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Gian Luca Rana

che ha dato inizio a questo grande sogno che oggi è una realtà industriale. Una passione accompagnata dalla volontà di fare sempre meglio, di non fermarsi mai di fronte agli ostacoli e di essere sempre proiettati verso la ricerca, l’innovazione per creare prodotti nuovi, sempre buoni e sempre di qualità. Siamo solo due soci e questo potrebbe anche essere visto come un punto debole, ma per fortuna mio padre e io andiamo d’accordo, ci lega una profonda stima reciproca e ci stimoliamo a vicenda per dare sempre di più». Spesso in un’azienda a conduzione familiare, anche se di dimensioni considerevoli, si crea una specie di sinergia particolare tra l’imprenditore e i lavoratori. Come e perché accade? «Quando ho iniziato eravamo in 35, oggi siamo in 1.200, quindi la dimensione porta ovviamente a non avere quel contatto diretto quotidiano. Ma anche se la famiglia si è allargata, i valori che ci legano sono immutati. Per questo motivo è nato “Progetto dialogo”, un programma dedicato ai dipendenti con l’obiettivo di fungere da supporto nella vita di tutti i giorni con una serie di servizi, come ad esempio un supermercato dedicato, l’assistenza pediatrica, fiscale e legale, corsi di lingua, l’asilo e molti altri. Credo, inoltre, che il ruolo di imprenditore non sia solo quello di sviluppare un conto economico, ma anche quello di garantire un futuro per tutti coloro che lavorano in azienda. È questa la ragione vera che deve spingere l’imprenditore verso la crescita».

Quanto conta il rapporto con il territorio per un’azienda? «Essere di San Giovanni Lupatoto è una delle cose di cui sono orgoglioso. Qui è dove sono cresciuto e ho potuto apprezzare la semplicità delle cose vere e fare miei quei valori che sono da sempre le colonne portanti della mia vita personale e professionale. È qui che tutto ha avuto inizio, dove il laboratorio artigianale si è trasformato in un’azienda. C’è un detto semplice in Veneto che è “mai molar”: forse non rientra nel linguaggio tecnico della globalizzazione, ma è molto efficace nel suo significato. Ed è con questo spirito che sono riuscito a sviluppare il processo di internazionalizzazione, portando questo marchio oltre il confine italiano fino ad arrivare oggi ad essere presente in ben 25 paesi». Come è visto il vostro prodotto in Italia e nel mondo? La dimensione familiare quanto è forte nel vostro marchio? «C’è qualche cosa che dà più piacere di lavorare nel settore food? Io ho questa grande fortuna: la nostra pasta, i nostri sughi esprimono una garanzia di qualità e freschezza tali da essere riconosciuti leader del mercato non solo in Italia ma anche in tantissimi altri paesi. Il nostro è un marchio vero, non di fantasia come spesso se ne trovano all’estero. Rappresenta la storia di mio padre e del percorso che io insieme a più di 1.000 persone stiamo facendo e continueremo a fare per far conoscere i nostri prodotti e la nostra tradizione gastronomica in tutto il mondo». VENETO 2012 • DOSSIER • 43

DossVeneto032012  

AGROALIMENTARE............................80 Mario Catania Sergio Marini Franco Manzato Alberto Valente MERCATI ESTERI.........................

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