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IN PRIMO PIANO A cura di FORMAT RESEARCH

RASSEGNA STAMPA 31 AGOSTO 1 SETTEMBRE 2 SETTEMBRE 2013 dalle principali testate giornalistiche


SIRIA: NOSTRA FERMEZZA SVENTATO AGGRESSIONE.
KERRY: "ASSAD COME SADDAM E HITLER" Il vice premier siriano Qadri Jamil fa lo sbruffone: merito di Damasco se gli Stati Uniti non attaccano e prende in giro Washington. L'ambasciatore all'Onu: Obama si è "arrampicato fino alla cima dell'albero e adesso non sa come scenderne". "Delusa" l'opposizione. Il Senato americano voterà l'intervento entro il 15 settembre. Kerry: "Il Congresso farà la cosa giusta". Francia: "Non agiremo da soli" E' stata la determinazione della Siria "a sventare l'aggressione". Il vicepremier Qadri Jamil - all'indomani del discorso con cui Obama ha chiesto l'autorizzazione al Congresso per un attacco - prende il giro l'avversario americano: l'atteggiamento dell'amministrazione Usa su un possibile attacco in Siria "è diventato ormai oggetto di sarcasmo da parte di tutti", dice. "Rimaniamo con il dito sul grilletto", ha aggiunto Jamil, sottolineando che la Siria continua ad avere "grande fiducia nei suoi alleati". Mentre il presidente Bashar al Assad ha ribadito che il paese "è in grado di far fronte a qualsiasi aggressione esterna". Per l'ambasciatore siriano all'Onu, Bashar al Jafari: Barack Obama si è "arrampicato fino alla cima dell'albero e adesso non sa come scenderne". In un'intervista con la Tv di Stato da New York, Jafari ha detto che Obama, "ha fatto bene a rivolgersi al Congresso". E' così, ha aggiunto l'ambasciatore, che il premier britannico David Cameron "è sceso dall'albero". Kerry: "Usa hanno prove uso sarin". A Washington, intanto, i toni si fanno ancora più duri. Il segretario di Stato John Kerry ha detto che i "campioni raccolti dai primi soccorritori il 21 agosto sono risultati positivi al test del sarin", ribadendo che la Casa Bianca ha fiducia che il Congresso voterà sì all'Uso della forza. "Il 'Sì' del Congresso manderà un importante messaggio anche a Iran e alla Corea del Nord", ha aggiunto. Intervistato dalla Fox e Nnc, Kerry ha paragonato il presidente siriano Bashar al Assad a Hitler e Saddam Hussein. La stampa siriana festeggia. Il giornale governativo Al-Thawra scrive oggi in un editoriale che la decisione del presidente degli Stati Uniti Barack Obama di cercare l'approvazione del Congresso prima di un intervento militare in Siria segna "l'inizio della storica ritirata americana". Nell'editoriale, in prima pagina, si legge che la riluttanza di Obama a condurre attacchi contro la Siria deriva dalla sua "sensazione di sconfitta implicita e dalla scomparsa dei suoi alleati". Il quotidiano scrive anche che le preoccupazioni del presidente degli Stati Uniti che un intervento limitato diventi "una guerra aperta lo hanno spinto a chiedere il consenso del Congresso". "Delusa" l'opposizione siriana. "Abbiamo provato un senso di delusione", ha detto Samir Nashar, membro del direttivo della Coalizione nazionale siriana. "Ci aspettavamo un attacco diretto ed imminente... ma pensiamo che il Congresso approverà i raid", ha concluso. L'appello del papa. "Mai più la guerra", è stato l'appello di Papa Francesco all'Angelus in piazza San Pietro. … Fonte articolo completo http://www.repubblica.it/esteri/2013/09/01/news/siria_nostra_fermezza_sventato_aggressione_gli_usa_ormai _si_espongono_a_sarcasmo-65662429/


