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IN COPERTINA

 «I prossimi mesi saranno molto difficili, per questo chiediamo che tutte le risorse disponibili siano messe a disposizione dell’economia. Serve un cambio di strategie perché il Veneto ha retto l’onda d’urto di tre anni di crisi, ma ci sarà ancora da soffrire, soprattutto per le imprese che lavorano con il mercato interno. Sono soprattutto le aziende di piccole dimensioni che continuano ad avere i maggiori problemi, perché rispetto alle grandi non hanno il peso e le garanzie utili a ricevere grossi affidamenti. È fondamentale proseguire nell’azione tesa a garantire un miglior accesso al credito tramite il sistema dei confidi, studiando al contempo un accordo con il sistema bancario per ottenere una maggiore flessibilità nei tempi di rientro dei debiti. È necessario che il sistema bancario sia messo in condizioni di erogare più credito, a costi accessibili; per questo serve maggiore impegno dei vertici delle banche nazionali e del territorio. Senza investimenti non c’è crescita e non c’è futuro. Il confronto con il sistema 22 • DOSSIER • VENETO 2012



Le imprese hanno bisogno di un sistema creditizio in grado di scommettere con loro sulla crescita



bancario deve essere collaborativo, ma chiaro. Le nostre imprese sono aperte al mercato, vivono di efficienza e di innovazione, hanno bisogno di un sistema creditizio in grado di scommettere con loro sulla crescita». Come il governo e le istituzioni, da una parte, e le imprese dall’altra, possono far uscire il paese da questa crisi? «Nei prossimi mesi, il nostro Paese continuerà a essere esposto a turbolenze economiche e finanziarie. Proprio per questo, serve un’azione coesa e coordinata da parte di tutte le parti in gioco. Serve una nuova cultura economica che rimuova i freni che hanno ostacolato lo sviluppo del Paese. Serve un nuovo orientamento diretto a valorizzare il capitale umano, a promuovere il talento, il merito, l’iniziativa individuale e collettiva, la capacità

e la voglia di intraprendere, di sperimentare, di innovare, di competere e di rischiare, conciliando flessibilità e dinamismo con la salvaguardia di solidarietà e coesione sociale». Quali le priorità? «Il Paese e la Regione devono porsi come obiettivo prioritario il sostegno alla crescita e all’iniziativa imprenditoriale con tutti gli strumenti possibili: in ambito finanziario, fiscale, amministrativo, infrastrutturale ed energetico, attivando anche tutte le opere realizzabili a livello nazionale e locale. C’è soprattutto bisogno di certezza sulla realizzabilità degli investimenti. Massima attenzione deve essere riservata soprattutto alle riforme a costo zero, come ad esempio la semplificazione autorizzativa e burocratica, la ricerca di competitività, il controllo della spesa pubblica e il miglioramento della produttività degli apparati pubblici. Infine, devono essere assolutamente reperite risorse e misure per l’occupazione, sia per chi perde il posto di lavoro che per i giovani».

DossVeneto032012  

AGROALIMENTARE............................80 Mario Catania Sergio Marini Franco Manzato Alberto Valente MERCATI ESTERI.........................

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