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Claudio De Albertis

Tassazione più leggera per i costruttori Negli ultimi cinque anni, il ramo edilizio milanese ha perso oltre un quarto degli addetti. Il Piano città potrebbe aiutare a voltar pagina. Purché, osserva Claudio De Albertis, sistema bancario e fisco operino a sostegno del sistema edilizio Giacomo Govoni

l divario tra i fondi necessari per passare alla fase attuativa e quelli realmente disponibili, a oggi, è ancora importante. Ma se nelle prossime settimane il progetto dei “piani città” dovesse sbocciare definitivamente, gli addetti al comparto edilizio potrebbero tornare a sorridere. In tutta Italia, dove si aprirebbe una favorevole stagione di cantieri, e tanto più a Milano, che vanta uno dei piani città più ambiziosi su scala nazionale. Fermo restando i mali cronici da aggredire quanto prima e che De Albertis individua principalmente nel «sistema creditizio che deve tornare a investire nelle costruzioni» e, altro aspetto chiave in un’ottica di ripresa, nella fiscalità immobiliare «da rivedere completamente». Da rivedere in che senso? «Nel senso che l’attuale tassazione è fuori da ogni logica: non è pensabile che un’impresa edile paghi una tassa come l’Imu alle aliquote massime solo perché ha un’area o immobile che per lei costituisce materia prima e sarà oggetto di trasformazione. L’altro paradosso è che quando alla fine del processo

I

Claudio De Albertis, presidente di Assimpredil Ance Milano

produttivo ottengo appartamenti e uffici e non riesco a venderli, io costruttore pago l’Imu ai massimi come fosse seconda casa. Se la Fiat non riesce a vendere le proprie auto non ci paga sopra una tassa». Come si riflettono queste difficoltà sullo stato di salute dell’edilizia milanese, in primis a livello occupazionale? «La fase recessiva in corso ormai da un quinquennio in questi ultimi mesi si è acuita. In provincia di Milano, dal 2008 a oggi, abbiamo perso 10mila addetti, pari al 27 per cento del totale. Le ore di cassa integrazione sono aumentate del 56 per cento. Numeri pesanti aggravati dai riscontri del primo semestre del 2012 che segnano un aumento della disoccupazione di un ulteriore 2% ri-  LOMBARDIA 2012 • DOSSIER • 227

DLombardia122012  
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