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IL COMPARTO AGRICOLO

Più attenzione per l’agricoltura e per il suo indotto La Valle del Sele, rappresenta il polmone produttivo dell'agricoltura salernitana e dell’intera economia della provincia. Ha favorito la crescita dell’agricoltura campana e dell’indotto a essa legato. Massimo Di Vincenzo ne descrive la situazione attuale Francesco Bevilacqua

na volta era un territorio malsano e paludoso, oggi è una delle aree più importanti del comparto agricolo italiano. È la Piana del Sele, formata dell’importante fiume campano che scorre nella provincia di Salerno. Oltre a rappresentare uno dei centri trainanti del settore, questo comprensorio ha generato un indotto notevole che, garantendo benessere e prosperità alle zone limitrofe, ha alimentato molti tipi di attività e favorito lo sviluppo di diverse aziende del territorio. Una di questa è la Ica Plastica di Bellizzi, che commercializza strumenti per la produzione agricola. Massimo Di Vincenzo è il titolare della società, che amministra insieme alla moglie Grazia Palladino.

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Massimo Di Vincenzo, titolare della Ica Plastica Srl di Bellizzi (SA) www.icaplastica.it

112 • DOSSIER • CAMPANIA 2011

Lavorando a stretto contatto con il comparto agricolo cilentano, che idea si è fatto della situazione in cui versa? «La Piana del Sele rappresenta uno dei territori più produttivi e importanti del Salernitano. Alle produzioni storiche di ortaggi, frutta e verdura, negli ultimi anni si è affiancato, sviluppandosi fortemente, il mercato delle insalatine, in particolar modo della rucola, tanto da rendere il territorio compreso tra Battipaglia, Bellizzi e Pontecagnano uno dei principali poli produttivi d'Italia per quanto riguarda queste colture. Ciononostante, oggi più che nel passato i nostri agricoltori risentono della crisi del settore, che sta stringendo sempre più la sua morsa. Problemi quali carenze strutturali, concorrenza proveniente dagli altri paesi e politiche agricole sbagliate fanno sì che il sostegno economico fornito non sia altro che un mero palliativo. Esso infatti non può sostituire un’adeguata pianificazione strutturale che parta dalla presa di coscienza della vitale importanza che l’agricoltura riveste per l’economia del nostro paese». Cosa suggerisce? «A noi che siamo quotidianamente a contatto con questa realtà risulta evidente che se non ci saranno dei cambiamenti radicali e decisi nell’impostazione e nella gestione del problema, si rischierà seriamente di perdere la prima grande ricchezza che dà vita e tiene in piedi ancora oggi l’agricoltura, ovvero la passione, l’amore per la terra e la tenacia dei contadini, ormai stanchi e disillusi. Un tale cambiamento può essere innescato solo da una presa di posizione seria da parte dei protagonisti della politica italiana, che sino a ora sono stati colpevolmente incapaci di affrontare la situazione». Quali sono i prodotti che trattate e com’è

Dossier Campania 10 2011  

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