POLITICA

02/09/2013 - DOSSIER- IL CAVALIERE E LA LEGGE SEVERINO

BERLUSCONI, LA GIUNTA PRONTAA VOTARE SUBITO LA DECADENZA GUIDO RUOTOLO

La maggioranza dei componenti non ritiene necessario mandare gli atti alla Consulta né aspettare il giudizio della Corte d’Appello sull’interdizione di Berlusconi GUIDO RUOTOLO ROMA Abbiamo interpellato ventidue su ventitré componenti della Giunta delle elezioni e delle immunità del Senato. Ponendo tre semplici domande. Dalle risposte è emerso come la maggioranza della Giunta ritiene che non vi siano le condizioni per rivolgersi alla Corte Costituzionale. Né sia politicamente utile aspettare i giudici di Milano prima e la Cassazione dopo sulle pene accessorie (da uno a tre anni di interdizione dai pubblici uffici) dopo la condanna a quattro anno di reclusione per frode fiscale. Un mese di dibattito politico e istituzionale non hanno spostato di un millimetro la maggioranza della Giunta. Si può ipotizzare, dunque, che entro settembre la Giunta chieda all’Aula di Palazzo Madama di pronunciarsi sulla decadenza di Silvio Berlusconi da senatore. Consapevole di avere garantito il diritto di difesa, ma anche di non dover celebrare un quarto grado di giudizio. Fonte articolo completo http://www.lastampa.it/2013/09/02/italia/politica/berlusconi-la-giuntapronta-a-votare-subito-la-decadenza-cxNqqsFMp9MV4RYXhQNw3L/pagina.html


LA DECADENZA DEL CAV SPACCA IL PD VIOLANTE: "HA DIRITTO A DIFENDERSI" La sinistra si spacca sul tema della decadenza da senatore di Berlusconi. Violante rompe, ancora una volta, il fronte dei democratici Il tema della decadenza da senatore di Silvio Berlusconi continua a scuorete il Pd. Anche se il segretario Guglielmo Epifani cerca di serrare i ranghi, il fronte democratico è tutt'altro che compatto. A sparigliare ci pensa, ancora una volta, Luciano Violante. L'ex presidente della Camera scuote la sinistra ribandendo quello che, in più occasioni, aveva già sostenuto: se la legge è uguale per tutti Silvio Berlusconi deve potersi difendere, come qualunque altro parlamentare e come qualunque cittadino. E lo fa in un incontro a Torino organizzato ad hoc per chiarire le sue posizioni. Una specie di processo "democratico" al dissidente Violante. "A me non interessa se ci siano i presupposti per sollevare questioni alla Corte Costituzionale o alla Corte di Giustizia del Lussemburgo. A me interessa che il Pd garantisca i diritti di difesa anche ai suoi peggiori avversari", ha spiegato Violante. Una posizione, quella del parlamentare, che ha destato più di una critica all'interno dei Dem. Malumori che si sono verificati anche oggi quando, durante il suo discorso, una signora ha interrotto Violante ammonendolo che così facendo si rischia di trasformare il Cavaliere in una vittima, per poi abbandonare stizzita la sala."Io non sono favorevole a trasformare Berlusconi in una vittima ha proseguito l'ex magistrato -. La ricerca costante del nemico è segno di debolezza del partito. E questo c'è da una parte e dall'altra". Violante non ha risparmiato neppure una bordata ad Antonio Esposito e alla sua celebre intervista al Mattino in cui ha anticipato le motivazioni della condanna a Berlusconi: "Da ex magistrato penso che chi giudica deve mantenere il riserbo fino al pronunciamento delle motivazioni" Violante in punta di diritto e la Bindi sulle barricate come il suo segretario. "Non vedo via d’uscita per lui. Dovrebbe dimettersi. E poi forse il Capo dello Stato potrà analizzare meglio una richiesta di clemenza", ha commentato l'onorevole democratica. Fonte articolo completo http://www.ilgiornale.it/news/interni/decadenza-cav-spacca-pd-violante-ha-dirittodifendersi-946905.html


