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AGROALIMENTARE

Il Grana secondo tradizione Damiano Contini, quarta generazione di una famiglia di casari, ci accompagna nel retroscena di un primato gastronomico indiscusso. «Il legame con il territorio è fondamentale» Remo Monreale

i sono prodotti che raccontano la loro terra d’origine e che non è possibile riprodurre fuori da questa, pur conoscendo ogni passaggio necessario. Il Grana Padano dei colli piacentini obbedisce a queste regole, come spiega Damiano Contini, titolare dell’omonima azienda di Castell’Arquato, ed erede di una famiglia di artigiani casari da quattro generazioni. «Il legame con il territorio – dice Contini – è fondamentale per la buona riuscita del nostro grana, così come delle altre eccellenze gastronomiche locali: il tempo qui è unico e in certi momenti sembra essersi fermato. Non a caso gli allevamenti da cui ci riforniamo sono a conduzione familiare, come il nostro caseificio: questo permette una cura ancora maggiore nella produzione e nella trasformazione. La stessa stagionatura avviene in condizioni naturali ed è seguita personalmente dai componenti della mia famiglia». Certamente il Grana Padano non ha bisogno di presentazioni. Contini suggerisce vari modi di assaggiarlo, anche se la lista potrebbe essere più lunga, così come recita la tradizione. «Il gusto del nostro formaggio – dice il

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titolare dell’impresa piacentina – al palato riporta subito al sapore del latte, deciso e morbido allo stesso tempo. È buono sia come antipasto abbinato a vini bianchi locali, come l’ortrugo o il monterosso, sia grattugiato negli anolini, nelle lasagne, nei tortelli d’erbetta, o pisarèi e cannelloni. Infine, è ottimo anche con qualche goccia di aceto balsamico e si sposa perfettamente con pere o uva». La famiglia Contini si può definire una sorta di custode dell’enogastronomia locale, un tesoro che si realizza nel know how specifico ge-

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