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IN PRIMO PIANO A cura di FORMAT RESEARCH

RASSEGNA STAMPA 6 SETTEMBRE 2013 dalle principali testate giornalistiche


Ma per il Pdl è vicina

NAPOLITANO: CRISI SAREBBE GRAVE RISCHIO Il Colle: Berlusconi ha ripetutamente dichiarato sostegno a Letta. Schifani: si va verso countdown con scelte politiche irreversibili, se governo cade colpa del Pd ma noi pronti anche ad opposizione. Pd: un delitto votare col Porcellum. Renzi: il Governo va bene così Roma 05 Settembre 2013 Il rullo di tamburi del Pdl che minaccia il conto alla rovescia per dare il via ad una crisi di governo riceve l'altola' di Giorgio Napolitano. Il Capo dello Stato si limita a segnalare le gravissime conseguenze che una crisi di governo comporterebbe per il Paese ed avverte così il Pdl. E tanto basta. Dal Colle non ci c'è alcuna strategia da seguire, nè contromisure da adottare nel caso sciagurato in cui la minaccia di crisi dovesse divenire realtà. "Napolitano non sta studiando o meditando il da farsi" fa sapere il Quirinale ricordano che il Capo dello Stato ha "già messo in massima evidenza che l'insorgere di una crisi precipiterebbe il Paese in gravissimi rischi". Per questo il Capo dello Stato "conserva fiducia nelle ripetute dichiarazioni di Berlusconi in base alle quali il governo continua ad avere il sostegno della forza da lui guidata". Sembra solo l'assaggio della potenza di fuoco che il Quirinale è disposto ad utilizzare nel caso in cui davvero il Cavaliere volesse arrivare al count down. Se davvero Berlusconi avesse pronto nel cassetto il messaggio Tv con cui rivolgersi agli italiani per 'spiegare' il suo gesto, e cosi' sembrerebbe, ora è avvertito. Non c'è neppure bisogno di smentire le indiscrezioni che parlano di un messaggio del Capo dello Stato alla Nazione, a reti unificate. Berlusconi è avvisato. E Il cav sa bene che, in questa situazione, il Colle non acconsentirà mai ad andare al voto in fretta e furia. Oltretutto senza avere riformato la legge elettorale. … Fonte articolo completo http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=181181


