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EDILIZIA

Il mattone dello sviluppo Il settore edile sta vivendo, in Italia come nel Veneto, un periodi di profonda difficoltà dovuto sia alla crisi in atto che a problemi strutturali del comparto. Per uscire dal guado, il presidente di Ance Luigi Schiavo indica la sua strada: programmazione e infrastrutture moderne Tiziana Bongiovanni

n Veneto la crisi dell’edilizia si è manifestata prima che nelle altre regioni d’Italia. A partire dagli ultimi mesi del 2007 gli investimenti in costruzioni si sono assottigliati progressivamente. All’inizio della crisi, il settore ha perso il 30 per cento dei volumi produttivi, vale a dire circa 6 miliardi di euro, 33.400 occupati (16%) e circa il 20% delle aziende. Sono numeri piuttosto eloquenti che fotografano drammaticamente la realtà di un comparto che paga in parte anche il fisiologico sgonfiamento del mercato dopo un decennio (19952006) di sviluppo sostenuto. Oggi l’edilizia resta comunque vitale per l’economia del territorio, dal momento che pesa per più dell’11% sul Pil regionale e per il 20% sul-

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l’occupazione industriale. Ne parliamo con il presidente regionale dell’Associazione nazionale dei costruttori edili, Luigi Schiavo. Presidente, le costruzioni sono davvero in crisi, quindi. «Sì. Oggi siamo ritornati ai livelli produttivi del ’94, in epoca pre-boom. Per il 2012 le stime sono ancora negative (-4,1% per gli investimenti). Nel 2011, inoltre, si sono registrate oltre 10 milioni di ore di cassa integrazione, con un aumento dell’8% rispetto all’anno precedente. Se tale congiuntura dovesse perdurare la cassa integrazione si trasformerà in disoccupazione, aggravando la già grave situazione occupazionale». Quali sono le cause? «Soffriamo di alcune inaccettabili storture del mercato e

della mancanza di una politica economica che consideri le costruzioni come asset imprescindibile di una reale strategia anticiclica. Da anni proponiamo alcune soluzioni a costo zero: modifica del patto di stabilità interno, che blocca i pagamenti pubblici; semplificazione burocratica; incentivazione delle ristrutturazioni e della rigenerazione urbana. Ma nessuna delle nostre richieste, su cui le istituzioni si sono sempre mostrate concordi, è stata accolta». A ogni modo si dice che si fanno più case che bambini. Il Veneto è già densamente cementificato. «Il Veneto è stato certamente al centro di un processo sostenuto di urbanizzazione, tanto che oggi si parla di “città diffusa” indicando l’area compresa tra le pro-

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