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OCCUPAZIONE



L’incentivo va a quelle aziende che riprendono i cassa integrati in deroga e finanziano anche la formazione per riqualificarli



 e dottorandi del sistema universitario pub-

534

mln PIANO

L’investimento complessivo a cui ammonta il piano straordinario per l’occupazione “Campania al Lavoro!”

8,5

mln

RISORSE Il finanziamento rivolto alle università per i dottorati in aziende sostenuti dalla Regione Campania

blico affinché svolgano la tesi di dottorato presso le piccole e medie imprese principalmente. Ciò significa che per tre anni saranno sostenuti dalla Regione Campania che coprirà tutti i costi». Come cambia in tal modo il rapporto tra università e imprese? «Attraverso questa strada avviene un trasferimento di competenze che permette di capire alle piccole e medie imprese, cosa significa investire su un capitale umano di qualità. Pensiamo a giovani giuristi, economisti e via dicendo all’interno di aziende con meno di cinque dipendenti che a loro volta avranno un’occupazione di qualità e potranno migliorare in tema di formazione degli imprenditori. C’è, infatti, un’assoluta sovrapposizione tra proprietà e gestione, mentre sempre più spesso servono competenze tecniche per business plan, contrattazioni con i fornitori, investimenti internazionali. Se le imprese non dispongono di queste risorse, rischiano di cadere in molte difficoltà».

66 • DOSSIER • CAMPANIA 2011

Secondo il rapporto Formez 2011, le politiche anticrisi della Campania sono le più efficaci d’Italia. Eppure, il rapporto Svimez 2010 ha collocato la Regione all’ultimo posto a livello nazionale. Quali contraddizioni permangono sul territorio? «Il dato di fatto è che accanto a questi numeri positivi di “Campania al Lavoro!”, abbiamo comunque persone per strada, crisi occupazionale e altri problemi. Non vuol dire che tutto va bene infatti, ma semplicemente che le cose stanno migliorando. Le criticità rispondono ad una realtà diversa rispetto a ciò che stiamo facendo. Abbiamo due grandi comparti di crisi: la pubblica amministrazione e il sistema della grande impresa tendenzialmente sovranazionale. Nel primo caso scontiamo il gonfiamento degli organici avvenuto per anni, con attività che spesso non hanno avuto un vero significato e hanno comportato una dispersione di risorse e successivi e frettolosi tagli al personale. Stiamo gestendo questo tipo di processo per trovare una linea unitaria volta al recupero di funzioni che consentano a queste strutture di razionalizzare gli interventi. Il senso è: un soldino in meno ma lavoro per tutti, con un’allocazione prospettica rispetto al futuro. Nel secondo caso, il piano per il Lavoro è stato approvato da tutte le parti sociali regionali e l’obiettivo è di trovare una condivisione a livello nazionale».

Dossier Campania 10 2011  

dossier campania

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