GOVERNO BATTUTO SU GIOCHI D'AZZARDO.
OK MOZIONE LEGA: VIETATE NUOVE ATTIVITÀ Il documento del Carroccio è stato approvato a larga maggioranza nonostante il parere contrario dell'esecutivo. Il sottosegretario all'Economia, Alberto Giorgetti, annuncia l'intenzione di rimettere la delega sui giochi nelle mani del ministro: "Così si perdono 6 miliardi di gettito". Mef: "Dispositivo inapplicabile". Casson (Pd): "Errore di votazione". Maroni: "Ora vada a casa". Bocciata mozione M5S su slot machines ROMA - Il governo è stato battuto in aula al Senato nella votazione di una mozione della Lega Nord che vieta per un anno l'apertura di nuovi centri per i giochi d'azzardo elettronico on line e nei luoghi aperti al pubblico. Il sottosegretario all'Economia, Alberto Giorgetti, ha annunciato l'intenzione di rimettere la delega sui giochi nelle mani del ministro, Fabrizio Saccomanni, che però ha gli ribadito piena fiducia: ''Nel condividere le valutazioni espresse dal sottosegretario rispetto alla votazione avvenuta al Senato, ha confermato la sua piena fiducia nell'operato dell'On.le Alberto Giorgetti, ricevendone la disponibilità a proseguire nell'incarico'', ha comunicato il ministero dell'Economia. "Bravi senatori leghisti. E adesso governo a casa!!!", ha scritto su Twitter il segretario federale della Lega Nord, Roberto Maroni. E mentre gli operatori minacciano il blocco della raccolta, il Codacons si dice soddisfatto: "Ora chiediamo il blocco immediato delle sale vlt (Videolottery)". Ma il ministero replica: "Applicando la moratoria, il Governo compirebbe un atto illegittimo". Mef: "Mozione inapplicabile". Un dispositivo inapplicabile, secondo il ministero dell'Economia e delle Finanze, quello della mozione approvata oggi: "Il governo è fortemente impegnato a contrastare gli effetti sociali negativi legati ai giochi, come dimostra, tra l'altro, l'articolo 14 della delega fiscale all'esame della Commissione finanze della Camera, che prevede il riordino dell'intera materia", ma "per quanto riguarda la mozione approvata oggi al Senato, il dispositivo, come ha spiegato il Sottosegretario all'Economia, Alberto Giorgetti, è inapplicabile perché il governo compirebbe un atto illegittimo determinando: 1) un contenzioso con i circa 200 operatori italiani ed esteri che hanno ottenuto la concessione; 2) la riapertura del contenzioso comunitario, dopo due procedure di infrazione chiuse nel 2010 a seguito della regolamentazione del mercato; 3) lo spostamento in massa di giocatori verso il mercato illegale; 4) la perdita della possibilità di contrastare, con strumenti mirati, il gioco problematico e patologico e l'accesso dei minori al gioco". La moratoria, prosegue il ministero, determinerebbe, inoltre, una forte diminuzione delle entrate in una fase estremamente delicata per la finanza pubblica. "Il Governo, facendo affidamento sul sostegno del Parlamento e ritenendo che il Parlamento stesso debba riconsiderare la posizione espressa in data odierna, continuerà a monitorare con attenzione l'efficacia delle misure già introdotte per contrastare e prevenire la ludopatia, verificando anche se vi sia la necessità di predisporre ulteriori interventi per rafforzarle", conclude la nota. Ok a larga maggioranza. Il documento del Carroccio è stato approvato a larga maggioranza nonostante il parere contrario dell'esecutivo. Il punto di contrasto è rappresentato dalla moratoria di 12 mesi per l'apertura di nuovi centri per i giochi d'azzardo inserita nella mozione della Lega Nord, che secondo Giorgetti rappresenta un "termine così perentorio da risultare inapplicabile, se non creando un conflitto con i diritti


esistenti dei concessionari che hanno vinto le gare e perdendo 6 miliardi di gettito". ‌ Fonte articolo completo http://www.repubblica.it/politica/2013/09/05/news/governo_battuto_su_giochi_d_azzardo_ok_mozione_lega _vietate_nuove_attivit-65935736/?ref=HRER1-1


ESTERI 06/09/2013 - GLI INCONTRI DEL PREMIER

LETTA PLACA L’IRRITAZIONE USADOPO LO STRAPPO DELLA BONINO Nei giorni scorsi Washington si era mossa informalmente chiedendo un cambio di rotta FABIO MARTINI INVIATO A SAN PIETROBURGO Gli americani c’erano rimasti molto male e lo avevano fatto sapere ad Enrico Letta. Una settimana fa, quando il ministro degli Esteri Emma Bonino aveva detto che «per la Siria una soluzione militare non esiste» e si corre «il terribile rischio di una deflagrazione addirittura mondiale», dal Dipartimento di Stato avevano fatto un passo ufficioso, chiedendo riservatamente, al capo del governo italiano una correzione di rotta rispetto alla evocazione di un terzo conflitto globale. Da quel momento Enrico Letta ha condito le sue dichiarazioni di distanza dalla missione militare con ripetute attestazioni di amicizia verso gli Stati Uniti, ma ieri mattina, con l’apertura ufficiale del G20, è arrivato il momento del redde rationem per il capo di un governo nel quale c’è un ministro degli Esteri schierato apertamente contro l’intervento e un ministro della Difesa, Mario Mauro, pronto a fare lo sciopero della fame a favore di una soluzione pacifica. Prima dell’inizio dei lavori, Letta si è visto (sotto un tendone) con il presidente russo Vladimir Putin e in quella occasione si è soltanto accennato anche alla questione siriana, dopodiché il presidente del Consiglio si è presentato davanti ai giornalisti italiani e, rispondendo alle ripetute domande sulla questione, ha spiegato la sofferta posizione italiana. Dopo un incipit di tenuta sulle posizioni note («Confermerò la nostra impossibilità per motivi di quadro giuridico a partecipare ad eventuali azioni senza l’egida dell’Onu») e un passaggio in chiaroscuro («l’Italia rifugge sempre gli unilateralismi e ricerca i multilateralismi»), Letta ha iniziato a sfumare. Diventando più comprensivo verso le ragioni degli americani, sostenendo che non ci può essere «impunità» per chi ha usato armi chimiche, che «questa è vicenda complicata e complessa» e che «l’Italia non ha alcuna intenzione di strappare rispetto all’Alleanza strategica con gli Stati Uniti». Ma poi alla domanda clou («appoggerete comunque l’America?»), Letta si rifugia di nuovo in corner: «Dipende da cosa succederà. C’è chi interpreta l’intervento militare come una sanzione rispetto alle armi chimiche e chi come l’inizio di qualcosa di cui non si sa la fine», in questa vicenda ci sono stati «cambi di scenario improvvisi», «potrebbero essercene ancora», per questo serve «una gestione della crisi passo passo». … Fonte articolo completo http://www.lastampa.it/2013/09/06/esteri/letta-placa-lirritazione-usa-dopo-lostrappo-della-bonino-MCE7iaPEfMoWPo5ty1JUoO/pagina.html