RENZI: "DISPONIBILE A GUIDARE IL PARTITO.
VOGLIO VOTO DI TUTTI, NON DI UNA CORRENTE" Il sindaco di Firenze, intervistato da Mentana, alla festa nazionale di Genova, parla della sua candidatura alla segreteria del Pd: "Che ci stia facendo un pensierino non è un mistero. Ma decidono gli elettori". Sul congresso: "Epifani deve convocarlo, va fatto entro il 7 novembre". Sulle correnti: "Ai renziani consiglio un Tso" Lo leggo dopo ROMA - "Disponibile? Assolutamente sì, ma decidono gli elettori, non io". Se non è l'ufficialità poco ci manca. Matteo Renzi punta alla segreteria del Pd, come dice ad Enrico Mentana, durante l'intervista alla festa nazionale di Genova. Con un'intenzione chiara, però: "Non possiamo ripetere l'errore dell'altra volta di sbagliare un calcio di rigore a porta vuota. Dobbiamo vincere". Perché spiega il sindaco di Firenze: "Di una sinistra che perde le elezioni non so che farmene. Voglio una sinistra che governi l'Italia, non che si compiaccia di essere di sinistra". Tanti i temi toccati da Renzi, nelle quasi due ore di colloquio, prima di concedersi al bagno di folla tra gli stand. Le regole del congresso. Il primo nodo è quello delle primarie. "Sarebbe importante se prima della fine della festa - sottolinea il sindaco di Firenze -, il segretario del Pd convocasse questa benedetto congresso, che va fatto entro il 7 novembre. Io comunque mi son tenuto libero tutte le domeniche prima...". L'obiettivo è quello della segreteria. "Che io ci stia facendo un pensierino non è un mistero - scherza Renzi -. Il problema è che regole ci saranno, e soprattutto che tipo di idee ci saranno". Un partito vincente. Al centro del discorso del sindaco di Firenze la necessità per il Pd di essere un partito 'vincente". E qui lancia una delle tante stilettate a Bersani: "Se avessimo pensato un po' di più al lavoro dei giovani - evidenzia Renzi - e meno a smacchiare il giaguaro al governo ci saremmo noi, senza Alfano, Brunetta e Schifani". Non è comunque una recriminazione personale. Con le primarie aperte "sono convinto che avrei perso lo stesso", - ammette il sindaco - ma il Pd "non avrebbe perso le elezioni, perché abbiamo mandato via delle persone" che avrebbero voluto votarci. Atteggiamento dei 101 immorale. Renzi ha poi ripercorso la travagliata elezione del presidente della Repubblica, partendo dalla candidatura di Franco Marini. "Io non ero un grande elettore, ci sarei andato volentieri, ma non m'hanno eletto. La sua candidatura è nata nel modo peggiore possibile. Ma l'ho detto in modo trasparente". Discorso diverso per Romano Prodi, tradito da 101 voti 'amici'. "Se tu vai alla riunione di gruppo e dici siamo d'accordo e poi non lo voti, questo è un atteggiamento immorale e inqualificabile". (01 settembre 2013) Fonte articolo completo http://www.repubblica.it/politica/2013/09/01/news/renzi_festa_pd_genova65683855/?ref=HREA-1


Fonte articolo completo http://www.ricerca24.ilsole24ore.com/fc? keyWords=agenda&submit=Cerca&cmd=static&chId=30&path=%2Fsearch %2Fsearch_engine.jsp&field=Titolo%7CTesto&orderBy=score+desc


