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Luigi Schiavo

vince di Padova, Treviso e Venezia, dove il costruito non ha soluzione di continuità. È pero una leggenda metropolitana quella per cui si fanno più case che bambini. Nel 2011 sono stati concessi circa 15mila permessi compresi ristrutturazioni e allargamenti, mentre si sono costituiti 30mila nuovi nuclei familiari, anche per effetto dei flussi migratori. Il saldo tra nuove famiglie e nuove costruzioni è quindi positivo, a differenza di quanto succede nella quasi totalità delle regioni italiane. Detto questo, non c’è dubbio alcuno che ci sia stato un forte sviluppo urbano e che oggi ci sia la necessità di limitare l’occupazione di nuovo territorio, incentivando politiche di recupero dell’esistente, anche attraverso la demolizione e rico-

struzione. Non c’è ancora, tuttavia, una legge moderna e adeguata che apra le porte a un modello di “rigenerazione urbana” come se ne vedono nella grandi capitali europee, nella piena salvaguardia del patrimonio storico». Che cosa intende per rigenerazione urbana? «Il “terzo Veneto”, come comunemente viene chiamato il Veneto dell’epoca post boom economico, ha bisogno di infrastrutture moderne e veloci per la mobilità delle persone. Occorre completare la grande viabilità di collegamento, l’alta capacità e sviluppare il sistema portuale e l’utilizzo delle vie navigabili. La città diffusa, in poche parole, necessita di rigenerazione, riqualificazione urbana e sociale, efficienza energetica. L’esistente non riqualifi-

cabile va demolito e rifatto con gli standard urbanistici possibili. Vanno messe in efficienza le scuole, gli edifici pubblici o di proprietà pubblica, residenziale e non. Occorrono manutenzioni delle reti idriche e fognarie, per non parlare dell’urgenza legata alla salvaguardia idrogeologica. Occorre che le nostre amministrazioni ricomincino a programmare piani di intervento a breve e medio termine in sinergia con il privato». Avete istituito insieme a Confindustria Veneto e alla Regione un tavolo per studiare la fattibilità di un piano finanziario per la realizzazione in partenariato pubblico-privato del tratto mancante del tracciato della Tav Milano-Venezia. A che punto siete?

Sopra, Luigi Schiavo, presidente di Ance Veneto

VENETO 2012 • DOSSIER • 231

DossVeneto032012  

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