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Gabriele Cesari

cesso quest’inverno nella porzione emiliana del nostro Appennino è impressionante: migliaia di smottamenti e frane hanno interessato superfici estese di terreno collinare e montano, certamente per effetto di un periodo piovoso particolarmente intenso, ma anche per l’assenza di adeguati interventi di manutenzione del territorio e di riassetto idrogeologico. Ma la nostra regione è interessata fortemente anche dal rischio alluvioni ed esondazioni e dal rischio erosione della costa». Molti edifici pubblici non sono a norma. Come affrontare questo pericolo? «Occorre anzitutto prendere coscienza del grado di sicurezza degli edifici in cui viviamo e lavoriamo. Se lo

sappiamo, certamente ci interesseremo di fare il necessario, ad esempio, ci informeremo sul costo di adeguamento sismico dell’edificio, cercheremo i fondi per farlo, promuoveremo un’adeguata educazione su come comportarci. Noi ci stiamo interrogando sempre di più in questo senso, per dare il nostro contributo trasferendo le nostre conoscenze a chi sta pensando di realizzare o ristrutturare una casa. Siamo certi che le conoscenze e le tecnologie per costruire in modo antisismico ci sono, occorre la volontà di farlo». Le risorse pubbliche purtroppo sono sempre più basse. Come conciliare spesa e messa in sicurezza delle

strutture? «Respingo categoricamente l’assunzione che le risorse pubbliche siano sempre minori. Mi risulta che le tasse che pagano cittadini e imprese siano semmai aumentate nel corso degli ultimi decenni, né mi sembra che la spesa pubblica sia stata diminuita. Per fare un esempio, è chiaro che se nella nostra regione aumentiamo la spesa per la sanità o per l’istruzione (temi certo importantissimi) diminuiamo le risorse per altre finalità. Così come, se nel nostro comune organizziamo più spettacoli in piazza o paghiamo di più i dirigenti del nostro ente, avremo meno fondi per adeguare sismicamente una scuola o mantenere la rete di regimazione di una strada collinare. A mio avviso pertanto è solo un problema di priorità nell’utilizzo delle risorse. E a mio modo di vedere la sicurezza delle persone, delle strutture e delle infrastrutture ha un peso molto elevato e dovrebbe essere messo sempre tra le priorità».

Alessandro Martelli, presidente dell’Isso, International seismic safety organization, e dell’associazione Glis

EMILIA-ROMAGNA 2013 • DOSSIER • 183

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