POLITICA 30/08/2013

NAPOLITANO NOMINA 4 SENATORI A VITASONO ABBADO, CATTANEO, RUBBIA E PIANO L’annuncio del Quirinale: scelti per altissimi meriti nel campo scientifico, artistico e sociale. Liberi da condizionamenti politici Il premier: messaggio di speranza Lega critica: servono al Letta-bis? Giorgio Napolitano ha scelto quattro nuovi senatori a vita. Il Presidente della Repubblica ha nominato oggi si legge in una nota del Colle - senatori a vita, «ai sensi dell’articolo 59, secondo comma, della Costituzione», il maestro Claudio Abbado, la professoressa Elena Cattaneo, l’architetto Renzo Piano e il professor Carlo Rubbia, che hanno illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo scientifico, artistico e sociale. I decreti - si aggiunge - sono stati controfirmati dal Presidente del Consiglio dei ministri, Enrico Letta. «Le nomine di nuovi quattro senatori a vita rese note oggi vogliono rappresentare «un segno di serena continuità istituzionale» per «colmare i vuoti tristemente determinatisi, nel breve giro di un anno» e si sui «criteri ispiratori» seguiti dal Presidente Luigi Einaudi. Lo spiega il Presidente della Repubblica«convinto che dai quattro senatori a vita verrà un contributo peculiare, in campi altamente significativi, alla vita delle nostre Istituzioni democratiche, e -in assoluta indipendenza da ogni condizionamento politico di parteall’attività del Senato e dell’intero Parlamento». «È anche per dare un segno di serena continuità istituzionale -sottolinea il Capo dello Stato- che ho ritenuto di dover colmare i vuoti tristemente determinatisi, nel breve giro di un anno, nelle fila dei senatori a vita di nomina presidenziale. Sempre convinto delle ragioni che indussero i padri costituenti a prevedere quella speciale presenza nel Senato della Repubblica e ad attribuire quella facoltà al Presidente della Repubblica, ho raccolto elementi di giudizio e compiuto passi discreti per attribuire i quattro seggi di senatore a vita rimasti vacanti. E nel rispetto delle valutazioni e degli orientamenti cui, nell’esercizio della facoltà prevista dall’art. 59 della Costituzione, si sono di volta in volta variamente attenuti i diversi miei predecessori, ho questa volta teso in modo particolare a compiere scelte che riprendessero i criteri ispiratori delle nomine effettuate in prima istanza dal Presidente Luigi Einaudi». «Le mie scelte sono così cadute su personalità rappresentative del mondo della cultura e della scienza. Pur consapevole del valore di non poche altre personalità, che pure `hanno illustrato la Patria per altissimi meriti ´, ritengo indubbio che tra quelle oggi nominate ve ne siano di talmente note per le loro attività e i risultati conseguiti da considerarsi portatrici di curricula e di doti davvero eccezionali, come attesta il prestigio mondiale di cui sono circondate. E sono loro grato per la generosa disponibilità espressami. In pari tempo ho proceduto alla nomina di una donna di scienza di età ancor giovane ma già nettamente affermatasi, la cui scelta ha anche il valore di un forte segno di apprezzamento, incoraggiamento e riferimento per l’impegno di vaste schiere di italiane e italiani di nuove generazioni dedicatisi con passione, pur tra difficoltà, alla ricerca scientifica». «Sono convinto -conclude Napolitano- che dai quattro senatori a vita così prescelti verrà un contributo peculiare, in campi altamente significativi, alla vita delle nostre istituzioni democratiche, e -in assoluta indipendenza da ogni condizionamento politico di parte- all’attività del Senato e dell’intero Parlamento». Il Presidente ha informato delle nomine il Presidente del Senato della Repubblica, senatore Pietro Grasso. L’ultima nomina fatta da Napolitano è stata quella di Monti.


Fonte articolo completo http://www.lastampa.it/2013/08/30/italia/politica/napolitano-nomina-senatori-avita-o2ns7wpoU6ez3NlghbU2CL/pagina.html


BERLUSCONI CI RIPENSA: «NESSUN ULTIMATUM AL GOVERNO». E FIRMA PER I REFERENDUM L'ex premier: l'esecutivo ha fatto cose egregie. E firma per i referendum dei Radicali Questa pagina è stata condivisa 6 volte. Visualizza questi Tweet.2ROMA - Silvio Berlusconi ci ripensa: nessun ultimatum al governo di Enrico Letta. Il Cavaliere intanto ha firmato tutti e 12 i referendum promossi dai radicali, non solo i 6 sulla giustizia, al banchetto allestito a piazza di Torre Argentina. «Nessun ultimatum al governo, deve continuare», ha detto Berlusconi dopo che ieri aveva invece affermato: «Non siamo disponibili a mandare avanti un governo se la sinistra dovesse intervenire su di me, sul leader del popolo della libertà, impedendogli di continuare a fare politica». «Il governo - ha aggiunto oggi il Cavaliere sta facendo cose egregie».«Spero che il governo possa continuare», ma «è una cosa che rientra addirittura nell'assurdità che una forza democratica come il Pd pretenda che un' altra forza alleata possa restare a collaborare al tavolo del governo se gli si sottrae il fondatore e il leader», ha poi precisato. «Ritiro dei ministri in caso di decadenza? Questo è quello che mi dicono gli stessi ministri, chiedetelo a loro. Comunque io mi auguro che questo non accada», risponde il Cavaliere quando gli chiedono se ritirerà la delegazione pidiellina dal governo in caso di voto in giunta sulla sua decadenza da senatore.«C'è un disegno preciso, vogliono eliminarmi. Sabato 31 Agosto 2013 Fonte articolo completo http://www.ilmessaggero.it/primopiano/politica/berlusconi_firma_referendum/notizie/320572.shtml


