il numero di spettacoliNel 2012 la SIAE ha rilevato oltre 4 milioni di spettacoli, con una flessione dello 0,78% rispetto ai risultati conseguiti nell’anno precedente. Solo l’attività concertistica (+0,47%) e il cinema (+0,27%) presentano un incremento. Lombardia, Lazio ed Emilia Romagna sono le regioni nelle quali è stata rilevata la massima concentrazione di spettacoli. Gli ingressi agli spettacoliRispetto all’anno precedente, nel 2012 il numero di ingressi è in flessione del 4,44%. Il segno positivo si registra nelle attrazioni dello spettacolo viaggiante (+22,82%), nelle mostre ed esposizioni (+0,52%) e nelle attività con pluralità di generi (+2,13%). La regione che ha prodotto più ingressi è stata la Lombardia, seguita dall’Emilia Romagna e dal Lazio. Le presenzeA differenza degli ingressi, le presenze vengono utilizzate per quantificare i partecipanti a manifestazioni per le quali non è previsto il rilascio di titoli d’accesso. Nel 2012, le presenze sono state sostanzialmente stabili rispetto all’anno precedente, con una lieve flessione dello 0,3%. Tendenza positiva nel cinema (+8,21%), nell’attività concertistica (+8,37%), nelle mostre ed esposizioni (+113,67%) e nelle attività con pluralità di generi (+11,66%). Il maggior numero di presenze è stato rilevato in Lombardia, regione che ha preceduto il Veneto e l’Emilia Romagna. La spesa al botteghinoLa spesa al botteghino ha fatto registrare una sensibile contrazione rispetto al 2011 (-5,55%). L’unico settore che registra un andamento positivo è quello delle attività con pluralità di generi (+32,14%). La Lombardia è la regione con la spesa al botteghino più elevata, seguita dal Lazio e dal Veneto. La spesa del pubblicoSegno positivo per la spesa del pubblico: +1,47% rispetto al 2011. Il settore cha ha contribuito maggiormente al conseguimento del risultato è quello delle mostre ed esposizioni (+25,07%). In terreno positivo anche l’attività sportiva (+7,36%), l’attività di ballo e concertini (+5,50%) e le attività con pluralità di generi (+18,06%). La Lombardia ha fatto registrare il valore più elevato, seguita dall’Emilia Romagna e dal Veneto. Il volume d’affariIl volume d’affari ha subìto complessivamente una lieve flessione rispetto all’anno precedente (-0,52). Variazioni positive si registrano nell’attività di ballo e concertini (+5,16%), nelle mostre ed esposizioni (+22,06%) e nelle attività con pluralità di generi (+7,53%). Anche per il volume d’affari, la Lombardia fa registrare il valore più elevato, seguita dall’Emilia Romagna e dal Veneto.


Il cinemaIl cinema esprime, da solo, oltre il 70% di tutti gli spettacoli allestiti in Italia nel 2012, a conferma dell’estrema capillarità dell’offerta cinematografica in tutte le aree del Paese. Tuttavia, a parte il lieve incremento del numero di spettacoli (+0,27%) e delle presenze (+8,21%), gli altri indicatori lamentano una contrazione (ingressi -10,68%; spesa al botteghino -8,62%; spesa del pubblico -8,51%; volume d’affari -8,51%) e si attestano su valori inferiori a quelli del 2007. L’attività teatraleAnche l’attività teatrale mostra linee di tendenza essenzialmente negative nel 2012, con una flessione di tutti gli indicatori. Gli spettacoli diminuiscono del 4,04%, gli ingressi del 2,58%, le presenze del 21,44%, la spesa al botteghino del 4,99%, la spesa del pubblico del 6,54%, il volume d’affari del 7,33%. E’ importante rilevare, però, che nel comparto coesistono settori in sostanziale tenuta, come la Lirica e il Balletto, e altri in estrema difficoltà, in primis la Rivista e commedia musicale. I concertiRispetto al 2011, nel 2012 l’offerta di spettacoli è rimasta praticamente stazionaria (+0,47), mentre sono aumentate le presenze (+8,37%). Hanno virato, invece, in campo negativo gli indicatori economici (spesa al botteghino -11,83%; spesa del pubblico -11,20%; volume d’affari -10,10%) e gli ingressi (-8,60%). L’attività concertistica è caratterizzata dalla posizione dominante dei concerti di musica leggera, che rappresentano circa la metà del numero di spettacoli in termini percentuali. In base agli altri indicatori (ingressi, presenze, spesa al botteghino, spesa del pubblico e volume d’affari), le percentuali di incidenza dei concerti di musica leggera sono ancora più marcate, soprattutto nel computo delle presenze (89,40% dell’intero macroaggregato). … Fonte articolo http://bandettini.blogautore.repubblica.it/2013/09/23/la-siae-fa-i-conti-dello-spettacolo-consumi-incalo/


PER APPROFONDIRE LE NOTIZIE

IL SOLE 24 ORE: http://www.ilsole24ore.com IL CORRIERE DELLA SERA: http://www.corriere.it IL MESSAGGERO: http://www.ilmessaggero.it LA REPUBBLICA: http://www.repubblica.it LA STAMPA: http://www.lastampa.it AVVENIRE: www.avvenire.it IL GIORNALE: http://www.ilgiornale.it IL FATTO QUOTIDIANO: http://www.ilfattoquotidiano.it QUOTIDIANO NAZIONALE (GIORNO; NAZIONE, RESTO DEL CARLINO): http://qn.quotidiano.net/ IL TEMPO: http://www.iltempo.it IL VELINO: http://www.ilvelino.it/it TG LA7: http://tg.la7.it SKY TG24: http://tg24.sky.it/tg24/ TM NEWS: http://www.tmnews.it/web/home.shtml ASCA: www.asca.it IL MANIFESTO: www.ilmanifesto.it L’UNITA’: www.unita.it RAI: http://www.rai.it


IL GIORNALE: http://www.ilgiornale.it EURONEWS: www.euronews.com OSSERVATORE ROMANO: http://www.osservatoreromano.va SECOLO XIX: http://www.ilsecoloxix.it LIBERO: http://www.liberoquotidiano.it

In primo piano rassegna stampa 24 settembre 2013  

Il sondaggio politico di Mentana; i dati economici; la sorte di Telecom; gli incassi dello spettacolo questo e altro nella rassegna di oggi...

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