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Luigi Cesaro

Luigi Cesaro, presidente della Provincia di Napoli

evento come una delle perle che caratterizzeranno l’area metropolitana nel prossimo biennio. Ospiteremo infatti oltre all’America’s Cup, il World Urban Forum nel 2012 e il Forum delle Culture nel 2013. Sono convinto che i problemi di un’area e di una Città non si risolvono solo con gli eventi straordinari, ma in questa fase ritengo sia quanto mai opportuno affiancare a un lavoro quotidiano che ci deve portare alla corretta gestione dell’ordinarietà, anche eventi speciali che aiutino l’economia del territorio a un rilancio, che vista la situazione economica globale necessita di idee innovative e di

opportunità aggiuntive». Dal punto di vista delle strutture quali interventi sono necessari per ospitare l’evento? «È indubbio che dovranno essere create strutture a mare per ospitare i catamarani e le barche dell’organizzazione e di coloro che sono richiamati dall’evento sulle nostre coste. Parallelamente, a terra bisognerà lavorare per la logistica dell’organizzazione, delle televisioni e dei mass media in generale. Affianco a ciò è ovvio inoltre che stiamo pensando a una serie di eventi paralleli sul fronte dello spettacolo e della cultura. Il territorio sarà principalmente quello di Bagnoli, in attesa di un progetto di riconversione del territorio dai tempi della dismissione dell’Italsider e della Cementir. Stiamo, insieme a tutti i partner pubblici e privati, studiando le soluzioni migliori. Come si suol dire, i lavori sono in corso, ma mai come in quest’occasione il classico cartello “stiamo lavorando per voi” è veritiero». Quali sono le previsioni di un ritorno economico derivante da questo evento? «Gli studi di fattibilità, sempre utili, in casi come questo, vengono superati dall’evidenza delle cose. Il ritorno da un punto di vista turistico è

quanto mai chiaro, specie per un territorio che come detto, aveva bisogni di una bella “ripulita” della propria immagine. Ma se vogliamo approfondire l’analisi, il ritorno sarà molteplice. Oltre ai benefici che l’economia turistica registrerà, non sottovaluto l’occasione di una spinta allo sviluppo dell’area occidentale della Città che offre possibilità grandiose. La Coppa America poterebbe essere in piccolo quello che per Barcellona sono state le Olimpiadi. Inoltre c’è anche un aspetto psicologico da mettere in conto. Napoli è una città che in questi ultimi anni ha rischiato di avvilupparsi su se stessa, schiacciata da problemi ambientali e da una situazione lavorativa difficile: la Coppa America e tutto ciò che si muoverà nei prossimi anni, servirà anche al napoletano per tornare a credere in se stesso e riacquistare una fiducia indispensabile per amare, curare e coltivare il territorio che vive. L’urlo edoardiano “Fujtevenne” in questi anni si è concretizzato, e in molti sono andati via da Napoli. La mia speranza è che l’esodo si fermi e nell’area metropolitana tornino cervelli e braccia indispensabili per lo sviluppo e il rilancio». CAMPANIA 2011 • DOSSIER • 207

Dossier Campania 10 2011  
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