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Il quadro economico

Un obiettivo chiamato ripresa Nonostante i numeri fiacchino ancora il recupero, l’Emilia Romagna continua il suo percorso di rilancio economico. Un ruolo fondamentale lo giocherà la collaborazione e l’unione d’intenti tra industriali, istituzioni e associazioni di categoria Leonardo Testi

a fase recessiva non allenta la morsa in Emilia Romagna. La forte incertezza sulle prospettive di ripresa, la carenza di proposte di politica industriale, che accompagna la costante instabilità politica a livello nazionale, e le pesanti tensioni sul fronte dell’accesso al credito non favoriscono di certo la risalita di un territorio che - non va dimenticato - ha subìto danni ingenti a causa del terremoto del 2012. I dati emersi dalla congiuntura regionale, relativa al primo trimestre 2013, hanno delineato uno scenario fortemente critico. Fatturato, produzione e ordini dell’industria manifatturiera sono, infatti, risultati in deciso calo: -4,7 per cento è stata la flessione della produzione rispetto all’analogo periodo del 2012; il decremento del fatturato a valori correnti si è attestato al 4,8 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. La negatività degli indicatori ha costituito un tratto comune per tutti i settori e le aziende, di qualsiasi dimensione. «Le due recessioni hanno inciso profondamente anche sull’Emilia Romagna – ha affermato il presidente degli industriali della regione, Maurizio Marchesini –. La prima si è manifestata con un calo dell’export, mentre la seconda è stata causata dal crollo della domanda interna, quando invece le vendite all’estero era-

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no tornate a crescere. Per questo, i comparti più vocati all’export hanno risentito meno, ma comunque in modo significativo, degli effetti della più recente caduta della domanda interna». Il numero uno degli industriali emiliano-romagnoli ha sottolineato la necessità di attuare interventi anticiclici di stimolo della domanda e dell’occupazione. Decisiva anche l’azione della Regione, che ha promesso a breve lo stanziamento di risorse per i progetti innovativi delle imprese, i finanziamenti per

le startup, le iniziative per le aree del sisma. Mai come in questo frangente, serve un compatto fronte comune tra istituzioni e attori economici per sostenere il tessuto produttivo. Lo dimostra il successo rappresentato dall’inserimento - in sede di approvazione del decreto legge sull’occupazione - della detassazione dei contributi pubblici, tra cui gli indennizzi e i risarcimenti assicurativi per gli immobili danneggiati dal sisma del maggio 2012. «Si tratta di una norma indispensabile e molto attesa dalle impre-  EMILIA-ROMAGNA 2013 • DOSSIER • 31

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