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POLITICHE SANITARIE

Definire il costo standard del “prodotto” paziente Approdare a una documentazione dei costi effettivi delle prestazioni ospedaliere è la strada che Alberto Pasdera indica per una migliore riorganizzazione economica del sistema sanitario Giacomo Govoni

pendere meglio per spendere meno. Un’espressione spesso abusata o piegata a fini promozionali, ma che in ambiente sanitario vale quasi quanto un dogma. Con lo spettro di ulteriori tagli e l’introduzione di nuovi ticket sempre dietro l’angolo, diventa di primaria importanza puntare sull’efficienza del sistema socio-sanitario nazionale. Ad esempio, calibrando le tariffe di prestazioni di assistenza ospedaliera sulla base di costi standard. «Tanti più pazienti “pesanti”, vale a dire casi gravi e complessi, ha un’azienda – spiega Alberto Pasdera docente e consulente di management sanitario – tante più risorse dovrà avere rispetto ad altre aziende». Delineare nella maniera più precisa possibile “l’oggetto di costo” che si intende finanziare, diventa pertanto uno dei punti focali del lavoro di Pasdera, che, fino a oggi, ha già presentato il suo progetto di controllo strategico della gestione in ospedali di diverse regioni italiane (Lombardia, Liguria, Veneto, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia). «Per distribuire al meglio le risorse – prosegue – il miglioramento della corretta compilazione delle schede di dimissioni ospedaliere (Sdo) rappresenta un punto fondamentale». Quanto conta una tale verifica in sede di stesura del budget di ciascuna azienda

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Sopra, Alberto Pasdera, docente e consulente di management sanitario

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sanitaria? «Di sicuro la sua corretta compilazione può contribuire a una migliore allocazione delle risorse tra gli ospedali delle aziende ospedaliere o Asl di una data regione: questo accade perché il miglioramento della compilazione delle Sdo permette di definire più esattamente i “prodotti”, ovvero i pazienti effettivamente curati. Se si “aggregano” le tipologie di ricovero (Drg, diagnosi, procedure) sulla base delle Sdo e si misurano i costi relativi, si possono determinare i costi standard, che quindi costituiscono delle vere e proprie “bussole” per ripartire le risorse tra aziende. In definitiva, la migliore definizione dei prodotti costituisce un momento indispensabile per distribuire meglio le risorse tra le aziende sanitarie regionali, se si vogliono assegnare le risorse non in modo burocratico, ma in funzione delle reali esigenze degli utenti». Come calare un simile strumento all’interno del nostro variegato panorama sanitario nazionale? «Per quanto concerne il come definire e utilizzare - sfruttando il relativo sistema di indicatori - i costi standard per prodotto a livello nazionale, credo che l’esperienza del Network italiano sanitario per la condivisione dei costi

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