GOVERNO, M5S ALL'ATTACCO. GIARRUSSO: "15 DI NOI CON IL PD? UNA BOIATA PAZZESCA" 01 settembre Roma, 1 set. (Adnkronos/Ign) - L'ipotesi di una disponibilita' di 15 senatori del Movimento 5 stelle ad entrare in una maggioranza di governo con il Pd, di cui ha parlato Sonia Alfano, "e' una boiata pazzesca, senza alcun fondamento". Lo sottolinea all'Adnkronos Mario Giarrusso, vicecapogruppo al Senato. "La Alfano -aggiunge- sta giocando con le nostre vite, mettendoci in difficolta' per accreditarsi presso chissa' chi, il Pd o altri. Sono notizie completamente false, non ci sono stati incontri con la Alfano, siamo in vacanza". Ma in caso di crisi di governo c'e' comunque la possibilita' di un dialogo con il Pd? "La linea e' chiara e non cambia -replica Giarrusso- non faremo mai la stampella a Letta e al Pd. Fin dal primo momento, come ha ripetuto piu' volte Grillo, noi abbiamo indicato la disponibilita' per un governo che avesse come base il programma del Movimento 5 stelle. Come e' possibile pensare che entriamo in una maggioranza se non si riesce a raggiungere l'accordo su un punto minimo come la riforma della legge elettorale?". Un banco di prova su questo punto potrebbe essere l'inizio della discussione in Senato prevista per i prossimi giorni. "Noi vogliamo una legge elettorale che vada nella direzione indicata dai cittadini -risponde Giarrussomentre l'orientamento che sta prevalendo e' di passare dal 'Porcellum' ad una porcata peggiore. Come si puo' dialogare con chi vuole riformare la Costituzione con un pregiudicato, con chi ci ha tenuto fuori dal gruppo che sta preparando la bozza per la riforma del regolamento del Senato, che ha un'importanza quasi pari a quella della Costituzione? Quando abbiamo chiesto di dare voce all'opposizione, ci hanno risposto che era rappresentata dalla Lega, mentre rimane fuori un movimento che rappresenta un terzo degli italiani". Fonte articolo completo http://www.adnkronos.com/IGN/News/Politica/Governo-M5S-allattacco-Giarrusso15-di-noi-con-il-Pd-Una-boiata-pazzesca_32551155613.html

INFLAZIONE CALA ALL'1,1%, STABILE IL CARRELLO DELLA SPESA


Determinante rallentamento prezzi beni alimentari ed energetici 30 agosto, 15:37

ANSA) - ROMA, 30 AGO - L'inflazione ad agosto è in lieve frenata all'1,1% dall'1,2% di luglio. Lo comunica l'Istat (dati provvisori). Il livello di agosto si riporta ai valori di aprile e maggio, tornando al minimo da dicembre 2009.La frenata è dovuta al rallentamento tendenziale dei prezzi di beni alimentari ed energetici, in parte controbilanciato dai servizi.Rispetto al mese precedente l'indice aumenta invece dello 0,3%. Contribuiscono al rialzo congiunturale dell'indice generale gli aumenti dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (+4,1%), sui quali incidono fattori stagionali, e dei beni energetici non regolamentati (+1,0%). Questi aumenti sono solo parzialmente compensati dal calo, dovuto anch'esso a cause stagionali, dei prezzi degli alimentari non lavorati (-1,3%), soprattutto dei vegetali freschi (-6,5%) e della frutta fresca (-2,1%). Carrello della spesa stabile su mese, +1,7% anno … Fonte articolo completo http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/economia/2013/08/30/Inflazione-agosto-cala-1-1-stabile-carrellospesa_9219032.html

IL PIANO DEL GOVERNO PER RILANCIARE LA CRESCITA

UN BOND PER TAGLIARE LE BOLLETTE ELETTRICHE Incentivi finanziati con un prestito. Arriva il tutor anti-burocrazia

