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DossER042012

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L’export traina l’engineering italiano Un business globale basato su soluzioni integrate, strumentazione elettronica, pneumatica e linee vapore per l’industria farmaceutica e alimentare. Che ora si è espanso anche verso le tecnologie per la produzione di energia da scarti agricoli e zootecnici. Il punto di Andrea Sgargi, direttore generale di Smc Valerio Germanico

Andrea Sgargi, direttore generale della Smc Srl che ha sede a Collecchio (PR) www.smcsmc.it

siste una costante nell’attuale situazione economica italiana. La costante è che la maggior parte delle imprese in attivo cresce principalmente grazie all’export. L’altra faccia della medaglia è che se queste stesse imprese avessero come loro unico mercato di riferimento quello interno, probabilmente avrebbero già interrotto l’attività. Gli imprenditori hanno una percezione distinta della situazione, come afferma Andrea Sgargi, direttore generale della Smc di Collecchio, in provincia di Parma: «Mentre lo scenario del mercato nazionale è decisamente negativo, è possibile riuscire a ottenere importanti risultati all’estero. Nel 2011, infatti, la nostra azienda, grazie a un fatturato che per l’80 per cento dipende dalle esportazioni, è riuscita a centrare una crescita del 23 per cento. E all’interno di questo dato è contenuta inoltre un’importante verità: fra i prodotti che la nostra divisione trading ha esportato sono cresciuti di più (del 30 per cento a volume)

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