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PARTITI MINORI

SERGIO DE GREGORIO Il fondatore di Italiani nel Mondo, chiede al Popolo della Libertà di ridare prestigio al Paese a livello internazionale «Il Pdl è oggi il maggior contenitore popolare di massa in Europa. La sua grandezza risiede nel fatto di avere coniugato più anime e più provenienze politiche sulla scorta della simbologia della libertà che Berlusconi ha enunciato sin dai suoi primi passi in politica». Il senatore Sergio De Gregorio non dimentica come nel 94 Forza Italia rappresentò una straordinaria novità politica che si propose con caratteristiche che oggi si ritrovano più estese nel Pdl. «Il grande valore che si ripropone con il Pdl è quello della libertà di fare politica, di intraprendere, di credere e combattere per un’ideale e una causa moderata». In uno scenario politico italiano caratterizzato «dall’aggressione politica all’avversario come sistema di confronto» la nuova casa dei moderati rappresenta una felice eccezione. « I cattolici – prosegue – si riconoscono in Berlusconi perché nelle battaglie per la difesa della famiglia e della vita è stato in prima fila. Il Pdl nasce per

essere parte forte, integrante e fondatrice di quel Ppe che vede racchiusi questi valori in un unico partito transnazionale». Come presidente e fondatore di Italiani nel Mondo, De Gregorio riconosce la lealtà di Berlusconi nei confronti degli alleati: «al congresso di Roma il premier ha voluto segnalare tutti i piccoli movimenti e partiti politici che hanno contribuito a costituire questa casa dei moderati come fondatori del Pdl al pari di Fi e An. Questo slancio di dignità ci ha ridato un’identità collettiva che prima appariva frazionata». Per il futuro, De Gregorio auspica «un grande impegno da parte del Pdl nella costruzione di un soggetto transnazionale che abbia nelle comunità italiane all’estero un punto di riferimento fondamentale». Per permettere all’Italia di recuperare «i propri valori di solidarietà, identità cattolica, famiglia, patria e creatività che rappresentano il vero made in Italy a livello internazionale».

Presidente della Delegazione parlamentare italiana presso la Nato e fondatore del movimento Italiani nel Mondo

ALESSANDRA MUSSOLINI Un gruppo coeso e aperto al contributo di tutti. Secondo Alessandra Mussolini, la ricchezza del Pdl sta nella capacità di ascoltare le sue componenti «Il Pdl non è una prigione ideologica». Ne è convinta Alessandra Mussolini, secondo la quale è proprio «la capacità di essere trasversali in alcune battaglie, dando ciascuno il proprio contributo» a distinguere il Popolo della libertà dal Partito Democratico. «In questo grande partito noto un’estrema sensibilità di ascolto e la concreta libertà di poter assumere delle posizioni che si possono diversificare – sottolinea la fondatrice di Azione Sociale, confluita nel Pdl in occasione del primo congresso nazionale di Roma –. Qui si trovano le varie sfumature che consentono quel confronto costante che permettono di evolvere la linea del partito. Apprezzo la capacità di ascoltare le diverse istanze provenienti dalla base, ma anche di cambiare una posizione capendo il buon senso delle proposte altrui e riuscendo ad ascoltare i bisogni concreti dalla gente». Una capacità che permette anche alla componente proveniente da Azione Sociale di esprimere il proprio parere su temi importanti riuscendo a fare breccia all’interno del Pdl. «Per esempio – ricorda Mussolini – nel ddl sicurezza abbiamo combattuto una battaglia sulla parte riguardante i cosiddetti “medici spia” per correggere una norma che ri-

schiava di penalizzare tutti e questa posizione è stata recepita da tutto il Pdl». Un Popolo della libertà, dunque, che appare coeso ma aperto ai contributi delle esperienze individuali che lo compongono «Sugli argomenti importanti ci riveliamo un vero gruppo unico – sottolinea Alessandra Mussolini –, questo senza però precludere la libertà di fare battaglie, anche parlamentari, che vadano a modificare le posizioni originarie. Questo è un gruppo maturo e responsabile che rispecchia quell’elasticità di pensiero che dovrebbe caratterizzare la politica. Trovo inoltre positivo il contraltare rappresentato da Gianfranco Fini che, secondo me, costituisce un arricchimento dialettico: una componente estranea all’odierno centrosinistra». La combattiva fondatrice di Azione Sociale ha apprezzato un primo congresso nazionale che ha saputo «mettere i giovani in prima fila» che definisce un obiettivo centrato. «L’immagine che si è voluta dare e che si è data all’esterno – aggiunge – è stata quella di un grande partito di rinnovamento che punta al futuro senza essere ingessato. E difatti questo Pdl è un partito fresco che ogni giorno lavora su proposte di legge ed emendamenti concreti».

Fondatrice e leader di Azione Sociale, presiede la Commissione infanzia della Camera

RAGIONLIBERA • 89

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