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Ester Schiaffonati



Promuoviamo una comunicazione interna frequente che permette un confronto sia tra gli anziani che tra la singola persona e gli operatori della struttura

Un altro progetto è “Tutti al cinema”. «Gli anziani che lo desiderano possono scegliere dei film a loro graditi da proiettare nella sala adibita al piano terra, mentre per gli anziani confusi o cognitivamente compromessi, si scelgono film brevi o documentari che aiutano a ricordare e ad allenare la loro memoria. Il senso del progetto è di stimolare in loro l'ansia di un appuntamento e di conseguenza avere l'aspettativa del domani». All’interno della struttura si sono attivati altri due progetti per promuovere una comunicazione interna frequente che possa permettere un confronto sia tra gli anziani, ma anche tra la singola persona e gli operatori della struttura. «Per quanto riguarda il primo aspetto è stato istituito il progetto “La riunione dei sempre in gamba”, una sorta di riunione di condominio con cadenza mensile,



vero e proprio luogo di dibattito, confronto e dialogo tra tutti i residenti di Villa Verde, un modo simpatico, ma molto efficace di comunicazione interpersonale e di gruppo. Il secondo progetto di comunicazione interna implementato – prosegue Schiaffonati - vede come attori il singolo anziano e l’animatore in un confronto a quattr’occhi. Avere un rapporto biunivoco in questo senso permette all’anziano di poter evidenziare in maniera autonoma e volontaria le sue opinioni sulle attività promosse, far comprendere all’animatore come si predispone verso determinati progetti e cosa vorrebbe aggiungere a quelli esistenti, ma il vero obiettivo di queste riunioni a cadenza quindicinale è mettere la persona anziana al centro della struttura, uno spazio intimo dove l’anziano parla di sé, si sfoga e gli si dà importanza, colmando la sua voglia di attenzione». Confronto, dialogo e comunicazione sono considerati fondamentali al centro di Villa Verde. «Rappresentano – conclude Schiaffonati – il modo più efficace per garantire il benessere degli anziani, delle loro famiglie e di tutta la comunità rispettandone sia la dignità di persone, che i desideri. È in questo modo che riescono a sentirsi ancora padroni della loro vita». EMILIA-ROMAGNA 2013 • DOSSIER • 203

Dosser092013