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APPALTI

 realizzazione, incontrano diffi- disponibilità della quota di co- delle banche ad accettarli. È una coltà che la stessa amministrazione appaltante non aveva messo in preventivo. Sono, queste, situazioni, in cui il contenzioso diventa inevitabile. Ma posso assicurare che, da imprenditori, non viviamo di contenzioso, ma di valore aggiunto creato dalla nostra opera». Le previsioni del comparto dell’edilizia ribadiscono come la situazione persista nel mantenersi negativa e non solo per l’anno in corso ma anche per il prossimo. La situazione rimane così difficile anche in Campania? «Dico soltanto che operiamo in una regione che sul plafond 2011 dei fondi europei, unica fonte a cui è davvero possibile per sviluppare investimenti e creare sviluppo, ad oggi ha speso il 4,6% e si prevede che a consuntivo dell’anno non si vada oltre un misero 6%. L’in-

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finanziamento regionale, il 15% sull’ammontare degli investimenti, sta bloccando la possibilità di intervenire concretamente, con finanziamenti europei già deliberati. Una situazione paradossale, se si pensa che è questa l’unica maniera attraverso la quale si potrebbero recuperare risorse per investimenti. In un quadro simile, non è possibile professare ottimismo o coltivare attese per una ripresa a breve». Quali a livello regionale i provvedimenti urgenti per superare gli ostacoli normativi e burocratici che impediscono lo sviluppo del settore delle costruzioni? «Per noi è importante ottenere la disponibilità degli enti pubblici appaltanti a certificare i crediti, in modo da poterli cedere in pro soluto alle banche, fermo restando la disponibilità

precondizione per avere imprese vive, piuttosto che assistere al loro fallimento, sulle quali puntare per un rilancio che, a livello regionale, non può non passare per la rapida realizzazione delle opere immediatamente cantierabili che hanno una chiara utilità sociale. Iniziative come il completamento della linea 1 della metropolitana di Napoli e l’avvio della tratta che porta all’aeroporto di Capodichino, l’apertura dei cantieri dei grandi progetti “Più Europa” e quello che riguarda la riqualificazione del centro storico di Napoli, sono solo alcuni fra i tanti esempi di iniziativevolano di sviluppo e di grande beneficio per l’attività sul territorio. È anche necessario rilanciare l’edilizia popolare in Campania, un terreno sul quale la Regione ha cominciato a muoversi nella giusta direzione».

Dossier Campania 10 2011  

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