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IMPRESE E TERRITORIO

Duecento anni in un bicchiere Da quasi due secoli la famiglia Zonin ha fatto del vino la sua filosofia. Qui la tradizione è da sempre accompagnata all’innovazione, «l’attenzione nei dettagli e applicazione delle migliori tecniche dà vita a vini di altissima qualità» Teresa Bellemo n Veneto, una regione tradizionalmente votata alla vinificazione, la famiglia Zonin ha fondato le radici della sua azienda vitivinicola. Oggi è tra le realtà più grandi d’Italia nel settore, ha aziende agricole in sette regioni italiane, una negli Stati Uniti e ha visto i dati export crescere del 100 per cento negli ultimi cinque anni. Per la famiglia Zonin il segreto di questo successo sta nella capacità di anticipare i cambiamenti del mercato vinicolo globale, innovando la commercializzazione, il marketing e soprattutto valorizzando i vitigni autoctoni e il rapporto tra vino e territorio, un bene culturale irrinunciabile e strettamente connesso alla vocazione italiana al turismo. Infine, una forte attenzione per il rapporto qualità-prezzo e per la qualità stessa dei prodotti. Per questo oggi l’azienda collabora con enologi di acclarata fama e viene premiata per i suoi vini, come nel caso della medaglia d’oro di Mun-

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dus vini all’Amarone 2008 Zonin per il miglior vino rosso, i due Tre Bicchieri Gambero Rosso per il Chianti Classico 2008 e per il Rocca di Montemassi 2009. Il punto di Domenico Zonin, vicepresidente dell’azienda di Gambellara. Quanto è stato importante il territorio che circonda l’azienda per la sua crescita e quanto conta ora in piena globalizzazione? «Nel settore vinicolo il legame del prodotto col territorio è importantissimo. Uno dei motivi per cui i vini italiani stanno avendo un grandissimo successo nel mondo è perché l’Italia è forse il paese in cui il vino più si lega al territorio e quindi alla tradizione enogastronomica e al turismo. La regione che attualmente ha più successo nella vendita e nelle esportazioni vinicole è il Veneto, perché offre una varietà di vini che va dal prosecco, un vino facile, da aperitivo e da pasto, a un vino molto più strutturato come l’amarone o il ripasso. Abbiamo dunque una varietà di vini molto elastica, che ricopre varie fasce di mercato e incontra gusti diversi. La nostra azienda è di certo favorita da questa gamma di prodotti veneta». Quanto investe l’azienda in innovazione e le nuove tecnologie? «Le tecnologie sono fondamentali. Il vino è di certo un prodotto tradizionale, ma ha bisogno di innovazione e ricerca quotidiane per un continuo miglioramento qualitativo. In Maremma nella nostra Rocca di Montemassi ha preso vita il “Progetto Duboudieu”. Collaboriamo assieme a Denis Dubourdieu, un enologo francese consulente dei migliori Chateaux bordelais da una decina d’anni e

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AGROALIMENTARE............................80 Mario Catania Sergio Marini Franco Manzato Alberto Valente MERCATI ESTERI.........................

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