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Alberto Bauli

riduzione dei tassi, acquisendo tre marchi prestigiosi come Doria, Motta e Alemagna. In questo modo abbiamo avuto un significativo aumento del fatturato, che oggi tocca quasi i 450 milioni di euro». Come un’azienda familiare si pone nei confronti dei nuovi mercati? Quanto può inserirsi in un mercato sempre più globale e multinazionale? «Bauli è un’azienda che si finanzia con il cash flow aziendale ed eventualmente con la leva finanziaria, dunque non ha tutte le opportunità che hanno le grandi aziende quotate, che hanno capitali di rischio all’interno. Noi dobbiamo fare il passo secondo la gamba. Il momento è favorevole perché nel mondo pare ci siano 60-70 miliardi di euro di prodotti cosidetti italian-sound, con nome italiano ma non made in Italy. Il cibo italiano è un plus come lo è la moda, le Ferrari o la meccatronica. Abbiamo molti punti di eccellenza, il problema è trovare una strada per riuscire a distribuire i nostri prodotti di qualità. Tutto questo richiede delle partnership e un ulteriore salto in avanti come quelli che abbiamo

fatto nel passato. La volontà c’è, ma tutto dipende anche da molti altri fattori». Volendo riassumere in una parola il successo della vostra azienda, quale scegliereste? «La qualità dei prodotti e la serietà dei rapporti. Abbiamo sempre visto l’azienda non come una fonte di arricchimento personale ma come una creatura che doveva crescere bene e quindi abbiamo sempre cercato di darle ciò di cui abbisognava, senza mai lesinare alcunché. Essendo figli di un pasticcere, abbiamo sempre puntato sugli aspetti qualitativi che non sono soltanto quelli dei prodotti, ma sono anche quelli del packaging, del modello gestionale, dei rapporti con le persone e della cura del consumatore». Quali sono i vostri prossimi obiettivi? «Siamo da sempre molto attenti a mantenere la qualità cercando di avere competitività nei costi. Potrebbero esserci nuove acquisizioni. Questo mercato è fatto prevalentemente di aziende piccole o al massimo di media dimensione, che avranno sempre maggior difficoltà a entrare nella grande distribuzione, a sua volta in grandissima difficoltà a causa della riduzione dei consumi. C’è la necessità per le aziende italiane di crescere di dimensioni, perché piccolo non è più bello». VENETO 2012 • DOSSIER • 45

DossVeneto032012  

AGROALIMENTARE............................80 Mario Catania Sergio Marini Franco Manzato Alberto Valente MERCATI ESTERI.........................

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