ROMA - Energia meno cara per le imprese. Un nuovo intervento sul costo della luce, con l'emissione di obbligazioni per 3 miliardi che consentiranno di coprire una parte degli incentivi alle fonti rinnovabili finora caricati sulle bollette. L'operazione si tradurrà quindi in uno sconto di tre miliardi l'anno sull'energia elettrica, che dovrebbe andare, secondo gli orientamenti che stanno maturando a livello tecnico, per il 60-70% alle imprese e per il resto alle famiglie che, però, hanno beneficiato del precedente sgravio di 500 milioni contenuto nel decreto del Fare 1. È questa la misura più importante del decreto del Fare bis che dovrebbe


essere approvato dal consiglio dei ministri entro la metà di settembre. Non un provvedimento ampio, come quello varato prima dell'estate. Ma un testo più mirato, diretto alle aziende, in particolare alle piccole e medie imprese. Ci saranno anche nuove regole per le cosiddette conferenze dei servizi, spesso collo di bottiglia per gli interventi sulle infrastrutture del nostro Paese. E poi il ritorno ad una vera e propria politica industriale, che decida su quali settori concentrare gli interventi di sostegno alle imprese, con una grande attenzione a tutto ciò che rientra nella categoria della green economy . I lavori sono ancora in corso, altri capitoli potrebbero aggiungersi nei prossimi giorni, ma alcuni punti sembrano ormai fermi. È il caso dell'intervento sui mini bond, che serviranno a facilitare l'accesso al credito da parte delle piccole e medie imprese. Previsti dal decreto crescita del governo Monti, le emissioni hanno raggiunto finora quota un miliardo di euro. Ma per aumentare la diffusione di questi titoli nei portafogli degli investitori istituzionali, la bozza allo studio del ministero dello Sviluppo economico introduce alcune modifiche alle procedure per la cartolarizzazione, che diventerà possibile anche per i titoli obbligazionari, e apre la strada a nuovi investitori finora tagliati fuori come le compagnie di assicurazione e i fondi previdenziali. Per spingere sulle bonifiche e la riconversione dei terreni inquinati ci saranno una serie di agevolazione fiscali. A patto che la bonifica sia fatta però da un soggetto terzo. Il capitolo ambiente dovrebbe avere un peso importante nel nuovo provvedimento annunciato nei giorni scorsi dal ministro Flavio Zanonato. … 2 settembre 2013 Fonte articolo completo http://www.corriere.it/politica/13_settembre_02/piano-tagli-bolletteelettriche_51eb7764-138f-11e3-b6d8-d9e68bde9db1.shtml

VISCO: «L'ITALIA HA EVITATO IL PEGGIO» La correzione dei conti pubblici è stata «indispensabile», ma è stata «aggravata anche dal sostegno fornito dall'Italia» ai vicini della Ue. Il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, giudica così la manovra «lacrime e sangue» avviata dal veccio governo Monti. Una medicina amara, ma necessaria, che ha avuto «riflessi negativi sull'attività economica nel breve periodo», pur contribuendo «a evitare scenari peggiori», a


«contenere prima e a ridurre» poi gli spread e a «scongiurare nuove crisi di liquidità». D'altra parte, durante la crisi, «il rapporto tra debito e Pil è cresciuto di oltre 6 punti, al 127%, riflettendo soprattutto la brusca decelerazione del secondo. In questo quadro, va però considerato che hanni pesato per quasi 2 punti gli aiuti che l'Italia ha fornito agli altri Paesi dell'euro zona. Basti pensare che «tra il 2010 e il 2012 - ricorda Visco intervenendo al seminario sul federalismo organizzato dall'Istituto Altiero Spinelli a Ventotene - i Paesi europei, direttamente o attraverso l'Efsfe l'Esm, hanno erogato prestiti ai partner in difficoltà per 280 miliardi. Il nostro Paese ha contribuito offrendo risorse per 43 miliardi, di cui 27 per i prestiti dell'Efsf, 10 per prestiti bilaterali e 6 per la costituzione del capitale dell'Esm; secondo le previsioni ufficiali il nostro contributo salirà a oltre 55 miliardi nell'anno in corso, e a quasi 62 nel 2014». Redazione - Lun, 02/09/2013 Fonte articolo completo http://www.ilgiornale.it/news/economia/visco-litalia-ha-evitato-peggio-946998.html

