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Francesco Bellotti, presidente di Assoconfidi



Se non si riuscirà a modificare l’introduzione di Basilea 3 questo implicherà una maggior restrizione per l’accesso al credito

ancora più difficile. Cosa ne pensa? «Bisognerebbe fare una premessa, sicuramente tutti siamo a conoscenza dei problemi legati alla finanza speculativa che hanno influito anche sulla finanza commerciale. Tutto questo ha avuto origine dagli Stati Uniti. Oggi gli Usa e la Cina, che sono sicuramente due competitor aggressivi sullo scenario mondiale, disattendono le regole di Basilea3. Forse si impone per noi una riflessione riguardo la necessità di essere così virtuosi al limite del masochismo. Se non si riuscirà a ritardare o modificare l’introduzione di queste regole si avrà una maggior restrizione dell’accesso al credito e sicuramente i rating delle imprese peggioreranno; quindi ci troveremo di fronte a maggiori costi e minore disponibilità. A livello europeo Assoconfidi sta lavorando affinché nella ridefinizione delle



regole ci sia il riconoscimento di un coefficiente di ponderazione più favorevole alla garanzia e alla controgaranzia offerta dai confidi». Lo scorso aprile Assoconfidi ha stipulato un’alleanza con Unioncamere proprio per arginare il credit crunch. Si sono già potuti registrare dei risultati? «Il sistema dei confidi è stato sempre vicino e continua a sostenere il credito per le pmi e ha bisogno di un quadro di riferimento in cui ci sia un corretto utilizzo di risorse pubbliche. In questo ambito era sicuramente necessario e doveroso che Assoconfidi delineasse insieme a Unioncamere una serie di linee guida che tenessero conto di alcuni principi cardine per carpire la presenza di un sistema così radicato come quello dei nostri confidi». LOMBARDIA 2012 • DOSSIER • 217

DLombardia122012  
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