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STRATEGIE

IDENTIKIT DELLE IMPRESE resce il numero delle imprese in regione, ma non è un dato che deve far cantare vittoria. Le aziende registrate in Emilia Romagna alla data del 30 giugno sono, infatti, 470.323, 1.618 in più (lo 0,3 per cento) rispetto al trimestre precedente, ma si tratta dell’aumento più modesto degli ultimi dieci anni. Aprono nuove realtà nel commercio, nei servizi di alloggio, ristorazione e riparazione veicoli. In base allo scenario analizzato da Unioncamere, la recessione continua a colpire le imprese delle costruzioni, della manifattura e quelle agricole. Non riescono a svilupparsi le ditte individuali, segnale evidente del protrarsi di una fase recessiva in cui le aziende meno strutturate faticano a restare sul mercato, anche a causa delle problematiche di accesso al credito. Leggera riduzione anche per le imprese “rosa” dell’Emilia Romagna (-0,4 per cento rispetto al 30 giugno 2012) che comunque dimostrano di saper reggere la crisi e rappresentano il 21,3 per cento del totale delle aziende regionali. Aumentano le società di capitale, mentre in discesa sono le ditte

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individuali. Si contraggono i posti di lavoro nel settore primario e in quello manifatturiero, mentre sempre più donne si impiegano nella ristorazione e nelle attività immobiliari. A pagare uno dei prezzi più alti in questa fase sono le imprese giovanili. Nell’arco di un anno, ne sono andate perdute oltre 2.000, con un calo del 5,4 per cento soprattutto di ditte individuali e società di persone. I settori più vulnerabili si confermano quelli immobiliare, delle costruzioni, del commercio e delle attività manifatturiere. La crisi ha contenuto la crescita, ma non ha arrestato il fenomeno dell’imprenditoria straniera in regione. Al 30 giugno 2013 le imprese attive straniere sono salite ancora, raggiungendo quota 41.764. In un anno sono aumentate di 1.024 unità, pari a una percentuale del +2,5 per cento. L’incremento delle imprese straniere è stato determinato principalmente dall’aumento delle imprese del commercio (+435 unità, +4,4 per cento), nonostante la debolezza dei consumi, e dei servizi di ristorazione. - LT

 se, che chiarisce definitivamente la detassazione degli indennizzi assicurativi, superando interpretazioni capziose e non fondate – ha dichiarato Marchesini –. Si mettono così su un piano di parità di trattamento tutte le aziende che hanno subìto danni dal terremoto». Importante anche lo sforzo condiviso in materia di edilizia, un settore che in regione, nel secondo trimestre 2013, risulta ancora profondamente in affanno, con un volume d’affari in caduta libera del 4,5 per cento rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno, in un peggioramento anche rispetto al trend dei dodici mesi precedenti (-1,5 per cento). Una boccata d’ossigeno potrebbe arrivare dalla nuova legge del settore, approvata in estate dalla giunta regionale e improntata alla semplificazione, che è stata accolta con favore dagli industria-

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