SIRIA, NULLA DI FATTO AL G20.
 OBAMA CONTRO L'ASSE RUSSIA-CINA Dopo il via libera della commissione Esteri del Senato, il presidente americano sbarca al G20 e cerca di superare l'isolamento internazionale. Ma la cena tra i leader conferma le divisioni. L'ayatollah Khamenei ribadisce il sostegno a Damasco. Letta: "Ue abbia voce comune". Doccia fredda della Merkel: "Accordo difficile". E l'ambasciatrice Usa a Onu attacca Putin: "Russia tiene in ostaggio il Consiglio di sicurezza". Ban Ki-moon su Papa: "Appello alla pace è contributo importante" SAN PIETROBURGO - Forte del primo via libera incassato dalla commissione Esteri del Senato, Barack Obama è sbarcato in Russia: 15 secondi per rompere il ghiaccio con Putin, calorosa stretta di mano, sorrisi e breve scambio di battute. La missione che lo aspetta è spiegare "il pensiero attuale" degli Stati Uniti sulla Siria. Per scardinare l'opposizione di Russia e Cina nei confronti di un'azione militare e riavvicinarsi alle posizioni di molti leader europei. Ma la cena dei leader che ha affrontato il nodo del conflitto siriano si è conclusa con un nulla di fatto: Usa e Francia restano convinti della necessità di un'azione militare seguita da una soluzione politica, mentre gli altri Paesi, a cominciare dagli europei, sono invece favorevoli a un negoziato. A testimoniare quale sia l'atmosfera a San Pietroburgo il tweet del presidente del Consiglio Enrico Letta al termine della giornata: "E' terminata ora la sessione serale dove si è certificata la divisione sulla Siria". Poche speranze quindi per Obama di portare sulla sua linea Mosca, Pechino e la Ue. L'amministrazione americana si sta muovendo in queste ore anche sul fronte interno: sta prendendo in considerazione l'ipotesi di un solenne discorso dallo studio ovale per convincere gli americani e ha aperto un sito dedicato. A San Pietroburgo Obama ha in programma incontri a margine del summit con François Hollande e con il premier giapponese Shinzo Abe. Questi gli unici bilaterali previsti: nessun faccia a faccia col presidente russo, Vladimir Putin, che dovrebbe tuttavia incontrarsi col suo omologo francese. Dall'altra parte del mondo l'ambasciatrice americana all'Onu Samantha Power ha accusato la Russia di "tenere il Consiglio di sicurezza in ostaggio". "Non c'è nulla nel commento del presidente russo Putin che lascia pensare che ci sia una via da seguire all'interno del Consiglio di sicurezza dell'Onu", ha detto la Power, replicando all'affermazione del presidente russo, che ha aperto la strada a un ricorso all'Onu in caso di prove certe sull'uso di armi chimiche da parte di Damasco. Ma ecco quanto accaduto nel corso della giornata. Obama indugia con Rousseff, cena su Siria inizia in ritardo. La cena dei leader del G20 è iniziata con un forte ritardo a causa di un bilaterale prolungato tra Barack Obama e il presidente brasiliano Dilma Rousseff, che indugiavano nel corso della riunione. Il primo ad arrivare alla cena è stato il presidente della Russia, che


