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EXPORT

La rotta dell’export? Cina e Russia Dalla provincia marchigiana al centro di Milano. E ora l’idea è raggiungere la Cina e la Russia. Lavorazione artigianale e grande attenzione per i dettagli sono i fattori su cui puntare per l’espansione a Est. L’esperienza di Mario e Barbara Scheggia Daniele Sabbi

Italia, primo produttore di calzature nell’Unione Europea e quarto Paese esportatore a livello mondiale, è da sempre leader indiscusso tra i produttori di fascia alta. Con oltre 5.600 aziende e più di 80.000 addetti, il calzaturiero è uno dei pilastri dell’artigianato made in Italy, sfruttando quelle che sono le caratteristiche del sistema economico italiano: tradizione, know how e una struttura di piccole aziende capaci di organizzarsi in filiera produttiva. Un esempio di successo arriva dalle Marche, re-

L’

In alto, il negozio Mario Bruni nel cuore di Milano. Nelle altre immagini, alcune fasi di produzione delle calzature www.mariobruni.it

gione nota per l’industria pellettiera, vinicola e mobiliera: imprenditori dalle idee chiare e forte cultura artigianale. «La crisi economica si combatte con la qualità dei prodotti e con il made in Italy, quello vero». L’ennesimo slogan? Non proprio. Perché a teorizzarlo sono due imprenditori che in questa formula hanno creduto fin dalle origini: parliamo della famiglia Scheggia, titolare del marchio calzaturiero Mario Bruni. Un’avventura che nasce nel 1935 a Montegranaro, nel Sul della regione del Conero, dove viene fondato il calzaturificio F.lli Scheggia con una produzione artigianale giornaliera di circa trenta paia. Sulla scia del grande sviluppo economico che ha interessato l’Italia negli anni 60 e 70 l’azienda ha cominciato ad espandersi sempre più, trasformandosi nell’attuale calzaturificio Spring. Dalla combinazione dei nomi dei primi titolari Mario e Bruno Scheggia nasce Mario Bruni, marchio ormai affermato a livello internazionale. Per tenere fede al cognome, invece, i due bruciano le tappe a grandi falcate: «Attualmente, con circa 80 dipendenti, la produzione ha raggiunto le 600 paia giornaliere e nonostante negli ultimi anni il processo produttivo sia stato gra-

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