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Giuseppe Martinelli

dopo la fusione». Quindi ci sono lavorazioni diverse secondo le caratteristiche delle varie materie prime? «Esattamente. Il nostro ciclo produttivo prevede che si svolgano differenti lavorazioni a seconda della tipologia della materia prima in arrivo. Per esempio, il carter motoristico, dopo un’ulteriore selezione, viene deferrizzato; per quanto riguarda la famiglia dell’alluminio frantumato, esso viene sottoposto, prima di essere immesso nei forni, a un processo di essicazione mediante un impianto appositamente dimensionato che ha la duplice finalità: depurare la lega da elementi inquinanti quali plastica, gomma, oli ecc. e aumentarne la resa industriale in termini di produzione. Il diagramma di flusso del nostro processo produttivo è stato prima verificato negli ambienti di lavoro e



Per garantire la sicurezza e la qualità del prodotto eseguiamo rigorosi controlli in tutte le fasi: in ingresso, durante tutti i processi di lavorazione e prima della consegna



successivamente è stato recepito nelle procedure del sistema di gestione integrato Qualità/Ambiente/Sicurezza». Qual è il vostro ritmo produttivo? «Lo stabilimento è programmato per lavorare a ciclo continuo per sei giorni a settimana, impiegando cinquanta persone tra diretti e indiretti; la capacità massima produttiva è stimata in 2.500 tonnellate al mese. Recentemente ho proceduto a effettuare una ricognizione del processo produttivo – consolidatosi in oltre vent’anni di attività. La scelta di procedere a un riscontro sul campo è stata fatta per evidenziare eventuali miglioramenti da apportare al flusso di lavoro, individuando nel contempo quelli da preservare, perché coerenti con la nuova logica industriale. All’interno di questa ricerca di miglioramento

prestazionale è stata posta particolare attenzione agli aspetti che riguardano la sicurezza e l’ambiente, per questo ci siamo dotati di un sistema di gestione integrato Qualità, Ambiente e Sicurezza, ottenendo la certificazione Uni En Iso 9001:2008. Prossimo obiettivo in fase di studio è la certificazione alla norma 18000 riferita appunto a un processo procedurato nel campo della sicurezza sui luoghi di lavoro». Dunque c’è da parte vostra un impegno particolare per la salvaguardia del contesto locale. «La mia filosofia mi induce a ritenere che un’azienda deve integrarsi nella maniera migliore rispetto al contesto dove essa è collocata. Sono altresì convinto che la crescita del tessuto industriale e la tutela del patrimonio ambientale raffigurino un binomio per garantire uno sviluppo sostenibile. Il nostro impegno costante ci ha permesso di ottenere l’importante certificazione ambientale dell’unità produttiva (Uni Iso 14001:2004) e inoltre la società è in possesso dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA)». CAMPANIA 2011 • DOSSIER • 91

Dossier Campania 10 2011  

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