stava parlando animatamente con il presidente argentino Cristina Fernandez. Dopo cena,uno spettacolo di fontane attende gli ospiti del vertice. Ban Ki-moon: "Da Papa contributo importante". Apprezzamento per l'appello del Papa alla preghiera e al digiuno per la pace in Siria è stato espresso in serata dal segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon: gesti come quello del Pontefice, ha sottolineato secondo un portavoce del Palazzo di Vetro, "possono dare un importante contributo". Autobomba a Damasco e navi russe nel Mediterraneo. Mentre il G20 prendeva il via quattro persone sono morte e altre sei sono rimaste ferite nell'esplosione di un'autobomba a Damasco, nella zona occidentale della capitale, vicino a un centro di ricerca del ministero dell'Industria. A dare la notizia è stata l'agenzia di Stato Sana, riferendo di un attacco portato avanti da "terroristi", come il regime di Damasco indica i ribelli. Nel frattempo tre navi da guerra russe hanno attraversato lo stretto turco del Bosforo in rotta verso il Mediterraneo orientale. Proveniente dal mar Nero, la nave da ricognizione Ssv-201 Pryazovié ha percorso il braccio di mare che attraversa la città di Istanbul in compagnia delle navi da sbarco Minsk e Novocherkassk. La Russia mantiene una presenza costante di navi militari dall'inizio della crisi siriana. L'invio delle navi sarebbe stato fatto in vista di una possibile evacuazione dei cittadini russi dalla Siria, hanno spiegato agenzie di stampa russe, citando il capo dell'amministrazione presidenziale Sergei Ivanov, che a spiegato che Mosca sta aumentando la propria presenza navale nel Mediterraneo "principalmente" con l'obiettivo di organizzare una possibile evacuazione. Letta: "Uso di armi chimiche non può rimanere impunito". "Bisogna prendere sul serio la lettera del Papa" che ha scritto ai leader del G20 appellandosi ad evitare massacri in Siria, ha detto il premier Letta. Dopo l'incontro bilaterale con Putin ha aggiunto che la "preoccupazione italiana è al massimo" e sembra esserci "la volontà della presidenza russa di non lasciare il tema Siria perso e marginale rispetto alla discussione del G20". "L'atteggiamento di Obama è positivo e intelligente - ha detto Letta, riconfermando che l'Italia fuori dall'Onu non interverrà - il nostro approccio è per il multilateralismo". Tuttavia, ha detto il presidente del Consiglio, "a me non risulta nessun punto di freddezza tra Italia e Stati Uniti". Il presidente del Consiglio è atteso martedì alla Camera: terrà un'informativa sulla situazione nell'ambito dell'esame delle mozioni presentate dai gruppi parlamentari. Dopo i lavori della prima sessione del G20 Letta ha avuto un colloquio con il segretario generale delle Nazioni Unite, cui ha espresso la propria preoccupazione per la situazione di crisi in Siria. Rasmussen, Nato: "Se ci sarà attacco sarà difesa dei trattati internazionali". La comunità internazionale "superi le sue divisioni sulla Siria". A G20 in corso è arrivato l'appello del segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, a margine della riunione informale dei ministri della Difesa dell'Ue a Vilnius. Il numero uno dell'Alleanza ha poi sostenuto un eventuale intervento, sottolineando che "se alcuni Paesi risponderanno per via militare" all'uso di armi chimiche "si tratterà di una difesa dei trattati internazionali che le proibiscono". Rasmussen ha aggiunto che "non agire per mantenere e imporre il divieto sulle armi chimiche sarebbe di per sè un'azione: manderebbe un segnale pericoloso ai dittatori in tutto il mondo". Se inoltre a rispondere dovesse essere un solo Paese, ha aggiunto Rasmussen, si tratterà probabilmente di "un'operazione militare breve, mirata e fatta su misura. E per questo non è necessario il sistema di comando e di controllo della Nato". …. Fonte articolo completo http://www.repubblica.it/esteri/2013/09/05/news/siria_l_iran_al_fianco_di_assad_armi_chimiche_prete sto_per_l_attacco-65935596/


