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IN COPERTINA

 In particolare cosa osserva nell’imprenditoria bolognese? «Secondo me è eccezionale. Trovo che la nostra cultura d’impresa sia l’unica via percorribile per salvare le cose. Da filosofo mi affiderei ciecamente agli imprenditori coraggiosi che ho avuto il piacere di incontrare, a quei capitani d’industria che sostengono il tessuto emilianoromagnolo. Ho sempre pensato che chi sa gestire bene 10 operai è colui a cui potrai affidarne mille. Un mio grande timore è legato al nostro modello di sviluppo, al meccanismo che genererà la ripresa dell’economia». Aspetti, lei ha timore della ripresa? «Certo. Se l’economia riparte senza un radicale cambiamento delle regole tra 50 anni distruggeremo questa Terra. Lo dico come scienziato in primis. Dobbiamo metterci in testa che lo sviluppo, quello vero, potrà avverarsi soltanto se inizieremo a produrre rispettando l’ambiente in cui viviamo. L’economia deve diventare sostenibile. Non si può parlare solo di Pil. Ma anche di energia, di ambiente, di risorse naturali, di sostenibilità sociale». Verrebbe da dire che questo non è l’argomento preferito dai politici. «Per questo ho deciso di puntare sugli imprenditori. Sono molto più ricettivi su questo aspetto di quanto non si voglia credere. Ricordiamoci che in Italia, e lo vediamo bene qui in Emilia Romagna, la classe imprenditoriale, inclusi i medici e le strutture sanitarie, hanno ottenuto risultati incredibili nonostante 22 • DOSSIER • EMILIA-ROMAGNA 2013



Trovo che la nostra cultura d’impresa sia l’unica via percorribile per salvare le cose. Ho sempre pensato che chi sa gestire bene 10 operai è colui a cui potrai affidarne mille

un sistema di burocrazie, fisco, regolamentazioni da azzeccagarbugli che tutto fanno fuorché creare presupposti di sviluppo. La classe dirigente si è appiattita sul mondo finanziario trascurando chi, sul territorio, crea il benessere. E mi riferisco agli imprenditori, ai professionisti, ai lavoratori, ai ricercatori universitari. Fare impresa e creare sviluppo in Italia è una sfida. Difficilissima. Ma non impossibile». Da uomo di scienza, ha sintetizzato la sua filosofia in una formula. «Si tratta di “R(em)2 a+”. Questa rap-



presenta un insieme di concetti a mio avviso fondamentali per il rilancio del sistema Paese. La “R” sta per “relax” e ci indica la necessità di agire con duttilità, scevri da condizionamenti e pregiudizi; la “(em)” sta per empatia, dunque il sentimento del sentire comune, nell’immedesimarsi nel prossimo; la “a” sta per azione. La mia speranza, ripeto, è quella di vedere una reazione da parte dei cittadini al fine di ingranare uno sviluppo reale, sostenibile, orientato verso un futuro privo di burocrazie inutili e fondato sulla meritocrazia».

Dosser092013  
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