LE TARIFFE LOCALI PESANO SULLE FAMIGLIE:CRESCITA DEL 4,9% IN UN ANNO Pesa soprattutto l'andamento dei trasporti, con rincari superiori al cinque per cento per quelli urbani e addirittura del 9% per quelli extraurbani. Seguono acqua e rifiuti, non sfuggono alla dinamica autostrade e telefonate MILANO - Le tariffe locali spingono l'inflazione. L'andamento tendenziale tra maggio 2012 e maggio 2013 si mantiene, infatti, al di sopra del 3%, soprattutto per via delle tariffe a controllo locale, cresciute in media del 4,9% nel periodo preso in esame, ben più di quelle a controllo nazionale (+3,5% in media nei dodici mesi). E' quanto emerge dall'analisi di Unioncamere sull'andamento dei prezzi amministrati a controllo locale e nazionale - realizzata attraverso il proprio Istituto di ricerca specializzato nelle indagini su distribuzione e servizi (Indis) - sulla base dell'Osservatorio "Prezzi e Mercati".


"Per rilanciare i consumi e accompagnare i segnali di ripresa dell'economia - dice il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello - è indispensabile rallentare la corsa di tasse e tariffe, a cominciare da quelle locali. I tanti, piccoli mercati protetti che ancora resistono riducono il potere d'acquisto di famiglie e imprese e sono un freno alla ripresa". Serve, spiega, "più trasparenza della pubblica amministrazione per capire i meccanismi di formazione dei prezzi a livello locale e far sì che questi possano incentivare i comportamenti più virtuosi e penalizzare quelli più nocivi. L'uso intelligente delle tariffe di certi servizi può rivelarsi una leva importante per uno sviluppo locale più equo e sostenibile. A condizione di far crescere le capacità di monitoraggio e di gestione da parte dei comuni". Gli impulsi al rialzo delle tariffe locali tendono a concentrarsi sul settore dei trasporti: l'ultimo dato disponibile - relativo a maggio - stima gli aumenti medi nella misura del 5,3% tendenziale per il trasporto urbano e del 9,3% per i collegamenti extra urbani. Seguono a ruota i corrispettivi dell'acqua potabile (cresciuti in media del 6.7% tra maggio 2012 e maggio 2013) e dei rifiuti urbani (+4.7% nello stesso periodo). Rispetto all'evoluzione delle tariffe locali, quelle nazionali - al netto di alcune specifiche voci segnalano una tendenza meno accentuata della crescita media. I consueti ritocchi di gennaio hanno spinto verso l'alto in misura più accentuata le tariffe postali che a maggio, in termini tendenziali, segnalavano un aumento medio del 10,1%. (31 agosto 2013) fonte articolo completo http://www.repubblica.it/economia/2013/08/31/news/le_tariffe_locali_pesano_sulle_famiglie_crescita_del_4_9_in_un_ anno-65601347/?ref=HRER2-1

AGLI ITALIANI PIACE IL MATTONE ESTERO:ACQUISTI IN CRESCITA A 42MILA CASE Nonostante l'imposizione sugli investimenti oltreconfine, il mattone estero continua ad attirare i capitali italiani. Il 2013 si chiuderà con 42mila affari conclusi, il 5,5% in più sul 2012. I Paesi più gettonati: Stati Uniti e Svizzera per l'investimento, la Spagna per le opportunità 'low cost'. Cresce l'Uruguay di ROSA SERRANO Lo leggo dopo ROMA - Aumenta il numero delle famiglie italiane che acquistano case all'estero. Se lo scorso anno si è chiuso registrando un incremento delle compravendite del 13%, il 2013 dovrebbe vedere lo stock degli affari conclusi oltre confine attestarsi a quota 42.000 spuntando un più contenuto ma sempre significativo + 5,5%. La perdurante incertezza dell'economia italiana e la scarsa competitività del mercato turistico nazionale indurrebbero un numero sempre maggiore di famiglie ad investire i propri risparmi nel mattone residenziale estero. "L'applicazione dell'Ivie, cioè l'Imu sugli investimenti immobiliari oltre confine - spiega Mario Breglia, presidente di Scenari Immobiliari - non sembra aver frenato il flusso di acquisti, anche se ha comportato una valutazione più attenta della normativa fiscale del Paese in cui si intende investire, dal


