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Alessandro Vardanega

altre aree strategiche come i paesi del Golfo Persico, a fronte di mercati domestici, italiano ed europeo, che sono invece più stabili e talvolta in rallentamento congiunturale». Nel futuro quali strategie consentiranno di radicare il made in Italy nei mercati Bric e per quali aziende del territorio delocalizzare è ancora un processo difficile? «La nostra associazione ha concentrato l’attività su poche aree (Africa, Far East, Brasile) e invitato tutte le imprese ad ampliare i propri riferimenti internazionali, offrendo un supporto qualificato per gestire in questa chiave tutti gli ambiti della gestione aziendale, come tra gli altri contrattualistica, fisco, risorse umane. Riteniamo strategico aumentare il numero di aziende capaci di “pensarsi” anche al di fuori dei confini nazionali e per questo è, e sarà, fondamentale il supporto qualificato del sistema bancario e finanziario. Altrettanto decisivo sarà che anche le altre componenti del sistema territoriale apprendano a pensare e operare in una dimensione internazionale in un comune impegno di competitività territoriale, che è risorsa anche per attrarre investimenti internazionali, dai Bric come dalle altre aree del mondo. In sintesi, occorre una strategia di sistema a livello Paese, ma sarebbe auspicabile anche a livello comunitario, per un approccio condiviso, e appunto sistemico, evitare doppioni e dispersioni in un comune sforzo competitivo, ormai necessario considerata la piena globalizzazione raggiunta dal sistema economico». Unicredit ha messo a disposizione quasi 19 milioni di euro a sostegno delle imprese. Come questa collaborazione maturerà nel 2012 e con quali obiettivi? «A inizio di quest’anno abbiamo siglato con Unicredit un accordo specifico per il supporto

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La presenza nelle cosiddette nuove economie ci vede presenti in particolare con alcuni comparti dei cosiddetti “beni intermedi”, si pensi solo al successo del Prosecco trevigiano nel mondo

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all’internazionalizzazione delle imprese, che fa seguito alla collaborazione già attivata con altri istituti bancari così da offrire ai nostri associati un ampio ventaglio di opportunità nei principali mercati in cui operano. Consideriamo lo snodo tra finanza e internazionalizzazione, particolarmente strategico in questa fase per la competitività delle nostre imprese, e quindi anche il sistema bancario. Una collaborazione proficua in questo ambito è anche fattore di innovazione nel rapporto banca-impresa particolarmente complesso in questo periodo». Come procede invece la collaborazione con Simest? «Come gli accordi con le banche, si tratta di un esempio virtuoso di “collaborazione di sistema” per favorire la competitività e la crescita non solo delle singole imprese coinvolte direttamente ritengo infatti che attraverso questo meccanismo cresca anche il sistema economico e territoriale, che trae beneficio da questa espansione internazionale verso nuovi mercati, certo complessi da approcciare, ma che presentano interessanti opportunità da cogliere».

VENETO 2012 • DOSSIER • 31

DossVeneto032012  

AGROALIMENTARE............................80 Mario Catania Sergio Marini Franco Manzato Alberto Valente MERCATI ESTERI.........................

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