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Federica Guidi



Non esistono modelli da imitare, occorre annusare il mercato, catturare le opportunità e dare una propria impronta all’attività imprenditoriale

banche sia per l’impossibilità di districarsi nella giungla di norme e permessi richiesti dalla burocrazia italiana. Federica Guidi, attuale vicepresidente di Ducati Energia, il mondo dei giovani imprenditori lo conosce da vicino. Sia per la sua carriera di manager nell’azienda di famiglia (vi è entrata nel 1996), sia per la lunga esperienza come leader dei giovani imprenditori di Confindustria (prima in Emilia Romagna, dal 2002 al 2005, poi a livello nazionale, vicepresidente dal 2005 al 2008 e presidente dal 2008 al 2011). Ai futuri imprenditori, la manager emiliana consiglia «di annusare il momento, il mercato, per catturare le opportunità e dare una propria impronta a quello che rimane uno dei mestieri più belli, ma anche più difficili, del mondo». L’indagine di Italia Startup può diventare un richiamo per le aziende consolidate a investire nelle nuove imprese? «Ho il timore che questo momento congiunturale così difficile, dal quale per ora non vedo una vita d’uscita, condizioni tutto. La voglia d’imprenditorialità, specie tra



i giovani, che è una reazione spontanea alla crisi, si scontra con l’ambiente non favorevole in cui versano anche le aziende più consolidate. Stimolando la nascita d’innovazione e ricerca di nuovi prodotti, le aziende leader del made in Italy dimostreranno di credere nelle startup e nei nuovi modelli di business. Ma ritengo comunque che saranno casi molto rari, che non potranno costituire un nuovo intraprendere». Quale può essere il contributo delle grandi aziende allo sviluppo del potenziale latente d’imprenditoria che ancora non riesce a imporsi nel nostro Paese? «Il ruolo che da sempre le medie e grandi aziende italiane hanno avuto, e che oggi purtroppo manca, è quello di fare da tramite per lo sviluppo di piccole aziende e nuove realtà produttive, trainate da driver di sviluppo e dalle esigenze di mercato che le medie o grandi aziende creavano. Le condizioni in cui tutti siamo annegati fa affievolire la capacità delle grandi aziende di coinvolgere nuove realtà industriali o di far cre-  EMILIA-ROMAGNA 2013 • DOSSIER • 35

Dosser092013  
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