IL CSM APRE UN'ISTRUTTORIA SU ESPOSITO Al termine dell’attività istruttoria si valuterà se archiviare la pratica o se invece decidere un eventuale trasferimento per incompatibilità Nico Di Giuseppe - Gio, 05/09/2013 - 21:39

La Prima commissione del Csm, competente sui trasferimenti d’ufficio, ha stabilito di avviare un’attività istruttoria in merito al caso del presidente della sezione feriale della Cassazione, Antonio Esposito, che ha condannato Silvio Berlusconi a quattro anni di reclusione. La riunione della prima commissione del Consiglio superiore della magistratura è durata circa un paio d’ore. La commissione ora nell’ambito dell’attività istruttoria potrà acquisire documenti relativiall’intervista rilasciata da Antonio Esposito prima della pubblicazione delle motivazioni della sentenza. Al termine dell’attività istruttoria si valuterà se archiviare la pratica o se invece decidere un eventuale trasferimento per incompatibilità così come sollecitato dai tre consiglieri laici del Csm che hanno fatto aprire la pratica. Sarà invece trattata in un altro procedimento la pratica a tutela richiesta dallo stesso Esposito per l’attività diffamatoria subìta. … Fonte articolo completo http://www.ilgiornale.it/news/interni/csm-apre-unistruttoria-su-esposito-947922.html


FRIULI, SPESE PAZZE IN REGIONE: INDAGATO IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO REGIONALE Nell'inchiesta della procura di Trieste anche cinque consiglieri della giunta Serracchiani. L'accusa è di peculato. Hanno presentato rimborsi per viaggi all'estero, pernottamenti in prestigiosi hotel, cene e il pagamento della toelettatura del proprio cane di Gabriele Paglino | 5 settembre 2013 L’inchiesta sulle spese pazze effettuate (nel corso della precedente legislatura) dai consiglieri regionali del Friuli, aperta lo scorso febbraio dalla Procura della Repubblica di Trieste, non si ferma. Spuntano infatti nuovi clamorosi acquisti, per nulla attinenti all’attività politica, documentati da ricevute e scontrini. E la lista degli indagati continua ad allungarsi. Tra i nomi nuovi anche quelli di cinque consiglieri della nuova legislatura, targata Serracchiani. Richieste di rimborsi per pranzi, cene di Capodanno e San Valentino, viaggi e pernottamenti, e anche per la toelettatura del cane. Si tratta di Luca Ciriani e Roberto Novelli del Pdl, Elio De Anna, da poco passato dal Pdl al gruppo misto (aderirà alla rifondata Forza Italia), e dei democratici Daniele Gerolin ed Enzo Marsilio. Insieme a loro l’ex consigliere Bruno Zvech (Pd) e Massimo Blasoni (Pdl). Ma soprattutto l’attuale presidente del Consiglio, Franco Iacop (anche lui del Pd). L’ipotesi di reato a loro carico, formulata dal pm Federico Frezza, come per tutti gli altri politici friulani finiti nell’inchiesta, è sempre la stessa: peculato. Dovranno spiegare perché chiesero e ottennero rimborsi per viaggi in Francia, Spagna, Grecia, Austria e Slovenia, pernottamenti in camera doppia in prestigiosi hotel e cene (compresa quella del capodanno 2011 del Pd Gerolin). La scorsa settimana, con la stessa accusa, era stata iscritta sul registro degli indagati anche la capogruppo della Lega Nord, Mara Piccin. …. Fonte articolo completo http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/09/05/friuli-spese-pazze-in-regione-indagatopresidente-del-consiglio-regionale/702207/


