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Luca Castagnetti



Insieme ai nostri soci riscopriamo ogni giorno la necessità di avere un metodo di lavoro

Luca Castagnetti, presidente della Compagnia delle Opere Veneto

ha cambiato prospettiva, passando dalla concezione del “come posso far capire al mondo che ci sono” a “come stare di fronte a questo mercato che cambia”. Questo genera un processo di cambiamento sia nell’impresa che nella nostra organizzazione». Quali sono, in particolare, le questioni aperte in Veneto? Sono mutate le esigenze degli imprenditori? Come state rispondendo in questo senso? «In Veneto Compagnia delle Opere è presente con oltre 400 soci tra loro molto diversi: dall’impresa multinazionale “tascabile” all’artigiano, sino alla piccola cooperativa sociale che gestisce un asilo o una scuola. Diverse sono, quindi, le esigenze. Le imprese che hanno internazionalizzato sono più attrezzate ad affrontare la crisi odierna. Le loro esigenze sono focalizzate a sviluppare nuova conoscenza e competenza nei loro collaboratori. Da solo l’imprenditore presidia pochi mercati. “Come avere persone che lavorano con il tuo stesso spi-

rito?” “Come sviluppare competenze e capacità in linea con i valori riconosciuti?” Sono queste le domande aperte e i nostri spunti di lavoro. Chi, invece, soffre dell’attuale congiuntura negativa ha bisogno di essere accompagnato con realismo e competenza. Lo aiutiamo a capire dove sono i suoi punti di valore e dove, invece, serve cambiare, fino anche a chiudere l’attività. Per fare questo serve una relazione con il socio: questo è il nostro unico patrimonio». Le associazioni devono secondo lei tutelare lo status quo oppure occuparsi dell’innovazione? «Per noi la realtà è positiva perché è il luogo dove, attraverso il lavoro, ciascuno può realizzare il suo desiderio di uomo. Oggi questa realtà cambia più velocemente della nostra capacità di adattamento. Le associazioni devono essere all’altezza di questo compito. Compagnia delle Opere nasce ed esiste per farsi “compagna“ di viaggio di chi, nella straordinaria avventura di fare impresa e



opere, riconosce l’esigenza di un aiuto, di un luogo vero dove porre le domande più importanti e urgenti. Ad alcune di queste domande ed esigenze sappiamo rispondere, a molte altre meno, ad alcune per niente. Ma, insieme ai nostri soci, riscopriamo ogni giorno la necessità di avere un metodo di lavoro. Su questo aspetto non temiamo di essere inadeguati. Ogni azione umana risponde a qualcuno, il lavoro di un’azienda risponde al mercato. Solo partendo da questa semplice ed elementare constatazione, si può trovare la strada giusta per cambiare ed evolvere, promuovendo una socialità nuova attraverso il lavoro di ciascuno». Quale ruolo dovrebbe assumere l’associazionismo imprenditoriale, soprattutto guardando al futuro? «Essere agenti di cambiamento e non di conservazione dello status quo, di privilegi, di rendite di posizione. Ciò è possibile ripartendo dal lavoro e dal desiderio di costruzione di ogni uomo libero». VENETO 2012 • DOSSIER • 25

DossVeneto032012  

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