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Giorgio Ostini

Come vi state muovendo, per questo progetto? «In circa due anni abbiamo impegnato oltre un milione di euro per realizzare questo progetto. Si tratta di risorse che abbiamo tolto dai nostri possibili investimenti per la divulgazione di CombiTurtle sia in Italia che all’estero. Ora, se non dovessimo riuscire più a farcela con le nostre forze saremo costretti a vendere il nostro brevetto a qualche altra nazione. Ma l’impianto non sarà di certo un fiore all’occhiello per l’Italia. Per quanto riguarda la ricerca e lo sviluppo, cerchiamo sempre di perfezionare i nostri prodotti, in tutti i loro aspetti e in maniera continuativa». Quali aspetti curate nella progettazione e realizzazione di impianti combustori? «Operiamo per realizzare prodotti che coniughino sia l’aspetto ecologico che quello economico. Requisito fondamentale per il nostro lavoro è la valutazione relativa al tipo di impianto da realizzare, sulla base dello specifico, considerando che negli anni ci siamo concentrati sul trattamento di correnti su cui si basa CombiTurtle e sul trattamento della produzione di di energia elettrica con biogas» In termini di fatturato, a quali esiti siete pervenuti, operando le strategie sopra citate? «Dal 2002 al 2010, a causa della grave crisi mondiale, il nostro fatturato ha registrato una

Per accedere ai finanziamenti, l’azienda deve avere un fatturato minimo di 5 milioni di euro, cosa difficile per una Pmi

flessione. Tuttavia nell’ultimo anno, grazie a nuove commesse, è cresciuto di circa il 60 per cento rispetto all’anno precedente. Attualmente l’analisi di mercato ci porta a pensare il futuro in modo positivo». In quali aree geografiche siete presenti con la vostra attività? «Per l’85-90 per cento la nostra produzione è rivolta al mercato interno, tuttavia abbiamo realizzato impianti anche in Germania, Belgio, Spagna, Romania, Polonia e Turchia». Su cosa puntate, per crescere ulteriormente? «Sicuramente sulla diffusione dell’innovazione tecnologica da noi brevettata unita alla valorizzazione dei giovani, in grado di dare capacità ricreativa, forza e dinamicità a un mercato ormai privo di vitalità. Ecco perché di recente abbiamo inserito nuovi elementi nell’organico, tra cui uno dei miei figli, Andrea. Persone qualificate e motivate, in grado di dare continuità nel futuro alla nostra attività». LOMBARDIA 2012 • DOSSIER • 133

DLombardia122012  
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