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In programma ci sono importanti investimenti che serviranno a potenziare i collegamenti su strada e su ferro dei due principali porti della Campania

traffici del 170%. Oggi come stanno le cose? «Nonostante la grave crisi economica mondiale, i nostri porti sembrano aver retto bene l’onda negativa. Basti pensare che, ad esempio, il porto di Napoli nel 2010 rispetto all’anno precedente ha registrato due milioni e mezzo di tonnellate in più nei traffici commerciali e circa 16.500 teus in più per quanto riguarda i container. Nello stesso periodo il porto di Salerno ha avuto un incremento del 13,8% del totale delle tonnellate movimentate». Il complesso sistema portuale campano ha molti punti di forza ma anche diverse carenze. Su cosa crede sarà necessario intervenire? «Come dicevo prima, abbiamo in programma importanti investimenti che serviranno a potenziare innan-

zitutto i collegamenti su strada e, soprattutto, su ferro dei due principali porti della Campania, in modo da trasformarsi con gli interporti in un’unica grande piattaforma logistica integrata, in grado di svolgere un ruolo strategico nel Mediterraneo, grazie anche alla felice posizione geografica centrale. Inoltre si stanno risolvendo i problemi relativi al dragaggio dei fondali e alla carenza delle banchine, a cominciare dalla grande darsena di levante, che sta finalmente partendo, e che consentirà anche alla navi portacontainer di più grandi dimensioni di attraccare nel porto di Napoli. Certamente dovranno migliorare ancora le condizioni del waterfront e del molo Beverello, mentre sono a buon punto i lavori della stazione marittima di Salerno, che la Regione ha finanziato con i



fondi europei. Stiamo cercando infine di recuperare il molo San Vincenzo, finora parte del demanio militare». Il sistema portuale è anche volano del turismo: ogni anno la Campania propone il “metrò del mare”, il servizio che permette di raggiungere la costiera amalfitana. Sono previsti potenziamenti per la prossima stagione? «Quest’anno il servizio, che ha una valenza prettamente turistica, è stato gestito dall’assessorato regionale al Turismo, così che le risorse risparmiate dal settore trasporti si sono potute utilizzare per i servizi di collegamento marittimo ordinari, alle prese, come quelli su ferro e su gomma, con una difficile situazione, dovuta ai tagli dei trasferimenti governativi e alle condizioni del bilancio regionale che abbiamo ereditato dal passato».

In apertura, il porto di Napoli. A sinistra, Sergio Vetrella, assessore regionale ai Trasporti, viabilità attività produttive

CAMPANIA 2011 • DOSSIER • 195

Dossier Campania 10 2011  

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