ECONOMIA 06/09/2013 - L’EUROTOWER LASCIA INTENDERE CHE È PRONTA A NUOVI INTERVENTI SUI TASSI

LA BCE ABBASSA LE STIMESULLA RIPRESA NEL 2014 Draghi: “Non condivido l’ottimismo sui germogli della crescita” TONIA MASTROBUONI INVIATA A FRANCOFORTE Un recupero economico ancora timido, che non entusiasma Mario Draghi, e che anzi gli fa dire - le stime sulla crescita lievemente più rosee rispetto a giugno sul 2013 ma peggiorano per il 2014 - «sono molto, molto cauto sulla ripresa, non riesco a condividere l’entusiasmo». I «germogli» della crescita nell’Eurozona, «sono ancora molto, molto acerbi». Draghi fa capire chiaramente che l’Eurotower è pronta ad agire, cioè a tagliare i tassi o ad adottare nuove misure straordinarie. Entro la fine dell’anno ha promesso anche una riposta sugli interventi per le piccole e medie imprese di cui si vocifera ormai da un anno. Le nuove previsioni sono di un Pil 2013 in miglioramento di due decimali rispetto alle stime di giugno a -0,4% e in lieve peggioramento di un decimale nel 2014. Per quanto riguarda l’inflazione, gli economisti di Francoforte predicono un aumento dell’1,5% (lo 0,1% in più rispetto a giugno) mentre non prevedono cambiamenti rispetto alla precedente stima sul 2014. Il punto è che nonostante le politiche accomodanti della Bce e l’impegno senza precedenti preso quest’estate di mantenere il costo del denaro ai minimi storici attuali «o più bassi» per un «prolungato periodo di tempo», i tassi di interesse stanno aumentando. Dunque il consiglio ha deciso di inserire nuovamente l’impegno nero su bianco nel comunicato (lo scorso mese Draghi aveva raccontato che c’era stata una discussione sul fatto di esplicitare o meno ogni volta la cosiddetta “forward guidance” sui tassi). A chi gli chiedeva se ci fosse stata una discussione, in seno alla riunione di ieri mattina su un eventuale taglio dei tassi, Draghi ha detto che «c’è stata», nonostante «alcuni» governatori fossero convinti che il miglioramento macroeconomico non la giustificasse. Molti altri banchieri centrali, ha aggiunto, hanno voluto discutere invece l’eventualità di un alleggerimento ulteriore dei tassi. Ma sulla ripresa grava non solo l’incertezza di una situazione economica ancora molto fragile, ma anche alcune incognite politiche pesanti. …. Fonte articolo completo http://www.lastampa.it/2013/09/06/economia/la-bce-abbassa-le-stime-sulla-ripresa-nelWtr9y4Gqt6hChsPe7h8fiP/pagina.html


SACCOMANNI, LA RIPRESA E' IN CORSO, USCIAMO DALLA RECESSIONE 14:06 05 SET 2013 (AGI) - Roma, 5 set. - "Stiamo uscendo dalla fase di recessione". Lo garantisce il ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni a margine del G20. Ed in effetti a confermare le parole del ministro arrivano anche i dati su consumi (si arresta il crollo che aveva caratterizzato gli ultimi anni) e domande di mutui (in crescita ad agosto). "Io credo che conviene fare chiarezza - dice Saccomanni -, il processo di ripresa e' in corso, recenti dati che sono stati pubblicati dall'Ocse sono di valenza retroattiva, estrapolano i dati del primo e secondo trimestre dell'anno che sono stati negativi. Abbiamo molti altri segnali di naturale congiunturale e di fonte fiscale che confermano che la ripresa e' in corso, da questo punto di vista noi portandoci dietro debolezze strutturale stiamo uscendo dalla fase di recessione". "Per quanto riguarda il terzo trimestre, abbiamo detto - aggiunge il ministro dell'Economia - che prevedevamo una stabilizzazione dell'economia: c'e' una consistenza di dati negativi e positivi, l'occupazione e' uno dei dati ritardati a reagire all'inversione del ciclo", afferma. "I dati della ripresa ci sono e non sono falsi, ci sono dei segnali positivi, bisogna guardarli tutti insieme", ha spiegato rispondendo alle domande sulla ripresa dei consumi e dell'occupazione. ‌. (AGI) . Fonte articolo completo http://www.agi.it/economia/notizie/201309051406-eco-rt10198saccomanni_la_ripresa_e_in_corso_usciamo_dalla_recessione


