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MERCATI ESTERI

I gioielli Morellato alla conquista dell’Asia Dopo Macao, la società padovana continua la sua espansione in Cina dove punta a raggiungere i 65 store entro il 2012: «Sui mercati europei non s’assiste a condizioni di crescita mentre in Asia c’è più disponibilità a innovare». Il punto di Massimo Carraro Elisa Fiocchi

l gruppo Morellato&Sector conta oggi più di 70 store nel mondo di cui ben quaranta in Cina. Proprio il 40% del giro d’affari, proviene dai mercati esteri con particolare riferimento a quelli asiatici e al Far East, sostenuti da una potente rete commerciale di filiali dirette in Usa, Germania, Francia, Svizzera e Hong Kong, joint venture in Cina e India e distributori esclusivi in tutto il mondo. In occasione del Capodanno cinese, il brand Morellato ha inaugurato un nuovo monomarca presso il Venetian di Macao: una boutique di 95 metri quadrati all’interno del Grand Canal Shoppes, dove si riuniscono marchi di fama mondiale in un’atmosfera di lusso che fa vivere le emozioni di una Venezia reale, la città natale del fondatore Giulio Morellato e piazza dove è stato aperto uno dei primi negozi. «Macao rappresenta la ciliegina sulla torta», afferma l’amministratore delegato Massimo Carraro, parlando dell’operazione che rientra nel grande piano strategico di sviluppo in Asia, proprio in un particolare periodo internazionale in cui le attese sul mercato domestico si sono notevolmente ridotte. «A breve apriremo un altro negozio, il

I Massimo Carraro, amministratore delegato di Morellato&Sector

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terzo a Hong Kong». Obiettivo del gruppo veneto per il 2012 è toccare quota 65 store in Cina, con 10 nuovi negozi a insegna Morellato. Quali altre aperture sono in calendario? «Ad aprile apriremo il terzo negozio a Theran in Iran, dove c’è una popolazione molto giovane, di ragazze e ragazzi con redditi interessanti. Sono i cosiddetti nuovi mercati che oggi ci garantiscono la crescita perché, ad esempio, in Cina non c’è affatto crisi economica, ed è per questo motivo che il Middle East, ma anche il Far East, sono i mercati che ci offrono maggiori guadagni». Il Gruppo ha chiuso il 2011 con un giro d’affari di 192 milioni di euro, in crescita del 4% rispetto al 2010. Nel 2012, la sfida punta a una crescita del 15% sui mercati esteri: attraverso quali strategie di sviluppo ed espansione? «Sono rientrato dal Salone mondiale dell’orologeria e della gioielleria di Basilea con risultati positivi per il marchio Sector che tiene molto bene sui mercati europei. In generale, tra Asia ed Europa, non ci sono particolari differenze a livello di mercato, ma ciò che noto in particolare è un differente approccio psicologico. Sui mercati europei non s’assiste a condizioni di crescita mentre in Asia c’è uno spirito totalmente diverso. Da parte nostra, dobbiamo inserirci in questi mercati riconoscendone le differenze culturali e traendone spunto,

DossVeneto032012  

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