momento che dall'importo dell'Ivie possono essere detratte le imposte patrimoniali già versate all'estero". I Paesi più gettonati continuano ad essere la Svizzera, la Spagna e gli Stati Uniti. La maggioranza degli acquisti negli States è concentrata a New York. Si tratta di investimenti di alto livello, realizzati quasi sempre per investimento. Le preferenze continuano ad essere concentrate sugli appartamenti di piccole dimensioni nelle top location, ma emerge un crescente interesse per le zone migliori di Brooklyn, dove i prezzi sono in aumento e si prevede una rivalutazione anche nel prossimo futuro. Quest'anno, a Miami gli italiani hanno già acquistato un migliaio di abitazioni, in buona parte concentrate nella zona di Miami Beach. Stabile l'interesse per le altre grandi città, quali Chicago, San Francisco e Boston. "In Europa, Londra - spiega Paola Gianasso, responsabile mercati esteri di Scenari Immobiliari - continua ad essere la piazza dove si concentra la maggioranza degli acquisti nel Regno Unito. … (31 agosto 2013) Fonte articolo completo http://www.repubblica.it/economia/2013/08/31/news/agli_italiani_piace_il_mattone_estero_acquisti_in _crescita_a_42mila_case-65558491/

POLITICA 02/09/2013

LUPI: “TAV, NON ABBANDONEREMOLE AZIENDE MINACCIATE” Il ministro: “Lo Stato non arretra, farà sentire la sua forza” PAOLO BARONI ROMA Chiamerò questo imprenditore e gli dirò che deve resistere: se lascia la Val di Susa è una sconfitta per tutti». Per il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi questo è il momento in cui occorre tenere duro: «lo Stato, i lavoratori, le imprese coinvolte nei cantieri della Tav, così come quelle che ci hanno lavorato in passato, non possono fare passi indietro. Gli attentati degli ultimi tempi sono un colpo di coda, l’ultimo tentativo di bloccare l’opera. Ma non ci riusciranno. Una volta che sarà partita la talpa non potranno più fare nulla». Ministro, per Giuseppe Benente, il titolare della Geomont il clima a Bussoleno si è fatto insopportabile:


dopo aver lavorato alla Tav non trova più commesse. Vuol chiudere l’azienda e lasciare il paese. Cosa ne dice? «Lo Stato non può essere assente. Dobbiamo stare accanto a questo imprenditore per evitare che abbandoni tutto. Purtroppo, pur in un contesto diverso, ci troviamo nella stessa situazione di quegli imprenditori che sono minacciati dalla mafia e dalla ’ndrangheta. Anche questa è una lotta che dobbiamo fare insieme per affermare un concetto semplice: che in Italia si può e si deve fare impresa, senza problemi, e che i lavoratori devono poter fare il loro mestiere e guadagnarsi da vivere senza rischiare la vita, senza dover sottostare a minacce. Capisco lo scoramento di questo imprenditore, ma non bisogna demordere. Non ci si può ritirare». La situazione però è molto pesante «Bisogna isolare questi violenti, chiamarli come il loro nome, e bene ha fatto il procuratore Caselli, che assieme alle forze dell’ordine sta facendo un ottimo lavoro, a procedere con le nuove denunce. Ed è giusto che gli ultimi arrestati siano stati accusati di terrorismo, perché in questo caso non centra nulla la realizzazione di una grande opera. E’ una minoranza che sta usando la violenza per sovvertire una comunità intera. Poi però occorre creare le condizioni perché le imprese possano fare il loro mestiere senza temere per l’incolumità di chi le guida o di chi lavora per loro. In questi mesi abbiamo testimoniano con forza la presenza dello Stato: se non è sufficiente lo faremo ancora di più». Le imprese sono tutelate, lo spiegamento di forze dell’ordine è imponente. Ma forse non basta. «Siamo alle ultime fasi di questa battaglia: una volta partita la talpa chi ha scommesso sul fatto che l’opera non sarebbe mai partita risulterà sconfitto. Si sono attaccati a tutto ma si sono scontrati con la volontà ferrea del governo di andare avanti. Io credo che, al di là delle esigenze di sicurezza che vanno garantite a tutti, l’unica possibilità che abbiamo per uscirne è quella di isolare una volta per tutti questi violenti. Bisogna tagliare loro l’erba sotto i piedi. … Fonte articolo completo http://www.lastampa.it/2013/09/02/italia/politica/lupi-tav-nonabbandoneremo-le-aziende-minacciate-2WPJs2PaTcZWKv84tW95EN/pagina.html

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