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VISTO DA SINISTRA

«Molti leggono nelle prese di posizione del presidente della Camera Gianfranco Fini il rischio di una conflittualità esplosiva per il Pdl. Credo che siano timori, o speranze, infondate. La nascita di un grande partito crea polarizzazioni interne. Accade fra i repubblicani americani, accade nel partito conservatore britannico» un pedagogo della sua base. L’elemento della mediazione culturale, psicologica, di classe era assai più accentuato. Il nuovo partito moderato ha un rapporto più diretto con i suoi rappresentati, in qualche modo persino più autentico. Il partito non guida un pezzo di società in nome di una delega, ma lo guida perché gli assomiglia. Il meccanismo della rappresentanza si è fatto più trasparente. Oggi tutto è filtrato dalla presenza carismatica di Berlusconi. Domani si troveranno altre forme. In qualche modo si ripete a destra l’esperimento francese di de Gaulle che vede tuttora gli eredi lontani del generale alla guida del paese. Molti osservatori leggono nelle prese di posizione del presidente della Camera Gianfranco Fini il rischio di una conflittualità esplosiva per il Pdl. Credo che siano timori, o speranze, infondate. La nascita di un grande partito crea necessariamente polarizzazioni interne. Accade fra i repubblicani americani, accade nel partito conservatore britannico. Se sul versante opposto le polarizzazioni rischiano di far esplodere il Pd ciò è dovuto al fatto che mentre il Pdl corrisponde ad una domanda precisa delle elettore di destra, il Pd non ha saputo interpretare le domande del mondo di centro-sinistra. Lo sforzo comune dei due schieramenti dovrebbe essere quello di creare un comune sentimento nazionale. Nel discorso di Berlusconi sul 25 aprile ho trovato questa vocazione. Speriamo bene.

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