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Luigi Colombo



Luigi Colombo, presidente di Ance Lombardia

Negli ultimi mesi in Lombardia stanno nascendo aggregazioni stabili di imprese, dalla ricerca tecnologica, ai beni culturali, ai servizi

assistito al progressivo deterioramento dei ritmi di crescita del settore immobiliare sia a livello nazionale che regionale, e al successivo ingresso dell’industria delle costruzioni in una drammatica fase recessiva. A un fisiologico rallentamento dopo il boom dei primi anni Duemila, si sono sovrapposti gli effetti dello scoppio della grande crisi dei mercati internazionali. Fattori esogeni e incontrollabili si sono abbattuti sull’economia reale andando a intaccare la già debole domanda immobiliare e la tenuta



stessa di una base imprenditoriale, quella dell’edilizia, fortemente frammentata ed esposta alla concorrenza. Due dati su tutti: dal 2008 al 2012, il settore delle costruzioni a livello regionale avrà perso il 22,1 per cento in termini di investimenti e, dal punto di vista occupazionale, in Regione Lombardia, tra il 2008 e l’inizio del 2012 le costruzioni hanno perso 44.500 occupati». Una delle carte a disposizione delle imprese per non perdere competitività è l’aggregazione. Come vi state

muovendo su questo fronte? «La “polverizzazione” del settore rappresenta un serio freno alla competitività: le aziende dovranno necessariamente ripensare al loro modo di porsi sul mercato, puntando sulle alleanze orizzontali e verticali all’interno della filiera, indispensabili per realizzare un prodotto nuovo e sempre più orientato all'integrazione dell’offerta. Da subito ci siamo attivati per approfondire le opportunità del contratto di rete e per assistere le imprese nella costitu-  LOMBARDIA 2012 • DOSSIER • 225

DLombardia122012  
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