Page 49

Enzo Rullani

quisti di altre imprese». Al delisting può seguire un reale guadagno? «A breve ci può essere un vantaggio, cioè il guadagno sul prezzo atteso tra un anno o due, maggiore del prezzo di acquisto attuale, ma il delisting è una scelta strategica che non si fa solo per la convenienza contingente ad acquistare o vendere un pacchetto di azioni». Che ripercussioni il fenomeno può avere sull’economia nazionale? «Il declino della Borsa, come fonte di destinazione del risparmio che confluisce alle aziende, è un grande problema per un paese come l’Italia che avrebbe un gran bisogno di investire molto e a rischio in asset immateriali, visto che nel capitalismo distrettuale degli ultimi trenta anni le imprese si sono abituate a investire in macchinari, capannone e magazzino, non in conoscenze e relazioni». Quali fonti di capitale diverse dalla Borsa



La Borsa è un’istituzione antica, e certo non andrà fuori scena solo per questa crisi e per queste scelte di alcune grandi aziende italiane



possono alimentare questa linea di sviluppo? «Poche, se non si cambia radicalmente qualcosa. Le nostre imprese personali o familiari rischiano di avere a disposizione solo i soldi del reinvestimento dei profitti (calanti) e quel tanto di credito dalle banche (anche questo calante) che riusciranno a strappare. Bisogna trovare nuovi canali di finanziamento degli investimenti a rischio in asset immateriali. Due soprattutto: nuovi soci, presi non solo tra quelli del private equity, ma anche tra coloro che conoscono l’azienda e hanno fiducia nei suoi piani di investimento e, a complemento, banche che usano una quota del risparmio per trasformarlo in investimento a rischio su piccole imprese che hanno piani innovativi e promettenti». Come si evolverà il fenomeno del delisting? «La Borsa è un’istituzione antica, e certo non andrà fuori scena solo per questa crisi e per queste scelte di alcune grandi aziende italiane. Piuttosto bisogna chiedersi su quali canali potranno contare i nostri imprenditori se si allontanano in forma permanente e massiva dalla Borsa. E qui, come ho detto, lo scenario è quello della reinvenzione dell’impresa monopersonale del passato, all’impresa pluri-personale che impara ad avere una compagine sociale meno monocorde; e della reinvenzione della finanza che trova nuovi modi di fare arrivare capitale di rischio fresco alle imprese più promettenti e dinamiche». VENETO 2012 • DOSSIER • 53

DossVeneto032012  

AGROALIMENTARE............................80 Mario Catania Sergio Marini Franco Manzato Alberto Valente MERCATI ESTERI.........................

Advertisement