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Pier Luigi Ferrari

L’unione fa la Dop Il prosciutto di Parma si conferma eccellenza della salumeria italiana nel mondo, sostenuto fortemente dal territorio e dalla sinergia produttori-istituzioni. Lo spiega il vicepresidente della Provincia di Parma, Pier Luigi Ferrari Francesca Druidi

I

l Consorzio del prosciutto di Parma festeggia nel 2013 i suoi primi cinquant’anni e questo anniversario, insieme al tradizionale appuntamento con il Festival del prosciutto, conclusosi il 22 settembre, si confermano importanti occasioni di promozione e di valorizzazione di un prodotto il cui indotto coinvolge 150 aziende produttrici, circa 4.800 allevamenti suinicoli e 3.000 addetti, per un giro d’affari di 1,5 miliardi di euro. «I festeggiamenti per i 50 anni di attività del consorzio – commenta Pier Luigi Ferrari, vicepresidente provinciale con delega all’agricoltura e alle attività produttive - sono importanti non solo per il territorio di produzione, in quanto calamitano l’attenzione sul tema del territorio vocato alla produzione del prosciutto, ma anche come dato di realtà nazionale». Secondo il monitor dei distretti elaborato dal servizio studi di Intesa San-

paolo, la meccanica e l’agroalimentare sono i settori che, in ottica distrettuale, trainano lo scenario in Emilia Romagna, soprattutto sul fronte delle esportazioni. «Sì, nell’ambito della salumeria italiana il prosciutto di Parma è il prodotto più venduto all’estero, dove ha registrato un incremento del 10 per cento. L’export della Dop di Parma vale, infatti, 232 milioni di euro». Quali mercati stranieri risultano al momento i più promettenti? «Il trend positivo oltre confine è guidato dai paesi extra-Ue. Il primo mercato è quello degli Stati Uniti, con circa Pier Luigi Ferrari, 520mila prosciutti espor- vicepresidente tati nel 2012 e una crescita e assessore del 17 per cento rispetto al all’agricoltura e alle attività produttive 2011; si confermano poi della Provincia mercati interessanti quelli di Parma giapponese e australiano. Faticano di più i mercati europei, a eccezione della Germania, che segna un aumento del 14 per cento.  EMILIA-ROMAGNA 2013 • DOSSIER • 67

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