CONSUMI, A LUGLIO SI FERMA IL CROLLO.
CONFCOMMERCIO: "RIPRESA LONTANA" L'indicatore dell'associazione dei commerciati registra una diminuzione del 2% in termini tendenziali e una variazione nulla rispetto a giugno. In termini di media mobile a tre mesi l'indicatore segnala una stabilizzazione: è la prima volta dall'estate 2011 MILANO - Si arresta la caduta dei consumi a luglio, ma la ripresa resta ancora lontana. La diagnosi emerge dall'indicatore Confcommercio, rimasto fermo rispetto a giugno ma ancora in calo del 2% su base tendenziale. Tuttavia, l'assenza di variazioni congiunturali negative per tre mesi consecutivi è un fenomeno che non si rilevava dall'estate del 2011. "Le informazioni ad oggi disponibili", sottolinea Confcommercio, "portano a ritenere che, all'inizio dell'estate, l'economia italiana abbia raggiunto il punto di minimo del ciclo economico". Nei primi sette mesi del 2013 l'indicatore ha registrato una flessione del 3,7% a fronte del 3,2% registrato nell'analogo periodo dello scorso anno. Secondo l'organizzazione "occorre, dunque, guardare a questa fase con molta attenzione perché la fine della riduzione dei consumi non delinea automaticamente un profilo di ripresa a breve termine. I deboli segnali di miglioramento rilevati sul versante produttivo - indice della produzione industriale, ordinativi e grado di utilizzo degli impianti - non sembrano preludere, nell'immediato, ad una fase di ripresa dell'economia con effetti rilevanti sull'occupazione, sui redditi e di conseguenza della domanda per consumi. In questo contesto è più che mai necessario che la politica economica sia orientata a sostenere gli impulsi positivi che provengono dall'economia reale, al fine di promuovere, nel 2014, una crescita più sostenuta rispetto a quanto garantito dagli andamenti inerziali". La dinamica tendenziale dell'indicatore a luglio riflette una diminuzione dello 0,3% della domanda relativa ai servizi e del 2,9% della spesa per i beni. Soltanto i beni e servizi per le comunicazioni hanno registrato una variazione positiva (+1,1%). Il dato più negativo continua ad essere quello relativo ai beni e servizi per la mobilità la cui domanda registra una contrazione del 4,1% su base annua. All'interno di questo aggregato non si è ancora arrestata la tendenza alla riduzione della domanda di mezzi di trasporto che ha registrato un progressivo e sensibile ridimensionamento dal 2010 (circa il 40% in meno a volume). Riduzioni dei consumi particolarmente significative continuano a interessare gli alimentari, le bevande e i tabacchi (-3,9%). …. (05 settembre 2013) Fonte articolo completo http://www.repubblica.it/economia/2013/09/05/news/confcommercio_consumi_crisi-65929133/


IL RAPPORTO COOP «CONSUMI E DISTRIBUZIONE»

LA CRISI CAMBIA I CONSUMI: GIÙ GLI ALIMENTARIPIÙ SMARTPHONE, ECOMMERCE E VIAGRA Il nuovo consumatore internauta chiede consigli sul web e cerca il baratto dell’usato

