Page 36

DISTRETTI INDUSTRIALI

La ceramica si fa green Il distretto ceramico regionale punta ai mercati extra-europei e guarda a ricerca e green economy come leve per mantenere e incrementare competitività. Ne parla Vittorio Borelli, numero uno di Confindustria Ceramica Francesca Druidi

L’

industria ceramica da rivestimenti concentra il proprio cuore produttivo tra la provincia di Modena e Reggio Emilia e i comuni di Imola e Faenza. Un distretto, quello emiliano localizzato tra Sassuolo, Fiorano, Scandiano, Casalgrande, Castellarano e Finale Emilia, che conferma la propria eccellenza produttiva sui mercati internazionali, a fronte delle criticità del sistema Paese e della crisi generalizzata. Il rallentamento nel 2012 dell’economia dell’Eurozona e le criticità del mercato interno, soprattutto sul fronte del settore immobiliare, hanno portato le aziende del distretto a spingere ulteriormente sul pedale dell’export che, nel primo trimestre 2013, aumenta di circa dieci punti percentuali. Vittorio Borelli, neo presidente di Confindustria Ceramica, illustra le prospettive del distretto, che continua la propria evoluzione orientata all’innovazione, alle nuove tecnologie e alla sostenibilità ambientale e che ha permesso nel 2012 alle aziende associate di confermarsi ai vertici a livello nazionale su questi temi. L’export aiuta il distretto ceramico a con64 • DOSSIER • EMILIA-ROMAGNA 2013

trobilanciare la pesante flessione della domanda interna. Quali sono le previsioni per l’andamento per il resto del 2013? Su quali mercati si orientano maggiormente le imprese? «Esportare l’80 per cento della produzione rappresenta, senza dubbio, un’importante e positiva opportunità per le nostre aziende. Al perdurare della pesante crisi sul mercato domestico - che richiede, senza ulteriori indugi, misure per la ripresa delle costruzioni il nostro settore registra una sostanziale stasi in Europa e tassi di crescita nell’ordine del 10 per cento in Paesi extra europei importanti come Russia, Stati Uniti, Canada, nord Africa, per arrivare a sfiorare il 20 per cento nel caso dell’area del Golfo. Fare previsioni è quanto mai complesso, perché la situazione si evolve a cadenza quasi settimanale, a causa delle pesanti incognite sul fronte valutario e dei debiti pubblici sovrani. Detto questo, c’è fortissima preoccupazione per il mercato interno e cautissimo ottimismo per i mercati esteri». Il distretto ceramico si sta affermando per

Dosser092013