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Vittorio Borelli





L’attenzione all’ambiente è un fattore chiave nel futuro delle costruzioni mondiali

le sue politiche di sostenibilità, leva che ha rappresentato un determinante volano di cambiamento. Le aziende, infatti, stanno investendo in importanti progetti riconducibili alla green economy. Con quali prospettive per lo sviluppo del distretto? «L’attenzione all’ambiente è un fattore chiave nel futuro delle costruzioni mondiali, perché cresce ogni giorno di più la consapevolezza che energia e acqua sono risorse scarse, il cui impiego nelle abitazioni e negli spazi pubblici non residenziali va ottimizzato. Per dare risposta a questo cambiamento, già da almeno 30 anni il settore della ceramica ha iniziato un percorso di attenzione all’ambiente che, se dapprima si è concentrato sul ciclo produttivo e sul suo efficientamento, da alcuni anni ha affiancato il prodotto quale ulteriore fattore di attenzione all’ambiente. Lungo questo percorso sono nate ceramiche a marchio Ecolabel e Leed, piastrelle antibatteriche e autopulenti, materiali che inglobano quote significative di materiali di riciclo, fino a so-

luzioni - come le facciate ventilate - che, grazie a un apposito sistema, consentono di risparmiare energia. Le ricadute sul distretto sono molteplici e spaziano dalla capacità di intercettare flussi crescenti di domanda alla presenza di aziende e figure professionali esperte in tematiche ambientali, per finire con un aspetto non secondario quale l’immagine internazionale delle produzioni made in Italy che, essendo le più attente all’ambiente, sono in grado di distinguersi rispetto ai competitor internazionali». Con quali strategie il distretto sosterrà istanze quali innovazione e internazionalizzazione, fondamentali per il tessuto produttivo? «Il settore investe da anni oltre il 5 per cento del proprio fatturato in innovazione, a testimonianza del fatto che la competizione passa attraverso la capacità di innovare e di innovarsi. Al fianco dell’attività di ricerca delle singole imprese, che resta oggi elevatissima, e dell’innovazione quale ri-  EMILIA-ROMAGNA 2013 • DOSSIER • 65

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