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EDILIZIA



La politica economica del governo è tutta tesa a ripristinare le esportazioni e trascura le costruzioni



 tro alla rielezione di Obama. devono avere proprio capi- attivare su questo terreno? In Italia comincerei dal finanziare la prima casa di giovani coppie. Calcoli fatti dall’Ance indicano la necessità di immettere circa 6 miliardi di euro, mezzo punto di Pil. Se funzionasse come negli Usa, si potrebbe spingere oltre l’operazione. Se la Bce si rifiutasse, si potrebbe passare dall’intermediazione della Cassa depositi e prestiti, ma i mutui costerebbero di più. Esiste in Parlamento un emendamento di questo tipo, scartato dalle scelte del decreto di stabilità». Quale contributo possono dare le banche all’apertura di una nuova stagione di ripresa edilizia? «Come presidente del Fondo di tutela depositi sostengo solo che le banche devono preoccuparsi dei rischi che si prendono, a fronte dei quali

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tale, oggi costoso e difficile da raccogliere dato il basso rendimento che promette; gli incagli e le perdite sui crediti sono già troppo elevati e la raccolta con scadenze pari alle necessità dei mutui edilizi scarseggia. Non è mai accaduta una compresenza di tanti fattori ostativi. Perciò suggerisco il ricorso a una politica come quella della Fed, a cui aggiungerei l’estensione, inizialmente biennale, delle garanzie per la disoccupazione al rimborso delle rate di mutuo per chi perde il lavoro e la cessazione di una politica tributaria, fatta anche di annunci, che scoraggi l’acquisto di abitazioni». Sulla crisi delle costruzioni pesa il prolungato languore del mercato immobiliare. Quali strumenti sarebbe bene

«Si può riattivare la detrazione per le opere di manutenzione e di miglioramento, soprattutto per ridurre l’uso di energia e migliorare l’ambiente. Si perderebbe un’entrata tributaria per i lavori comunque svolti, ma si otterrebbe molto di più se la detrazione fosse finalizzata a questo risultato. Inoltre il trattamento fiscale dei portafogli familiari e d’impresa dovrebbe essere neutrale nell’allocare i risparmi tra attività reali e finanziarie, disparità che oggi tende ad aggravarsi con l’Imu e la patrimoniale minacciata. Questa politica attenuerebbe l’effetto negativo economico e sociale del passaggio dal metodo pensionistico per ripartizione a quello per accumulazione, consentendo il formarsi di un piano di risparmio integrativo che favorirebbe l’edilizia».

DLombardia122012  
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