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POLITICHE SANITARIE

Uniformare le prestazioni sanitarie Annamaria Mussi ripercorre i passaggi che hanno condotto alla revisione 2011 delle linee guida di codifica delle Sdo, manuale di riferimento per le strutture sanitarie venete Giacomo Govoni

a gennaio 2011 il Veneto dispone di uno strumento agevole anche per chi si affaccia per la prima volta al mondo delle codifica Sdo. Si tratta dell’aggiornamento delle linee guida per la compilazione e la codifica Icd-9Cm della scheda di dimissione ospedaliera, documento cardine per l’attività delle strutture sanitarie regionali. Prodotto grazie a un capillare lavoro di controllo sull’appropriatezza delle informazioni riportate sulle schede, il documento prende le mosse dalla versione italiana 2007 della classificazione delle malattie, traumatismi, interventi chirurgici e procedure diagnostiche e terapeutiche. «L’Icd-9-Cm versione 2007 – afferma Annamaria Mussi, coordinatrice regionale per i controlli sanitari – è stato di importanza fondamentale per la stesura delle linee guida di codifica, indirizzandone le regole in termini di suddivisione in capitoli corrispondenti ai diversi organi e apparati». Quale altra utilità ha avuto questo sistema di classificazione? «Dallo stesso sistema sono state tratte le regole di base di corretta e appropriata codifica della Sdo, soprattutto in termini di modalità

D Sopra, Annamaria Mussi, coordinatrice per i controlli sanitari della Regione Veneto

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di selezione delle diagnosi (principale e secondarie) e delle procedure e interventi chirurgici. Infine, con le ultime linee guida la Regione si è allineata, relativamente ad alcune regole di selezione e codifica, a quanto previsto nelle regioni limitrofe, così da garantire omogeneità e condivisione negli indirizzi in merito». Ai fini di una migliore erogazione delle prestazioni sanitarie, quali informazioni utili emergono dai controlli? «I controlli sanitari hanno diversi obiettivi: evidenziare errori di compilazione della scheda di dimissione ospedaliera, in relazione a specifiche linee guida di codifica, con attribuzione non corretta del corrispondente Drg, che identifica la patologia trattata, le procedure diagnostico-terapeutiche e la valorizzazione del ricovero; sottolineare modalità organizzative di erogazione delle prestazioni non appropriate o evidenziare carenza di documentazione clinica a supporto; cogliere le criticità nelle varie fasi del processo: dalla prescrizione di un ricovero ospedaliero o di una visita specialistica all’erogazione e alle azioni diagnostiche e terapeutiche utili a giungere alla risoluzione del problema cli-

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