Stiamo diventando un popolo di vegetariani, e non tanto perché sensibili alle ragioni dell’ambiente, piuttosto perché costretti dal mercato. Si compra sempre meno carne, poco pesce, al massimo carne di pollo, uova e formaggi. Il carrello della spesa che esce dal Rapporto Coop 2013 «Consumi e distribuzione» si svuota a livello degli anni ‘60. E se la spesa per gli alimentari, con la crisi, è crollata ai minimi storici, gli italiani stringono la cinghia anche per quanto riguarda arredamento, viaggi, calzature e vestiario ma anche prodotti per bambini. È finito il tempo dell’italiano dandy, i giovanotti del Belpaese oltre al gessato tagliano anche lamette da barba e prodotti per la rasatura. Decrescita felice? Attenzione, sottolinea il presidente di Coop Marco Pedroni: un consumatore che compra lo stretto necessario, che accorcia i percorsi per non usare l’auto, quest’anno per la prima volta taglia anche qualità e sicurezza. Si rinuncia persino ai vizi. Bacco e tabacco non abitano più nel Belpaese (per i vini è una debacle -4% nell’ultimo anno, ancora peggio gli apertitivi -5%, superalcolici -3%) ma non va meglio per il fumo dove la lancetta torna indietro al 1973 per il numero di sigarette fumate (complice in questo caso il battage salutista degli ultimi anni e i divieti di fumo nei locali pubblici). Sempre più spesso gli italiani si negano anche l’innocente piacere del caffé. Solo Venere ancora resiste ma grazie a qualche piccolo aiuto: in farmacia vanno a ruba viagra (+8% rispetto all’anno scorso), accessori per il sexual entertainment e simili. Se c’è una cosa che batte la crisi sono i giochi: gli italiani continuano a spendere in scommesse, lotterie ma sempre più online, tanto che circa 3 milioni di connazionali sono a rischio ludopatia. Dalla dieta mediterranea alla dieta mediatica. La piazza virtuale fa proseliti e se si risparmia sul biglietto per il cinema e per il teatro si moltiplicano gli accessi ai social network. Si chatta su tutto, anche per chiedere consigli sulla spesa, per confrontare i prezzi per poi, immobili davanti al computer, passare all’acquisto. Perché, ed è l’unica nota positiva in questi tempi di spending review, l’ecommerce cresce a ritmi sostenuti e con lui il consumatore internauta. Che spesso però non compra più , cerca il baratto o il modo per ottenere prodotti o servizi gratis. È la sharing economy bellezza!.... . 5 settembre 2013 | 18:16

Fonte articolo completo

http://www.corriere.it/economia/13_settembre_05/consumi-coop-rapporto_77df7348-162e-11e3-a8603c3f9d080ef6.shtml


ECONOMIA 05/09/2013

FISCO, A LUGLIO CRESCONO LE ENTRATEAUMENTI DA IRES E IRPEF, CROLLA L’IVA

In sette mesi +1,2% rispetto al 2012 Le imposte dirette arrivano al +4,7%

Il gettito dei primi sette mesi del 2013 cresce dell’1,2% rispetto al 2012. Nel complesso, le entrate tributarie erariali registrate nel periodo, accertate in base al criterio della competenza giuridica, ammontano a 234.703 milioni di euro, (+2.770 milioni di euro rispetto allo stesso periodo del 2012). Lo comunica il Mef. Le imposte dirette, specifica il ministero del Tesoro, registrano un aumento complessivo del 4,7% (+6.003 milioni di euro) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il gettito Irpef cresce dell’1,1% (+1.059 milioni di euro) trainato essenzialmente dagli incrementi delle ritenute sui redditi dei dipendenti del settore pubblico (+3,8%) e dei versamenti in autoliquidazione (+2%). In particolare, per questi ultimi occorre considerare, ai fini di un confronto omogeneo dei risultati 2013 con quelli del 2012, le differenti scadenze dei versamenti relativi ai contribuenti persone fisiche e il recupero sui versamenti a saldo 2013 di soli 3 punti percentuali, anziché 17. Infatti, spiega il Mef, la misura dell’acconto, fissata al 99%, è stata ridotta per il periodo d’imposta 2011 all’82%, mentre per il periodo d’imposta 2012 l’acconto è stato portato al 96%. … Fonte articolo completo http://www.lastampa.it/2013/09/05/economia/fisco-a-luglio-crescono-le-entrateaumenti-da-ires-e-irpef-crolla-liva-GRXCxD5mKeOOMayny39DfJ/pagina.html


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