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STRATEGIE

Ritorno alla competitività Fare rete tra imprese ma anche con le istituzioni e le associazioni di categoria. Muoversi compatti per favorire internazionalizzazione, lavoro e start-up. Il punto di Carlo Alberto Roncarati sullo scenario economico emiliano-romagnolo Francesca Druidi

Italia si regge su fragili gambe. «Dall’economia europea arrivano timidi segnali di ripresa, ma la crescita del Pil dell’Eurozona non si estende ancora all’Italia che, unico fra i Paesi del G7, resta in recessione» commenta il presidente di Unioncamere Emilia Romagna, Carlo Alberto Roncarati, che pone l’accento su alcuni scenari di previsione: «si estende la flessione del Pil per il 2013 (da -1,1 a -1,6 per cento); i consumi scenderanno nuovamente più del Pil (-2,4 per cento), la contrazione degli investimenti sarà ampia». Si dovrà attendere il 2014 per la ripresa? «Difficile prevedere quando possa determinarsi un’inversione di tendenza. Sicuramente non presto. La crescita attesa nel 2014 viene lie-

L’

vemente ridotta dall’1 allo 0,9 per cento. Stando alle ultime previsioni, anche il 2014 sarà un anno negativo per l’occupazione. Negli anni Novanta, l’Europa soffrì a lungo della cosiddetta “jobless growth”, la crescita senza occupazione. Soprattutto nel nostro Paese, va evitato che succeda di nuovo». L’export resta un punto di forza dell’Emilia Romagna. Come favorirlo? «Mai come in questa fase, si avverte la consapevolezza che l’export e la proiezione internazionale delle imprese rappresentano una leva fondamentale per riprendere a crescere. La competitività dell’economia regionale non può prescindere dalla capacità di essere presenti sui mercati esteri, soprattutto in quelli dei paesi emergenti attraverso un im-



pegno strutturato, in grado di coordinare la promozione e offrire assistenza personalizzata alle imprese, specie le pmi. La base del sostegno camerale resta improntata a una solida collaborazione con gli enti pubblici per non sovrapporre iniziative e risorse, a cominciare dalla partecipazione a progetti integrati della Regione, e con le associazioni di categoria, lungo le direttrici e i mercati scelti come prioritari dal Comitato regionale export. In Emilia Romagna, l’obiettivo nel triennio è

Abbiamo sostenuto fin dal principio il contratto di rete per le reali potenzialità dello strumento a misura di impresa

26 • DOSSIER • EMILIA-ROMAGNA 2013



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