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Mario e Barbara Scheggia

dualmente meccanizzato, non sono mai stati completamente abbandonati i vecchi metodi artigianali», spiega Barbara. Il settore del lusso è stato meno colpito dalla crisi rispetto ad altri, ma la concorrenza straniera, soprattutto cinese (che Barbara definisce “concorrenza sleale”) si è fatta sentire anche qui, in un settore, quello calzaturiero, fiore all'occhiello della produzione artigianale italiana. «In Italia il costo del lavoro è uno dei fattori più critici per le imprese, fattore che compromette seriamente la nostra competitività internazionale. L’unico punto di forza, a nostro avviso, è il rafforzamento del made in Italy, l’unico valore aggiunto che ci permette di non perdere quote di mercato e di provare ad “aggredire” nuovi mercati – spiega Mario – il nostro fatturato è in aumento perché vendiamo il 70 per cento all'estero, dal Medio Oriente all’America. Il prossimo obiettivo è la Cina». Del resto, interviene Barbara «La nostra scarpa è un prodotto interamente made in Italy, con tutte le fasi di lavorazione svolte all’interno della fabbrica marchigiana di Montegranaro». L’altissima qualità del prodotto è il risultato della fusione tra materiali pregiatissimi e l’espe-

L’altissima qualità del prodotto è il risultato della fusione tra materiali pregiatissimi e l’esperienza decennale delle maestranze

rienza decennale delle maestranze. Nella realizzazione si parte dal taglio manuale dei pellami e delle fodere (basti considerare che ogni paio di scarpe è composto in media da 40/50 pezzi diversi); questi pezzi passano al reparto giunteria, dove vanno cuciti insieme per ottenere la tomaia; alla forma rivestita vengono applicati il sottopiede, il contrafforte, il puntale: qui il vero “calzolaio”, prima di mettere i semilavorati nella macchina, deve lavorare con martello e chiodini; successivamente vengono applicate le suole e i tacchi. «Anche le suole in cuoio sono realizzate all’interno della nostra fabbrica – spiega Mario con un certo orgoglio – Il lavoro è su base stagionale, a Marzo si presentano le collezioni invernali e a Settembre quelle estive. Ogni sei mesi, la prima fase prevede la ricerca di nuove tendenze e nuovi materiali per la realizzazione di nuovi campionari. Poi vengono realizzati i prototipi da presentare alle fiere di settore come Milano, Mosca, New York». LOMBARDIA 2012 • DOSSIER • 79

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