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Xxxxxxx Xxxxxxxxxxx L’INTERVENTO

Il lavoro è creare lavoro di Guido Carella, presidente Manageritalia

i affanniamo a pensare, ipotizzare e tentare tutte le strade possibili per creare lavoro. Ma sembra che nessuno sappia più come e perché il lavoro, ma soprattutto la crescita economica, si crea e si distrugge. Qualcuno pensa che basti un incentivo. Qualcun altro ritiene che servano leggi su leggi, quasi che crescita e lavoro si creino per decreto. Pensiamo di governare il lavoro, cosa mai data in natura, e non sappiamo creare e governare le condizioni che ne sono alla base. Oggi, anche negli Stati Uniti, ci sono città e intere aree geografiche che, ancorate a un’economia e un lavoro di decenni fa, sono al collasso (si pensi alla bancarotta di Detroit). La manifattura è in calo in ogni dove, soprattutto quando non sa più fare innovazione, quella che invece l’ha spinta partendo da zero per tanti anni. La finanza è isolata e fine a se stessa, incapace di dare impulso vitale agli altri settori. Qua e là per il mondo, sempre meno in Italia, ci sono però intere città e aree geografiche che crescono e creano sviluppo, lavoro e ricchezza. La famosa Silicon Valley continua a essere l’economia più dinamica d’America e del mondo. L’ingrediente? Innovazione e conoscenza, veri motori della moderna economia basata non più sulla produzione di beni materiali. E oggi ancor più di ieri questa nuova economia vincente tende all’aggregazione geografica. Città e regioni che si popolano di lavoratori qualificati e imprese innovative e ne attirano, come le api sul miele, sempre di più. Perché oggi, ma anche ieri, pensiamo ai nostri distretti o al Rinascimento, il successo di un’azienda non dipende solo dalle qualità sua e dei suoi lavoratori, ma anche dall’ecosistema economico e sociale nel quale è inserita. Questi luoghi diventano uno stimolo e un incubatore ricco di idee e di tutto quanto serve per creare nuove idee e nuovi modi di fare impresa.

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Insomma, se guardiamo a quello che stiamo facendo noi oggi in Italia non possiamo che concludere che non ci siamo. Ignoriamo e non presidiamo formazione, ricerca, infrastrutture, cultura eccetera. Non creiamo le condizioni per crescere. Allora gli attori del mondo economico e sociale hanno un grande ruolo. Fare sindacato e rappresentanza è oggi ancora più indispensabile per mettere l’ecosistema nelle condizioni di preoccuparsi solo di crescere. Manageritalia e Confcommercio hanno appena prorogato la scadenza del contratto dirigenti del terziario di fine 2013, rimandando tutto alla fine del 2014. Abbiamo congelato gli aumenti economici e manutenuto welfare e workfare contrattuale, insistendo su programmi di formazione e politiche attive a supporto di dirigenti alla ricerca di un nuovo incarico e aziende che vogliono aumentare la competitività e cogliere nuove opportunità. Abbiamo rinunciato ad aumenti contrattuali, ma puntato a creare le condizioni migliori perché aziende e manager possano continuare a lavorare sinergicamente e in tranquillità. Insomma, questa è la strada da seguire. E se non sappiamo cambiare le logiche che guidano le nostre azioni, sarà impossibile cambiare il Paese. Forse, al rientro dalle ferie, dovremmo ripartire da qui. EMILIA-ROMAGNA 2013 • DOSSIER • 15

Dosser092013