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INTERNAZIONALIZZAZIONE

❯❯ locale. Per questo, per noi, riveste massima importanza il capitale umano, che deve essere tenuto in grande considerazione, sia nella sede italiana che nelle unità estere. Non a caso ci vantiamo di mantenere gli stessi standard nei rapporti con i nostri dipendenti in tutto il mondo». Come vede la differenza tra internazionalizzazione e delocalizzazione? «Ciò che facciamo all’estero ci permette di aumentare la nostra attività in patria, aumentando in numero e in qualità il personale impiegato nell’unità italiana. La differenza con la delocalizzazione, per noi, sta in questo. Abbiamo centralizzato la ricerca e lo sviluppo e gli acquisti. La vera internazionalizzazione, poi, emerge quando la vendita viene effettuata utilizzando personale qualificato direttamente nei paesi nei quali si vuole esportare. Serve, per

parlare con i clienti, un interprete della loro lingua, ma anche della loro forma mentis e delle loro tradizioni, questo è decisivo. Si tratta di un approccio complesso al mercato, tutt’altro che semplice per la piccola impresa, ma che è strettamente necessario per ottenere risultati durevoli». L’altro aspetto che indicava riguarda il capitale umano. Quali sono le linee guida per la sua gestione? «Crediamo da sempre che l’impresa è tanto più solida quanto più valida e credibile è la gente che lavora al suo interno. L’azienda non è fatta di “muli e macchine”, ma della gente che vive al suo interno. Il personale va aiutato a cre-

Il personale deve crescere, e non solo tecnicamente: deve imparare a capire gli altri e anticiparne le richieste

DLombardia122012