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Federica Guidi

L’energia delle nuove generazioni «La nostra sfida - dichiara Giorgia Iasoni, presidente dei giovani imprenditori di Confindustria Emilia Romagna - è approfittare del cambiamento imposto dalla crisi e rendere il nostro sistema Paese più competitivo e moderno, valorizzando le eccellenze e cogliendo le nuove opportunità» na larga parte delle imprese italiane si appresta ad affrontare un delicato passaggio generazionale. In questi anni le aziende familiari sono state capaci di creare crescita, investimenti, occupazione, e ora hanno affrontato gli effetti di una crisi senza precedenti. «Oggi il modello familiare tradizionale, quello di tipo patriarcale, si è molto evoluto: i nuovi imprenditori - spiega Giorgia Iasoni (nella foto) - sono manager, impegnati in prima persona in ruoli professionali strategici nelle loro aziende. Per chi sta vivendo il passaggio generazionale è utile partecipare attivamente a un movimento come quello dei giovani imprenditori e uscire dalle aziende, coltivare apertura mentale, confrontare culture e appartenenze diverse». Quali sono le più grandi difficoltà che incontrano i giovani imprenditori? «Gli ostacoli sono tanti, a partire dalla disponibilità di capitali, dalla burocrazia, da una domanda in calo, da mercati sempre più difficili da aggredire. Ma sono ottimista. È vero, ci sono tanti giovani in cerca di occupazione, ma se andiamo ad analizzare nel dettaglio le cifre scopriamo che i loro percorsi scolastici si sono mossi per lo più in ambiti lontani dalle esigenze di professionalità delle imprese. Dobbiamo ritrovare quello spirito e quella voglia di fare che hanno consentito all’Emilia Romagna di diventare protagonista dello sviluppo italiano ed europeo». Quali le iniziative di Confindustria sulla formazione dei giovani? E come è possibile avvicinare le nuove generazioni alle imprese? «Da diversi anni promuoviamo, insieme ai giovani imprenditori di tutta la regione, Creiamo l’Impresa, un’iniziativa che vuole stimolare idee imprenditoriali innovative, proprio per avvicinare i giovani al mondo delle imprese e del lavoro. Investire sui

U

giovani significa investire sul futuro della società e delle nostre imprese: per questo noi giovani imprenditori siamo impegnati in numerose attività con le scuole lungo tutta l’Emilia Romagna». In che modo incentivare lo sviluppo di startup e reti d’impresa? «In numerose occasioni, in particolare con gli eventi che abbiamo organizzato a Cortina l’anno scorso e a Mirandola il 15 marzo di quest’anno, abbiamo scelto di mettere al centro la nuova impresa e di dare voce ai giovani startupper che ce l’hanno fatta. Inoltre, collaboriamo attivamente con Smau, che con il Premio Lamarck premia ogni anno alcune tra le migliori startup». Lei è vicepresidente dell’azienda Ecologia soluzione ambiente. In base alla sua esperienza, qual è l’idea d’impresa vincente oggi? «Sono convinta che i fattori determinanti siano, in particolare, quelli dell’innovazione e della continua ricerca di nuovi mercati e opportunità. Essere costantemente all’avanguardia vuol dire sposare la filosofia della ricerca sia sul prodotto che, soprattutto, sulla formazione dei nostri migliori collaboratori. La nostra è un’azienda familiare che ha iniziato una ventina di anni fa con piccoli impianti di depurazione destinati prevalentemente al mercato locale; oggi la filosofia di ricercare continuamente nuove sfide ci ha portato a diversificare la nostra produzione arrivando a progettare, produrre e commercializzare in tutto il mondo anche impianti interrati e non per la raccolta dei rifiuti, soluzioni per la bonifica dei terreni contaminati e impianti di demilitarizzazione. La curiosità e la voglia di fare nutrono costantemente l’azienda e questo è linfa vitale per continuare a lavorare e contribuire a migliorare la qualità della vita».

Come giudica la collaborazione tra strutture accademiche, poli tecnologici e aziende in Emilia Romagna? E come è possibile creare relazioni più strette tra le realtà già esistenti? «Un’azienda è un’entità viva, non avulsa dalla realtà, quindi certamente il contesto territoriale influisce sui suoi successi. Per le nuove imprese, che oggi cercano d’insediarsi nel panorama nazionale e hanno necessità di creare innovazione tecnologica, la possibilità di avere buone strutture universitarie a cui appoggiarsi è fondamentale. Sicuramente un modello più efficace di quello attuale dal punto di vista delle realtà universitarie per quello che riguarda la ricerca di base e applicata, magari sulla scia del modello americano, può realizzarsi, ma occorre sottolineare che già adesso il mondo accademico italiano vanta centri di eccellenza. Ciò che servirebbe è probabilmente una collaborazione più stretta tra università e imprese». EMILIA-ROMAGNA 2013 • DOSSIER • 37

Dosser092013  
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