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Carlo Alberto Roncarati

+3,3% PERCENTUALE DI AUMENTO DELLE ESPORTAZIONI DELL’EMILIA ROMAGNA NEL SECONDO TRIMESTRE 2013 RISPETTO ALLO STESSO PERIODO DELLO SCORSO ANNO Fonte Unioncamere Emilia Romagna su dati Istat

A sinistra, Carlo Alberto Roncarati, presidente di Unioncamere Emilia Romagna

di aumentare di 3mila unità il numero delle imprese esportatrici, in coerenza con il progetto Matricole, lanciato da Unioncamere a livello nazionale». Fondamentale è puntare sulla dimensione aggregativa. Come intervenire nello specifico? «Per cogliere il potenziale di crescita, le camere di commercio promuovono l’aggregazione tra le imprese attraverso i contratti di rete e altri strumenti, quali il ricorso al manager temporaneo per l’export. Abbiamo sostenuto fin dal principio il contratto di rete per le reali potenzialità dello strumento a misura di impresa, in quanto permette alle pmi di rafforzarsi. I principali benefici sono di carattere fiscale, amministrativo e finanziario, ma le reti permettono soprattutto di sviluppare una maggiore competitività, di avviare processi

innovativi e di crescita in modo congiunto, di condividere e tutelare il know-how, di scambiare informazioni e altre risorse per adattarsi alle sfide dei nuovi mercati. Fare rete significa allearsi intorno a progetti, condividendo strutture, processi, conoscenze e decisioni, senza rinunciare all’autonomia dell’impresa. L’accesso al credito è lo strumento principale per accompagnare lo sforzo che stanno compiendo le imprese. Le camere di commercio sono concentrate sul sistema dei contributi per facilitare le pmi nell’ottenimento del credito attraverso i consorzi fidi, che dovranno essere resi più solidi». Cosa si aspetta dal governo? «Davanti all’emergenza occupazione, specie giovanile, il governo ha assunto i primi provvedimenti. Nel “decreto lavoro” un punto centrale è costituito dagli sgravi contributivi

alle imprese che assumono disoccupati sotto i 29 anni. L’esperienza di altri paesi segnala che la via maestra per aiutare i giovani passa dal raccordo tra formazione e mercato del lavoro. Un nuovo modello di crescita sostenibile non può prescindere dai giovani, per i quali raggiungere i livelli di occupazione medi europei è un obiettivo che possiamo e dobbiamo porci. Molte le strade da percorrere». Ad esempio? «Semplificare la riforma dell’apprendistato e ridare slancio ai servizi per l’impiego attraverso una regia unitaria a livello nazionale che veda coinvolti a livello periferico diversi attori, tra cui il sistema camerale. Utilizzando i dati del sistema Excelsior e del Registro delle imprese, le camere di commercio dell’Emilia Romagna sono impegnate a contribuire al raccordo tra offerta proveniente dal mercato del lavoro e domanda di professionalità espressa dalle imprese. Riguardo all’imprenditorialità, appare necessaria l’istituzione di una rete di assistenza alla nascita di nuove imprese, articolata in servizi omogenei, che incoraggino l’innovazione, prevedano un accesso facilitato al credito o a fonti alternative di finanziamento». EMILIA-ROMAGNA 2013 • DOSSIER • 27

Dosser092013  
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