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IMPRESE E TERRITORIO

Le aziende familiari come ammortizzatore industriale La crisi economica ha colpito molto le aziende familiari che però hanno reagito in modo più rapido e sono tornate ad assumere, vincendo la sfida dell’internazionalizzazione Teresa Bellemo

ossono le imprese familiari fare da ammortizzatore sociale per il sistema economico? In Italia sembra di sì. In un momento di forte recessione e di crisi economica che dura ormai da diversi anni, le imprese a conduzione familiare sembrano assolvere questa funzione. Se nel momento in cui la crisi si è palesata le aziende familiari hanno accusato di più la battuta d’arresto, poi sono state quelle che sembrano aver risposto meglio ai primi segnali di ripresa. Nel 2010, in particolare, hanno registrato una crescita del 7 per cento e nel 2009 hanno visto aumentare l’occupazione di uno 0,8 per cento, mentre le multinazionali e i consorzi, assieme alle cooperative, vedevano una flessione rispettivamente del 20 e del 33,6 per cento. Il Veneto da sempre è specchio di questa realtà che unisce imprenditoria e famiglia. I fattori che hanno favorito la proliferazione di questo genere di aziende sono di natura economica, replicando in ambito manifatturiero la struttura della piccola proprietà contadina e di natura sociale, essendo l’impresa familiare una sorta di estensione della famiglia e dei suoi valori. Un sistema strutturato di aziende spesso mediopiccole, cresciute per mano di una famiglia che continua a portarle avanti di generazione in generazione. È questo il “modello Nordest” che negli anni Novanta e Duemila si prendeva come esempio vincente, cercando di diffonderlo nello sviluppo di distretti industriali che potessero essere in grado di autogover-

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narsi e di resistere alle insidie della globalizzazione che stava avendo un impatto sempre più forte. Piccolo è bello era lo slogan del tessuto aziendale veneto, quasi a dimostrare che un’altra via era possibile, in contrapposizione al crescente predominio delle logiche multinazionali e della delocalizzazione che portava la produzione dove costava meno. Oggi che i confini sembrano davvero essere stati abbattuti, il Veneto continua a portare avanti il suo modello industriale, seppur con grossi cambiamenti: più professionalità, l’occhio più attento all’innovazione e alla necessità di rapportarsi con un mercato non più solamente nazionale ma internazionale e globale. Anche se la struttura familiare e le risorse umane sembrano essere la strada maestra per un rilancio e una ripresa, si deve anche considerare che una delle problematiche più complesse per un’azienda familiare è il passaggio alle generazioni successive. Soltanto il 30% di loro, infatti, riesce a passare alla seconda generazione e solo il 15 per cento arriva alla terza. Il problema, secondo Matteo Zoppas, è che «i giovani vengono inseriti in posti di responsabilità troppo presto o, molto più

Matteo Zoppas, presidente dei giovani industriali di Confindustria Venezia

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AGROALIMENTARE............................80 Mario Catania Sergio Marini Franco Manzato Alberto Valente MERCATI ESTERI.........................

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