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Biagio Liccardo

Biagio Liccardo, amministratore unico della Liccardo Manufacture Srl di Teverola (CE) www.liccardomanufacture.com

tare i danni, registrando un calo della produzione pari a circa il 10 per cento, a fronte di una percentuale che oscilla tra il 20 ed il 30 per cento per altri distretti produttivi situati in regioni come Veneto, Marche, Puglia e Toscana. Al di là di questo risultato, però, permangono situazioni di disagio diffuso, dovute principalmente alle difficoltà che le imprese locali, soprattutto aziende familiari di piccole e medie dimensioni, incontrano nell’accesso al credito, non riuscendo così ad attuare quelle politiche di sviluppo e innovazione necessarie per non perdere competitività sul mercato». Cosa dovrebbe cambiare, dunque, nel rapporto tra imprese e istituzioni e come si potrebbero agevolare le aziende campane in questo momento di congiuntura negativa? «In alcuni paesi quali Stati Uniti, Gran Bretagna e Germania, storicamente a forte trazione industriale, si sta affrontando la crisi sostenendo in primo luogo il comparto manifatturiero, mentre in Italia le istituzioni sembrano non aver ancora recepito questa necessità, in particolare al sud. Sono infatti tantissimi gli artigiani campani che quoti-



La nostra è una delle poche aziende al mondo a essere dotata di macchinari robotici integrati in un processo produttivo di tipo artigianale



dianamente si trovano a dover combattere una guerra in perfetta solitudine, contro un nemico difficile da individuare e quindi da affrontare. Il rischio è che questo immobilismo possa provocare danni irreparabili per il tessuto produttivo locale, anche e soprattutto in chiave futura. Le imprese, in questo particolare momento, hanno bisogno di un sostegno concreto da parte della politica, più volte manifestato a parole ma che nei fatti tarda ancora ad arrivare». La Liccardo Manufacture, nella realizzazione delle sue calzature, collabora attivamente con diverse realtà locali. Quanto conta per la vostra impresa il legame con il territorio? «Lavoriamo in stretta sinergia con ben quattro tomaifici, con un indotto che dà lavoro a circa 450 persone. Sul nostro territorio, infatti, sopravvivono ancora numerose realtà  CAMPANIA 2011 • DOSSIER • 79

Dossier Campania 10 2011  

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