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Antonio Montanari

È necessario un ripensamento totale del sistema di produzione del pasto che in sé è ancora di tipo artigianale, ma può essere da un lato razionalizzato e dall’altro rinnovato nell’ottica di una sostenibilità globale

nari – è necessario che tutto il settore e tutta la filiera dal prodotto base, alla produzione, al consumo siano oggetto di un avanzamento. Tutto ciò potrebbe trovare certamente attenzione nell’Expo 2015 se tutti ci lavorano con logica e coerenza, ma è necessario che la questione sia affrontata con professionalità e cultura tecnica che oggi in Italia è carente. La sicurezza e sostenibilità del prodotto pasto finale è il risultato di un processo sistemico in cui tutti gli elementi devono trovare il loro equilibrio evitando squilibri o il prevalere di alcuni fattori rispetto ad altri».

Tutto ciò deve comportare anche una base di ricerca sotto il punto di vista della distribuzione. «Per me il termine distribuzione significa come produrre e distribuire un pasto: al tavolo, al selfservice, con un free flow, o con altri sistemi. È ciò che il progetto innovativo deve studiare particolarmente. Oggi il pasto è una componente del “mangiare fuori”. Tutti mangiamo fuori, quindi anche il bar, il ristorante, il centro commerciale, e altre forme come i chioschi, contribuiscono e devono essere pensate per tale processo. Parlare quindi di ricerche nel settore della distribuzione per me significa trovare nuove forme di offrire un pasto. Tali ricerche sono in atto soprattutto per legare l’ambito della produzione agroalimentare con l’ambito della produzione del pasto ovvero i tempi e i modi della sostenibilità e della filiera corta». LOMBARDIA 2012 • DOSSIER • 117

DLombardia122012  
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